giovedì, 09 luglio 2009

Leggo sul giornale che Carla Bruni, ieri, ha disertato il pranzo ufficiale con le altre First Ladies a Roma, scegliendo di andare subito per prima in Abruzzo.

   Indossava una creazione di Roger Vivier,  storico stilista di Francia (le sue scarpine con fibbia sono eterne, riprodotte da quarant'anni) e cioè una borsetta di coccodrillo, nuova fiammante.

   Costo: trentamila euro.

   Sì avete letto bene, trentamila euro. Quasi il costo di un garage. Il prezzo di una buona automobile.

   E in siffatte condizioni, con la borsa Vivier al braccio, è andata a visitare i terremotati....

   La locuzione "uno schiaffo alla miseria" non mi è mai parsa tanto azzeccata! ma non poteva prendere una qualsiasi borsettina da un migliaio di euro?

   però sapete, quello che più mi fa girare le palle è che la borsa in questione è....brutta!  o meglio: banale!  vista mille volte!  le nonne e le zie zitelle avevano borse così!!!

   oltretutto le hanno messo un nome idiota.... come quasi tutti sapete, le borse più importanti hanno un loro nome e spesso è  nome da donna (la Rosemary di Mulberry, la Edith di Chloè ecc.)  e questa si chiama

              CARLALALA  

cioè, carla  lalà ' ovvero il nome della Presidentessa più una onomatopea in spiritoso riferimento alle sue passioni canterine....

   sapete che vi dico? mi sto mettendo le mani nei capelli...

carlalafatto

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domenica, 05 luglio 2009

Una delle cose più ridicole, alle sei di mattina (praticamente ADESSO) è vedere mio marito che esce di casa e va a zappare in campagna.

   Con la macchina figa, i mocassini di Gucci (vecchi e sfondati ma pur sempre Gucci), bermude comprate in un negozio di cinesi, polo lacoste di dubbia provenienza, orologio da quattro soldi in  plastica e accendino Dunhill in oro.

   Se ne va da Angela perchè ha mille cose da fare e bisogna iniziarle all'alba, quando fa ancora fresco!!!

   Tra l'altro, si sono messi in mente di creare un prato all'inglese e hanno dovuto rizollare un campicello,  sarchiando la terra e togliendo ogni sasso per superare la "prova piede", ora l'erba è spuntata come in un "green" da golf,  ma va tenuta con la massima cura e maniacalmente tosata una volta alla settimana, togliendo a mano le erbe estranee.

   Per non dire di tutte le altre cose che ci sono da fare nella campagna di Angela, la quale sta cominciando a diventare un pò grossa e va aiutata quotidianamente.

   Lui di solito va su alle sei di mattina, e torna a casa verso l'una, o poco dopo.

   Ieri è successa una cosa che mi ha dato un fastidio terribile:  le due del pomeriggio, lui era rientrato da poco, se ne stava stravaccato sul divano in mutande, io me ne stavo sul terrazzo tutta unta d'olio di cocco a prendere la mia oretta di sole.

   Aspettavo alle tre, una visita di Michela (la mia ex compagna di scuola di Venezia, che ora vive a Trieste come me) perchè le dovevo prestare un paio di vestiti lunghi per andare in vacanza. Sarebbe  venuta con la macchina per caricare le buste coi vestiti,  e mi avrebbe dato un passaggio in città.

   Siccome abbiamo la stessa taglia, anche se lei è un pò più bassa, non pareva necessario provarli: bastava che li indossasse con scarpe a tacco alto, e buonanotte.

   Perciò con sbalordimento ho sentito suonare il campanello alle due invece che alle tre!  pensavo fosse qualcun altro, magari i soliti testimoni di Geova, invece era lei.

   La rabbia mi è esplosa dentro come una bottiglia di alcool:  non so voi, ma io non tollero di esser vista  sbracata, sconciata, con la casa sottosopra, e con il marito in mutande.

