martedì, 30 gennaio 2007

Evviva lo scoop della settimana!!!

   Un giornalista ha beccato il Presidente della Banca Mondiale con i BUCHI SUI CALZINI!!

      Ieri sera al Telegiorale ne hanno dato l'incresciosa notizia.

   Stamattina  a UNOMATTINA la cosa veniva discussa.

Di chi è la colpa? della moglie? di lui stesso, quello sciattone? del maggiordomo? della tirchieria dello stesso Presidente, che si fa tagliare gli abiti a Savile Row  ma lèsina sui calzini che tanto non si vedono???

   Grave dilemma. Io, avendo ormai due anni di esperienza nel gestire un guardaroba maschile, so che la cosa non è un giochetto soprattutto se la donna lavora e non ha servitù. Ma dubito che la moglie del Presidente della Banca mondiale debba lavorare o vivere senza personale di servizio!!

   Per cui, propendo per un'altra ipotesi: è colpa di quello sciattone! Probabilmente al momento di partire per la visita nel Paese mussulmano dove si è tolto le scarpe davanti ai giornalisti per entrare in una Moschea,  la cameriera gli avrà preparato impeccabilmente la valigia: una pila di camicie, biancheria fresca di bucato, e una serie di calzini ben appallottolati.

   Ma lo sciattone avrà omesso di cambiarsi i calzini tutti i giorni, avrà tenuto tre o quattro giorni gli stessi calzini con cui è partito,  e li avà bucati con l'uso e con le unghiacce che non avrà badato a taglirarsi!!!

   Tanto i calzini non si vedono!!

   L'uomo, distratto dai suoi "alti pensier" di politica finanziaria ecc., che non hanno "ceduto un poco" davanti a stupidi dettagli di look, ha dimenticato che per la sua visita in Moschea avrebbe dovuto mettersi scalzo. E così oggi è su tutti i giornali e su tutte le televisioni!

   Certo, fa ridere: con questo unico scivolone nel comportamento, si è giocato la faccia. Ora, tutti rideranno di lui e i suoi sottoposti ne parleranno per anni alle sue spalle.

   Però, io dico: che strano mondo, questo, dove trova tanta risonanza una sciocchezza di questo genere, mentre altre situazioni terribili non trovano spazio e non trovano voce.....

   Ricordo che, quando lessi un paio d'anni fa il libro scritto dal maggiordomo di Diana d'Inghilterra, appresi come il principe Filippo avesse alle sue dipendenze una Rammendatrice di Calzini, che poi divenne appunto la moglie del maggiordomo, che allora era il Valletto assegnato a portare a spasso i dieci coorgies della Regina Elisabetta (i cagnolini).  Trovai assurdo pagare una donna che forse doveva passare due o tre pomeriggi al mese a rammendare i calzini del Principe! Si risparmiava di più comprando calzini nuovi, no? 

   Ma a quanto pare esistono presso le Corti, delle posizioni lavorative decisamente medievali, come Custode degli Aghi da Cucito  o Custode del Cestino da Lavoro o altre assurdità del genere, e per cambiare queste strutture risalenti al passato, ce ne vuole!

   Evidentemente il Presidente della Banca Mondiale riterrà, per prudenza, da ora in poi, di assumersi una Rammendatrice personale per essere assolutamente sicuro di non avere più buchi da cui spunta il pollicione !!!!

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giovedì, 25 gennaio 2007

Io non scrivo mai poesie sul diario, ma questa volta ne voglio dedicare una, all'arrivo -finalmente!- dell'inverno:

                                       Sui campi e sulle strade,

                             silenziosa e lieve,

                             la neve

                             cade.

                             (Ada Negri).

   Questa mattina quando mi sono alzata, ho visto il bosco dietro casa mia tutto imbiancato, e anche i monti della Slovenia bianchi di neve.

   Finalmente ho tirato fuori il pelliccione!

   Speriamo di non scivolare.

 

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mercoledì, 24 gennaio 2007

CONTINUA...

   mi sono interrotta perchè i miei suoceri hanno avuto l'avviso che un loro amico, di settanta anni, è morto alle Bahamas facendo un'immersione a cinquanta metri.  Settanta anni!  ma si può mai!  ditemi voi... si dovrebbe smettere già a cinquanta di fare immersioni. A parte la possibilità di essere aggrediti dai pescecani, sappiamo tutti che anche uomini giovani sono morti di embolia.

