Un anno fa, in questi giorni di fine novembre, accadeva una cosa molto sgradevole.
Una pugnalata alle spalle. Avevo sorpreso un discorso del mio capo, che si apprestava a vendere il negozio a negozianti cinesi, chiudendolo a partire dall'inizio di gennaio e senza dire nulla a me.
Insomma, si apprestava a farmi lavorare tutto dicembre come una cogliona, domeniche e lunedì compresi, compreso il pomeriggio di Capodanno che come l'anno precedente avrei dovuto portarmi l'abito da sera in un sacchetto e vestirmi e truccarmi nel retrobottega.
E poi, il due gennaio, quando sarei tornata a lavorare, avrei trovato il negozio chiuso. O forse, al massimo, mi avrebbe telefonato a casa di non venire. Oppure chissà, me l'avrebbe detto all'ultimissimo momento nel pomeriggio del 31 dicembre, per devastarmi la serata di Capodanno.
Io mi chiedo che cosa sia la sensibilità di certi datori di lavoro!!!! grazie agli Dèi, ho sorpreso quella telefonata con il notaio per fissare la vendita, e dopo essermi ripresa dallo shock mi sono licenziata in tronco, uscendo a mezzogiorno dal negozio e non tornandoci mai più. Mi aveva dato novecento euro come paga di novembre, e quel pomeriggio ricordo che sono andata da Denny Rose e li ho spesi TUTTI in jeans, t-shirt, scarponcini e maglioni e due camicie uguali ma di colore diverso.
E con gli ultimi spiccioli, mi sono pagata il taxi per tornare a casa con le buste del negozio.
Che rabbia avevo provato! Questo pensiero mi torna in mente, un pò a causa dell'anniversario e un pò perchè ho letto quanto scrivono stamattina Walkiriamazzone e Fresa sull'arte del vendere. Io sono stata una venditrice e mi piaceva moltissimo, molto più che fare l'impiegata. Bisogna credere in quello che si vende, e bisogna saper creare un feeling con il cliente, altrimenti non serve essere carine o ben vestite!
Però, qualche settimana dopo il fattaccio che rievoco più sopra, era avvenuta una giusta nemesi: i miei mi hanno lasciato tre magazzini a Venezia, e a metà dicembre mi aveva contattato l'amministratore che se ne occupa, perchè un negoziante cinese voleva comprare il più grande. Era disposto a versare un prezzo molto maggiore, io ho chiesto di pù ancora, ci siamo messi d'accordo e così nel giro di un mese o poco più ho avuto il mio giusto "indennizzo": ho perso il mio amato lavoro a causa di un commerciante cinese, ma un altro ha rimpinguato le mie tasche non più beneficiate dallo stipendio mensile.
In questi ultimi giorni mi sono stancata molto, durante il week end siamo andati a Bergamo per la festa di compleanno di una ragazza con cui ho trascorso una settimana di vacanza in Croazia a fine giugno. Lei, suo fratello e il suo cugino-fidanzato, ci hanno invitati e abbiamo fatto l'interminabile viaggio attraverso un'Italia inzuppata di nebbia umida. L'ultima ora, da Brescia a Bergamo, non ne potevo più. Per fortuna la festa era nella discoteca di un albergo, dove avevano riservato alcune stanze per le persone venute da fuori. Così almeno è stato tutto molto comodo. Mi ero portata dietro quattro cose differenti perchè non sapevo come sarebbero venute vestite le altre invitate, e ho potuto spiare il loro arrivo nella hall, e vestirmi di conseguenza hihihihhi.......
La ragazza ha invitato tutta la sua classe (fa la quinta superiore) con relativi fidanzati e fidanzate, più i suoi compagni di ginnastica. C'erano almeno cento persone, e io e Giorgio non abbiamo quasi potuto chiacchierare un pò con lei, visto che dopo averci salutati doveva dedicarsi a una marea di gente.
In realtà è stato un viaggio inutile per una ragione inutile, chiara soltanto a mia suocera che è in relazione d'affari con il padre di Alby, la ragazza. Se non altro, per questo motivo è stata lei che ha cacciato fuori i soldi per comprarle il regalo . La cosa più bella che le hanno regalato i suoi amici, è una borsa Vuitton modello Speedy linea Nomade, di pelle stupenda color caramello, con l'I-pod case uguale: si sono quotati una ventina di amici della palestra e hanno scelto davvero molto bene.
Se non altro abbiamo ballato molto e bevuto bene, senza paura di andare in macchina con Giorgio alticcio; ce ne siamo andati via quando la festa ha cominciato a degenerare con le facilmente immaginabili situazioni ..... ci siamo rifugiati nella nostra stanza al calduccio sotto i piumoni, a crearci un piccolo paradiso fisiologico senza bisogno di paradisi artificiali, hihihihihi..........
L'indomani, altro viaggio interminabile verso casa, con una noia da non dirsi in quella monotonia grigioscuro e grondante d'acqua, la pianura padana e la pianura veneta bruttissime, il cielo schifoso, l'aria cattiva......brrrrr! La sera, a casa presto, ero così svogliata che non ho nemmeno fatto la cena ma ho messo in tavola un tagliere di formaggi e due bicchieri di vino.