   Dalle due alle tre, pensavo di aver tutto il tempo di:

a) finire la mia oretta di sole

b) farmi la doccia e lavarmi i capelli

c) lavarmi i denti, profumarmi, vestirmi

d) stendere il bucato che nel frattempo la lavatrice avrebbe completato;

e) riporre la sdraio in terrazza e riordinare un attimino la sala;

f) far vestire decentemente mio marito

g) preparare un caffè da bere con Michela.

   In pratica cos'era successo? che la mia amica aveva pensato di PROVARE I VESTITI A CASA MIA,  per cui aveva ritenuto di poter venire un'ora prima ma senza COMUNICARMI LA SUA DECISIONE, malgrado abbia DUE TELEFONI CELLULARI sempre in borsetta!

   ma porco zio,  io dico come si fa a comportarsi così? anche se ci conosciamo da tanti anni, non siamo intime.  E Giorgio con lei, ancor meno. Dopotutto potevamo anche essere a letto, no?  cioè io dico, come si fa ad andare un'ora prima a casa della gente che t'aspetta un'ora più tardi????

   Insomma, quando ha suonato le ho DOVUTO dire di andare al bar vicino a bere qualcosa! e di tornare dieci minuti dopo!  Mio marito, bestemmiando, si è vestito a razzo e su mia imposizione è sceso al bar a raggiungerla per trattenerla ancora un pò,  mentre io mi facevo la doccia, lavavo i denti, e rinunciavo a lavare i capelli perchè non c'era tempo.

   Poi a razzo rassetavo il salotto (via i calzini sporchi, la ciotola del gatto, il posacenere pieno, il costume da bagno gettato a terra) e dopo una ventina di minuti telefonavo a Giorgio per dar loro la via libera!

   In quella ventina di minuti, io sono stata travolta da un'ondata di rabbia indescrivibile: perchè, perchè la gente è così priva di tatto da fare, disfare, decidere, modificare appuntamenti, rinunciare o cambiare le cose a loro piacere e senza dire prima?  oggigiorno, tra il telefono fisso e il telefono cellulare, non ci sono più scuse:  si deve avvertire quando si va in casa d'altri, o quando si rinuncia ad andare, o quando si decide di andarci un'ora prima!

   Non c'è amicizia o parentela che tenga: devo dire che con i suoceri non ho mai avuto problemi, una telefonata me la fanno sempre e non si sono mai presentati sulla porta!

   Mi ha colpito anche la QUANTITA' di rabbia che questo piccolo incidente mi ha provocato: non sono (non penso di essere) una tipa collerica, ma forse sto accumulando stanchezza e tensione un pò per il lavoro che va male, un pò per la preoccupazione per mio marito, un pò il caldo che mi fa soffrire e infine la scarsità di sonno, visto che più di sei ore e mezza non riesco a dormire mai ....tranne quando sono in ferie!

   Ho dovuto fare uno sforzo ENORME di padronanza mondana, per accogliere Michela con una faccia allegra e parlarle con tono rilassato, mentre dentro di me bestemmiavo come un turco.

   Alla fine, la sua incursione in casa mia si è rivelata inutile perchè gli abiti le stavano a pennello, infatti abbiamo lo stesso tipo di corpo, solo che io ho dieci centimetri di perone, tibia e femore più di lei.

  Ecco, incazzarsi per un nonulla è proprio quello che mi ci voleva in uno splendido sabato di sole!