   Ricordo un post di Eroticon, diarista di Mio Diario, che raccontava di aver rischiato un incidente durante un'immersione....no, no, non fa per me!!!!!!!

   Ma cosa ci fanno questi vecchi ricchi in giro per il mondo, a fare immersioni, a scalare l'everest, a tuffarsi nella Fossa delle Marianne, che ne so, invece di starsene a casa a far giocare i nipotini???? il mondo è impazzito, mi pare!

   Ma continuiamo con il mio sogno ad occhi aperti.

   Dopo aver notato questo negozietto che si sta mettendo sul mercato, sono partita in quarta con le fantasticherie. Immaginavo di farne un negozio-bomboniera, però senza precipitare nel lezioso (difficile!) con appliques di cristallo, un'illuminazione ben studiata, tapezzeria di seta color crema a strisce lucide e opache, due poltroncine di velluto, un paio di specchi di Murano tipo Settecento - uno grande, uno piccolo - e una vetrina tutta giocata su colori pastello, con una tenda di raso per nascondere l'interno del negozio. E già pensavo alla letteristica da scegliere per il nome, qualcosa in stile liberty che si intonasse al palazzo dove sta questo negozio.

   Sceglierei di creare un ambiente romantico perchè la maggior parte delle gioiellerie, qui, non lo sono affatto: e le nuove che ho visto sorgere in questi tre anni, sono arredate in modo gelido e illuminate con luce cruda!  dico davvero, non ce n'è praticamente nessuna che esprima un lusso tranquillo ma femminile e romantico come vorrei io. Certe gioiellerie sembrano quasi negozi di ottica, tanto sono asettiche e spoglie.

   Poi, senza specializzarmi, potrei tenere una piccola serie di gioielli antichi,  e fare vetrine "a tema" con frequenza settimanale:  le perle,  le acquemarine,  i topazi... oppure temi dedicati a periodi: gli anni '40 (anche con cose attuali ma fatte in quello stile),  il Liberty, lo stile dell'antica Roma....ecc ecc.  e anche qualcosa dedicato a qualche diva che indossò gioielli particolari: Grace Kelly, Greta Garbo, Rita Hayworth... con una loro immagine e una piccola esposizione di gioie.

   Insomma, mi sono cullata in questi piacevoli sogni per tutto il giorno.  La cosa sarebbe, forse, anche fattibile perchè ora hanno allargato le licenze e le concedono a cani e porci, non si fa più l'esame come un tempo, non  controllano se uno è competente in materia oppure no. Danno perfino licenze a cinesi che non sanno una sola parola d'italiano: dico davvero.

   I soldi forse ci sarebbero, perchè ho ancora il denaro ricavato dalla vendita della casa di Venezia, che non ho mai toccato, e una parte di quello che ho avuto per l'assicurazione sulla vita di mia madre. Però rifornire un negozio di questo genere costa una barca di denaro; non si tratta mica di rifornire un Ortofrutta!  e poi anche la ristrutturazione costerebbe una cifra.  E il lancio pubblicitario poi non ne parliamo;  sarebbe indispensabile sia sui giornali, che sulle radio, che con distribuzione di manifestini.

   Tutta la faccenda costerebbe una cifra che non so quantificare, ma che immagino astronomica. E mi ricordo bene una frase di un uomo d'affari: "mai creare un'impresa con i soldi propri !"  Dovrei chiedere un prestito alle Banche, offrendo garanzie (che in effetti posso offrire). Ma quanto tempo ci metterei per il rientro del capitale investito???? e se nel frattempo succede qualcosa?  se viene una crisi economica, come pare stia venendo, il primo settore che ne soffre è quello del lusso. O meglio, i prodotti di lusso vengono  acquistati freneticamente poco prima dei periodi di crisi, questo lo so:  ma dopo?!

   Tutto potrebbe andare bene, come potrebbe andare disastrosamente male. E se volessi avere un figlio? chi mi terrebbe il negozio?  e se subissi una rapina? (a Trieste nell'ultimo anno sono sempre più frequenti con grande sgomento della gente, perchè in passato erano rarissime). Ci ho pensato tante volte quando lavoravo nel settore, e vorrei tenere un'arma. Non resterei inerme in balìa di qualche delinquente,  poi magari andrei nei casini per essermi difesa!

   Insomma, dopo un'ondata di sogni mi è venuta un'ondata di razionalità che li ha soffocati. Avrei troppa paura di perdere il mio denaro. Assodato che non sono una capace di fare soldi, non posso dire: al diavolo, anche se li perdo  un bel giorno li recupererò!