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lunedì, 29 giugno 2009
Sono tornata dalla Sardegna.
E’ una vacanza che non mi stufa mai.
   Oh, non è la perfezione, non tutto è andato divinamente e non tutto è perfetto; però, se c’è da fare il pollice verso per alcune cose, ve ne sono altre bellissime che le controbilanciano!
   Vediamo un po’:
   Pollice verso per:
   disorganizzazione, insufficienze e confusione generalizzata in ogni tipo di servizio pubblico; per esempio, non c’è un francobollo in tutta Portorotondo malgrado le dozzine di esercizi che vendono cartoline: se si vuole un francobollo, bisogna trottare all’ufficio postale ai margini del paese! e io, che ho mandato una cartolina all’amica Spippoli di Genova (la sola di cui ho l’indirizzo) l’ho scoperto a mie spese.
   Dicono che la Posta non abbia personale da mandare in giro per il paese a distribuire francobolli nei tabacchini e nei negozi dove si vendono cartoline!!!!
   Pollice verso per:
 i bambini onnipresenti, urlanti, sguaiati, capricciosi, e per le loro madri e babysitter totalmente passive. Essi hanno funestato la maggior parte delle soste al bar, in spiaggia, al ristorante, in aereoporto, soltanto in motoscafo ce li levavamo dalle palle!
   Pollice verso per:
   i trasporti pubblici, nel caos pure essi, senza orari estivi che sostituissero alle fermate gli orari ancora invernali, senza nessuna attendibilità nelle informazioni che ci davano nelle rivendite di biglietti, quasi tutti senza obliteratrice funzionante (e allora, tutti in coda davanti all’autista che li doveva vidimare, mentre decine di neri alle nostre spalle sciamavano a prendere posto: che avessero TUTTI l’abbonamento? mi è rimasto il dubbio.
   Pollice verso per gli abusi non solo in terra ma anche in mare, quando sei con lo Zodiac in panciolle sotto il tendalino e ti arriva una barca priva di contrassegni, con a bordo gente senza alcuna divisa, e ti dice che è proibito rimanere là, a meno che tu non acconsenta ad ormeggiarti a una boa che essi prontamente vogliono ancorare per te, dietro pagamento di un consistente compenso non fatturato!
   Pollice verso per le donne che girano con borse costose ma disgustosamente invernali: e ne ho viste tante, tantissime. Ora è sdoganata l’idea che non esista stagione per una borsa elegante: anche sulle pagine patinate delle riviste, consigliano addirittura il pitone per l’estate (inaccettabile secondo me!) ma quello che non tollero di vedere, è le Vuitton monogram e damier portate in giro da donne vestite di garza trasparente con il tanga sotto!!! lasciatele per il tailleur invernale, suvvia!
   Cinque cose urtanti, quindi, controbilanciate però da altre cose bellissime:
 i fiori, fiori dappertutto, una profusione di fiori al colmo della fioritura, soprattutto gli oleandri sia alberi che cespugli, appesantiti da un milione di corollle;
   le allegre cene al ristorantino della Casbah, tavoli rustici bianchi e azzurri in un cortile dalle candide mura festonate di fiori, identico a un patio andaluso;
   la bellezza sublime del golfo di Olbia, che vista dal Golfo Aranci ricorda i paesaggi leonardeschi sugli sfondi dei suoi più famosi ritratti: a patto che si riesca a non guardare le costruzioni industriali e le orrende navi della Sardinia Ferries, bruttate da pupazzi dei cartoons dipinti sulle fiancate;
   la chiesetta di Porto Cervo, nella quale finalmente per la prima volta sono entrata, e che porta il nome di una delle litanie della Madonna: Stella Maris, benché sul portone abbia scolpito il mio Arcangelo, Michele, con la spada e la bilancia.  Una vera chiesetta marina, con la cupola a scaglie verdemare, le acquasantiere fatte di grosse conchiglie e un masso di granito a sostenere l’altare, per non dire dei tafoni esterni che sostengono il pronao;
   i boschi di quercia a perdita d’occhio verso Tempio Pausania, in una terra semideserta, con la corteccia da sughero già staccata a molti alberi, e un paesaggio alieno, totalmente diverso da quello della mia regione.
   Come si vede, non mi disturbo nemmeno di lodare il mare e la sua bellezza infinita, ma solo le piccole cose che mi hanno sorpreso e incantato in questa settimana di quasi totale relax, interrotta da alcune gite nell’entroterra e da alcune scorribande in gommone.
   Una sola volta sono stata invitata su un Bertram (amici di mia zia che mi ospitava) e ho provato il godimento di uscire tra le due colonne romane che segnano l’uscita dal porto, accovacciata come una giaguara sulla poppa di uno yacht.
   La gente che c’era a casa di mia zia era del tutto trascurabile; per la prima volta non ha preso un appartamento nel solito residence, ma ne ha scelto un altro più centrale, con una bellissima piscina verde giada. Peccato che durante la notte era chiusa! ricordo un albergo, a Siviglia, dove permettevano di nuotare a piacimento anche la notte, esperienza inalienabile per un vacanziero!
   Io ho cominciato ad andare in Sardegna da quando avevo tredici anni circa: prima, durante l’infanzia, mi spedivano dai nonni materni in Costa Azzurra dove ho fatto le ferie nell’agosto dell’anno scorso. Ma quando morì mio padre, ci fu un litigio brutale fra mia madre e suo padre (mio nonno) in seguito al quale lei non mi mandò più in Francia, ma cominciò a mandarmi in Sardegna con questa zia. L'oggetto di questa lite, oggi con il senno di poi lo posso vagamente immaginare....  c'è qui tra le mie fedeli lettrici, l'amica Katia/ Quasimamma, che è la sola in grado di capire.... eh Katy? squallide questioni di famiglia, sapete com'è.
Così, da circa undici anni, quasi tutti gli anni ho passato almeno una settimana (quando studiavo, anche due) in Costa Smeralda, rigorosamente fuori stagione (qui la stagione inizia ai primi di luglio) e siccome ero ancora ragazzina me la sono goduta assai poco dal punto di vista mondano: niente Billionaire, niente Sottovento o Sopravvento, niente strenui riti orgiastici sulla spiaggia al lume delle torce. Ho mancato poche estati: nel 2005 perché mi dovevo sposare, nel 2006 non ricordo nemmeno se ci sono venuta o no, nel 2007 ricordo di sì perché vi incontrai per caso mio fratello, presente in Italia e in Portorotondo senza disturbarsi di dirmelo; l’anno scorso invece sono stata ad Alghero. 
   Nemmeno oggi posso partecipare alla vita notturna del posto, perché senza mio marito non mi va e poi perché, onestamente, non è che mi attragga troppo. La gente mi sembra molto meno interessante della natura e degli spettacoli diurni, lo scintillare del sole sulle onde mi pare più seducente dei luccichii di quattro velinette in discoteca. Mi diverto abbastanza a guardare le barche, soprattutto le vere e proprie navi private di russi e di arabi: mentre ero là, un russo ha fatto il pieno di carburante al suo yacht. Ha comperato QUATTROMILA LITRI di gasolio, un corteo di autobotti ha preso la direzione del suo barcone, i giornali ne hanno parlato (il secondo acquisto di caburante più costoso degli ultimi cinque anni) mentre io mi chiedevo se il tycoon russo si fosse preso il disturbo di conoscere qualcosa della Sardegna, e se sapesse che cos’è la posidonia, o che cos’è un tafone.
   Ieri sera sono arrivata a casa, viaggiando leggera con il mio trolley e basta, meravigliata di vedere la gente che era partita una settimana prima come me e rientrava in città insieme a me, portando due o tre valigie a testa più i beauty cases, sant’iddio, come se fossero stati in viaggio per un mese!
   E basta, ora si ritorna all’aurea mediocrità….. chi l’ha definita aurea, voleva forse consolare qualcuno al rientro dalle vacanze???
  