   Questo potrebbe forse dirlo mio fratello, che è un pescecane, ma non io. Sono una pesciolina rossa che è tentata di fare il salto fuori dal suo vaso!

   MI CI VORREBBE UN FINANZIATORE.

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mercoledì, 24 gennaio 2007

Ieri, girando in centro città, ho visto una cosa che mi ha fatto sobbalzare il cuore!

   C'è una via centralissima, una delle tre vie più grosse della città, in cui sta chiudendo una piccola gioielleria. Ho visto il cartello "cedesi attività - telefonare al n......" attaccato al rollè chiuso.

   E' un negozio in una posizione fantastica, quasi d'angolo, tra una via larga e importante, e un'altra molto trafficata, accanto a un viale dove ci sono tutti i cinema e tutte le gelaterie. Quindi, un punto di passaggio pazzesco.

   Il locale non chiude sicuramente per penuria di clientela, penso piuttosto che il titolare abbia deciso di mettersi in pensione: infatti lo avevo intravisto, tempo addietro,  perchè guardo ancora le gioiellerie e chi ci lavora dentro, ed era un vecchio signore.

   Nel contempo, in questi giorni mi sto dicendo che presto sarà un anno che lavoro qui. Un lavoro che non mi interessa. Mi viene l'ansia se penso di farlo all'infinito. Di essere ancora qui tra dieci anni.

   Vedere questo piccolo negozio che si rende disponibile, mi ha provocato un'eccitazione folle. E' un ambiente minuscolo, sarà due metri e mezzo per tre,  più  il retrobottega che non conosco. Giusto quello che ci vuole per essere gestito da una sola persona. Mi è venuta una voglia terribile di prenderlo!

   La posizione è fantastica, la dimensione è a mia misura, il mio desiderio di cambiare lavoro è ben maturo,  perciò ho passato ore a delirare pensando a come sarebbe la cosa.

   Saprei già come arredarlo, che stile dargli, quali marche esporre e a quale target rivolgermi. Ho già pronto pure il nome!!!!! So già come mi vestirei nel giorno dell'inaugurazione.  So già che sarei la prima a portare a Trieste i gioielli di L.V.H. (Lucifer Vir Honestus). 

   UFFAAAA INTERRUZIONE...CONTINUO POI

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martedì, 23 gennaio 2007

Pazienza, riscrivo.

   Innanzitutto volevo ringraziare quelli che mi hanno lasciato gli auguri sotto il post precedente.

   Oggi è l'esatto giorno del mio compleanno, faccio 22 anni.

   Ringrazio in special modo Atlantide, la cara Atlantide che mi segue da più di un anno, da quando scrivevo su Mio Diario di Jumpy.

   Proprio come il Continente Perduto,  non ti si vede ma ci sei sempre!!! grazie per la gentile frase che mi hai dedicato.

   Domenica c'è stato il pranzo del mio compleanno;  ero molto sulle spine, perchè dopo aver preparato tutte le cibarie non le ho servite io in tavola, ma mio marito e mia cugina e avevo una certa ansia al pensiero che combinassero qualche pasticcio: avevo anche preparato del cibo in più, per paura che ne rovesciassero per terra o cose del genere, invece è andato tutto bene. Hanno mostrato un'insperata destrezza!

   Il regalo più interessante me lo ha fatto Nadia, la mia madrina: mi ha portato un sari indiano lungo sei metri, perchè è stata in India per le vacanze di Natale.  Naturalmente non me ne avvolgerò,  ma lo userò come tenda: ha un colore tra il rosa e il lilla, ed è ricamato a ramage con pagliuzze d'oro e cristalli. Un pò pacchiano come tenda ma di grande effetto.

   A metà pomeriggio, gli zii di Venezia e la madrina di Brescia sono ripartiti per tornare nelle loro città; sono rimaste Angela e Carmen, l'amica e la cugina, che mi hanno aiutato a riordinare tutto. La sera ero così spompata che non avevo neanche voglia di uscire per andare al cinema.

   Questa sera invece, festeggerò molto privatamente con mio marito: dopo il lavoro, ce ne andremo a cena in un locale trendyssimo, appena aperto in un antico locale che faceva parte della cerchia muraria della città di Trieste: cioè la struttura è antichissima ma l'arredamento ultramoderno, e la cucina francese ma - dicono - con porzioni all'italiana, abbondanti!  In un altro dei locali più alla moda, bellissimo, avevo mangiato delle cose con porzioni così lillipuziane da farmi incazzare: una minestra,  giuro, servita in un contenitore grande come una tazzina di caffè!  ripeto caffè, non tazza da caffelatte!