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giovedì, 18 giugno 2009

Dal famoso sito "Le Malvestite", sempre impegnato a dir male di tutti, leggo una cosa davvero esilarante.

   Le commentatrici, sia quelle pro che quelle contro, di tanto in tanto trovano definizioni buffissime per definire questa o quella tendenza; stavolta definiscono due celebri stilisti nel seguente modo:

YVES SAINT LAURENT =  IVES SAINT FROCENT

CHRISTIAN LOUBOUTIN = CHRISTIAN FROCETIN

 oh mio dio mio dio mio dio che ridereeeeee.....

ecco qua due creazioni dei Froscion boys (Fashion boys):

 Questo è uno dei famosi smoking da donna di Saint Laurent!

E queste sono le scarpe-anemone di Christian Louboutin!

   Ce ne fossero, di frocioni così!!!!!!!!!!!!!!!

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venerdì, 12 giugno 2009

Buon venerdì a tutti!

   qui la vita procede tranquilla.

      Mio marito gioca a fare il contadino, anzi prende molto sul serio questo gioco e si alza all'alba per andare a zappare !!!

         Ha portato un cesto di albicocche, fiero come se le avesse fatte lui... ora stanno vendendo una quantità di fiori, ciliegie, albicocche e fragole.

      Lui si rimira nello specchio i muscoli, che si fanno sempre più definiti... dice che dovrei andare anch'io nei fine settimana a dare una mano per far scomparire il "rotolino del benessere" dal girovita!!! ma col cavolo, eh...

   Io intendo fare bagni di sole, perchè udite udite a fine mese andrò in Sardegna! Non dalla nostra amica veneziana di un anno fa, la direttrice d'albergo in Alghero, ma dove sono stata ripetutamente nel corso della mia adolescenza: a Portorotondo, perchè mia zia si prende come sempre un appartamento in un residence.

   Per cui, devo arrivare già abbronzata altrimenti il sole feroce rischia di rovinarmi e guastarmi la vacanza. Peccato che non posso fare incetta di abiti nuovi come l'anno scorso: quest'anno mi piacciono i capi di Desigual, anche se costano troppo per quello che sono (cotonaccio), tanto che i negozianti cinesi si sono messi a venderne delle copie tra i venti e i trenta euro!

  

Mi ricordano i capi di Custo Barcelona che portavo sei anni fa, e allora erano una novità in Italia. Hanno ripreso lo stile di Custo, e pare che il brand sia in grande ascesa in Italia.

   Vabbè userò ancora gli abiti di Isabel del Pedro dell'anno scorso, neri e rossi, spagnoleschi/zingareschi, forse non adatti al mio tipo fisico ma molto belli.

E basta, buon week end a tutti!!!

  

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lunedì, 08 giugno 2009

Rieccomi....

appena rientrata da una settimana di mare in Croazia,

ben rimpinzata di scampi, riso djuved,  biete alla dalmata, formaggio di Pago e palacinke alla marmellata fatta in casa...

   devo aver messo su tre chili!

      Pazienza, li perderò  appena mi diranno l'importo delle tasse da pagare...

   che ve ne sembra del posticino?

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giovedì, 28 maggio 2009

Ragazzi, ma che commento dovrei fare sulla sposa di Trieste?

   solo questo... la demenza umana non ha limiti!

      Sì, ieri ho letto il giornale, come tutti, e ho visto che la vicenda ha avuto perfino l'onore del Telegiornale...

   La cosa che mi pare più inquietante, è che la stronza  ha trent'anni suonati. Ma si può essere così idioti a quell'età?

No, senza commenti.  Lasciando da parte l'aspetto morale della cosa (la vile slealtà verso lo sposo) e l'aspetto sociale (la figura di merda con gli invitati), mi lascia costernata l'aspetto economico.

  MA LO SAPETE QUANTI SOLDI OCCORRONO PER SPOSARSI?

  Scapoli e nubili, avete mai fatto quattro conti?

   Se una non ha rispetto per sposo, madre, padre, parenti, amici, per non parlare di Dio (almeno qui a Dio si sostituiva un Assessore), ce l'abbia almeno per il dio denaro!

   Non si può organizzare un matrimonio, con tutto il contorno (fiori, musica,  fotografo, autista, limousine)  sperperando decine di migliaia di euro, e pensare di cavarsela impunemente!

   Spero che la causa legale dello sposo vada alla grande,  e riesca a farsi rimborsare TUTTO, e gli siano riconosciuti i danni morali. Anche se non so, in questo caso,  se ciò sia possibile.  C'è un aspetto penalmente rilevante nella vicenda?  visto che -se non erro- i danni morali sono riconosciuti nelle cause penali.

   In ogni caso, spero che il povero giovane riesca a cavarle anche la camicia!  non più letteralmente ma metaforicamente!!!

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martedì, 26 maggio 2009

Fine settimana di caldo mostruoso.

   In luglio non potrà fare più caldo di così.

      Sull'altipiano, a casa dei miei suoceri, hanno 33 gradi....tre gradi più che in centro città,  mentre di solito accade il contrario!

    Non so, io  ho subìto temperature di 44 gradi in Sardegna, ma col maestrale che tirava forte non si soffriva altrettanto.

Qui non si muove UN FILO D'ARIA, e mi ricordo quel detto spagnolo che  spiega il clima di Madrid: "l'aria di Madrid può uccidere un uomo, ma non spegne una candela"  per dire quanto sia torrida e immobile!

   Domenica,  party dell'anniversario per i miei suoceri che si sono sposati trentaquattro anni fa: mia suocera aspettava Giorgio, che poi infatti è nato a metà settembre. Aveva vent'anni, come me quando mi sono sposata. Era una femminista che aveva tradito gli ideali, mettendosi con un uomo e diventando una casalinga.....ottima scelta, col senno di poi!!!!!

      Peccato che la festa, fatta a Caorle nella loro casa al mare, e per la quale è arrivata anche la mia madrina da Brescia (loro due babazze si intendono bene, coetanee e sopravvissute degli anni Settanta)  è degenerata presto in una specie di scena degna dei matrimoni degli zingari nei film di Emir Kusturica.....

   Io ho sudato il sudabile, la griglia in giardino sembrava l'avamposto dell'inferno, il cane di mio suocero ha vomitato un chilo di avanzi di carne sui miei sandali di Dies Van Noten

Alla fine della serata ho beccato mia suocera, Nadia (la madrina) e un paio di altre vecchie over 50, che si ritiravano in un angolo del prato per passarsi una canna in santa pace.... ma non dovremmo essere noi a farlo?  io e mio marito e Angela, Michela ed Eva (anche loro presenti) invece  bevevamo come spugne   un oceano di acqua minerale!!!

   con un caldo così soffocante non avevo voglia nemmeno di farmi una marlboro!!!

   Mi sa che gli anziani sono di un'altra fibra!

   E basta, passerò il ponte  del 2 giugno a Lussino (evviva!!!!!)  e a fine giugno andrò di nuovo in Sardegna, questa volta dalla zia  di Venezia che prende come ogni anno un appartamento in un residence.

   Un saluto affaticato dalla zombie che fu la vostra

   M I C H E L A!

  

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martedì, 12 maggio 2009

NELLA VITA DI UNA DONNA CI VOGLIONO TRE ANIMALI...

UN VISONE  NEL GUARDAROBA....

UN GIAGUARO (jaguar) NEL GARAGE....

E UN ASINO CHE PAGA TUTTOOOOO!!!

E CON QUESTA MASSIMA,  VI SALUTO....

 

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lunedì, 20 aprile 2009

Ieri era una giornata grigia e triste come in novembre.

   Voglia di uscire, zero.

      Al mattino presto mio marito è andato a zappare in campagna, poi è tornato all'ora di pranzo affamato come un lupo, e alla fine ci siamo stravaccati sui divani per bere il caffè.

   Abbiamo due divani gemelli perpendicolari alla televisione: ci allunghiamo su entrambi come fossimo a letto, con i cuscini accumulati sotto la testa e io con un plaid sulle gambe; in mezzo, il tavolino basso sempre con qualche vassoio di cose da piluccare.

   Dunque, caffè e cioccolatini in mezzo a noi, e di fronte Mamma Tivù. Cosa ci avrebbe propinato?

   Nientepopodimeno che LAWRENCE D'ARABIA, di David Lean!

   Io, poco tempo fa, ho visto "Il dottor Zivago" dello stesso regista e con lo stesso attore (Omar Sharif,  bellissimo) e perciò ho voluto vedere "Lawrence", di cui conoscevo già la storia nelle grandi linee.

 E' stata una visione MERAVIGLIOSA! Non ho parole per raccontare quest'esperienza. Unico rimpianto: non aver visto il film sul grande schermo.

   Ma forse ci avrebbe annientati! già così, eravamo entrambi annichiliti davanti alla bellezza dei paesaggi,  delle scene di battaglia, il tutto fatto senza trucchi al computer! il film è vecchio di quarantacinque anni, santo cielo, ma è tutt'altro che datato per chi lo vede la prima volta.

   C'è dentro di tutto: amicizia virile, lotta per la libertà, ideali, la forza della volontà  contro il fatalismo, la sfida alla Natura.... manca solo una storia d'amore, ma pare che Lawrence non vi fosse minimamente portato.

   Ecco: se ci fosse stato un bel personaggio femminile (non dico come Lara nel "Dottor Zivago", ma almeno una ragazza in cui potermi identificare....) sarebbe stato veramente un film di sentimenti universali. Già così, comunque, la sua grandiosità ci ha impietrito.

   Nei paesaggi, nelle formazioni rocciose di origine vulcanica, ho rivisto esattamente certi roccioni di Santorini in Grecia dove sono stata due volte. Il contrasto tra l'immensa natura deserta, e i raffinati palazzi arabi (identici a quelli che ho visto nell'Alhambra di Granada!) e gli eleganti uffici coloniali degli Inglesi, era quanto mai scioccante.

   E Peter O'Toole, dagli occhi così intensi da sembrare bistrati, era uno splendido Thomas Lawrence,  El Orens  come lo chiamavano gli Arabi. A suo agio nella djellaba, con il velo in testa fermato da rotoli dorati come i principi, con il pugnale jemenita avuto durante il suo pellegrinaggio alla Mecca (impresa mai compiuta da uomo bianco) era una vera leggenda vivente.

Con Omar Sharif, faceva un'accoppiata vincente  come Thelma e Louise, un grande rapporto di amicizia vissuta all'interno di una spericolata avventura.

   Il film, in versione integrale, con molte parti non doppiate in italiano ma recitate in inglese coi sottotitoli, è andato avanti DALLE DUE E QUARANTA FINO ALLE SETTE DI SERA!

   Pur sottraendo il tempo degli intermezzi pubblicitari, erano sempre quattro ore circa....oggi, chi oserebbe produrre un film così lungo?

   Eppure, la vicenda ci ha inchiodati davanti allo schermo e le ore sono volate via. Poi, alla fine, mi sono precipitata in Internet per saperne di più e per vedere immagini del deserto del Nafud in Arabia Saudita con Google Maps.

   Lo hanno attraversato a dorso di cammello, per arrivare ad Aqaba alle spalle  (in fondo al braccio di mare ad est della Penisola del Sinai, si vede benissimo nell'immagine)  perchè è il porto della Giordania, ed era una posizione strategica importantissima.

   Il deserto fa paura già dall'immagine satellitare: io penso che non avrei voglia di attraversarlo nemmeno in suv! figuriamoci negli anni Venti, si e no.... e a dorso di cammello.

   Ma è meraviglioso sognare sul divano di casa!

postato da: Ombraserena alle ore 09:34 | Permalink | commenti (10)
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