  

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martedì, 23 gennaio 2007

UFFA CHE FASTIDIO.....

   HO SCRITTO UNA PAGINA MA NON ME LA PUBBLICA!

   PERCHE' HO INSERITO UN BRANO SCRITTO ALTROVE, CON IL COPIA-INCOLLA!!!!

   MA TUTTI LO FANNO, PERCHE' IO NO?

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giovedì, 18 gennaio 2007

Martedì ho il compleanno, ma lo festeggerò ufficialmente domenica.

   Devono venire infatti i miei zii da Venezia e la mia madrina da Brescia.

      Ieri sera non riuscivo a dormire, restando con gli occhi sbarrati nel buio e pensando con ansia alla disposizione dei posti a tavola.

   Saremo in dodici e dovrò allungare il tavolo;  ma il guaio è che saremo otto donne e quattro uomini.

   Non era possibile inserire altri maschi togliendo qualche femmina, per bilanciare il gruppo.

   Se avessi un fratello che vive qui come tutti quanti, l'avrei comandato a forza di partecipare. Ma il gruppo è semifamiliare, per cui non posso infilarci qualche amico o collega di Giorgio.

   Dunque vediamo:  la coppia di zii da Venezia;  la mia madrina con il suo boy-toy  (un trentenne con cui già era stata al mio matrimonio, sono ancora insieme, incredibile) poi la mia amica Angela con la sua mamma;  poi i miei suoceri; e infine mia zia di Trieste con sua figlia, la cugina Carmen quella che sta divorziando. E infine naturalmente io e mio marito.

   Mio marito ha detto che servirà lui in tavola, assieme con Carmen: speriamo che non rovescino il consommè o non facciano altri guai, perchè Carmen è abituata ad avere la donna  e Giorgio non fa mai molto in cucina. Ma io non dovrò schiodarmi da capotavola, così hanno detto.

   Poi, martedì sera, la giusta sera del mio compleanno, andremo a cena io e il mio Tesoro da soli in un bel posto.  Il regalo che sono tentata di comprarmi da sola??? la borsa Velvet di Malo con i guanti assortiti. Non so se lo farò, perchè ho già avuto da mio marito una bellissima borsa per Natale, ma devo dire che il negozio dove viene venduta assieme con la roba di Burberry, fa sconti piuttosto forti, anche del 50%, nel qual caso il prezzo diventa assolutamente normale. E poi la Velvet me la sogno da quando l'ho vista, insieme ai bauletti di Scervino e alla Mirage di Desmo (che ormai ce l'ho da Natale, appunto).

   Forse alla fin fine non avrò coraggio di fare questa spesa inutile, e magari mi comprerò il cofanetto con la "Ricerca" di Proust, cosa che sarebbe assai più opportuna e più seria.

   Non mi interessano vestiti, nè gioielli; è un periodo che guardo solo borse. A proposito, ho notato che nell'unico negozio dove vendono le Paddy e le Motorcycle, stanno barando sui prezzi: ricordo benissimo i prezzi che avevano un mese fa,  mentre ora presentando i prezzi in saldo, hanno fatto casino. Meriterebbe chiamare i vigili, ma naturalmente sarebbe la mia parola contro la loro e poi chissà a quali noie andrei incontro io stessa (testimonianze, interrogatori???).

   Passerò la mattina a disegnare grafici del tavolo da dodici dove pranzeremo domenica, nonchè a stendere elenchi di cibarie e di ammennicoli vari, dal frustino per le bollicine di champagne in poi. E' facilissimo dimenticare qualcosa. E siccome ci saranno quattro signore mature ed esperte in festicciole domestiche, devo essere inattaccabile dai loro giudizi.

   In questo senso, la scelta del mio vestito e della pettinatura (penso di farmi fare una piega un pò scompigliata, invece di farli fare liscissimi) passano del tutto in secondo piano.

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martedì, 16 gennaio 2007

Domenica il tempo faceva schifo:  una nebbia e un'umidità  da non credere.

   A mezzogiorno avevamo un appuntamento per pranzare insieme a colleghi di mio marito; io sono in dieta post-natalizia, devo smaltire un po' di peso (due chili già eliminati in dieci giorni) e mi ha dato fastidio non potermi sottrarre all'impegno.

   Non è il massimo stare a mangiare carne ai ferri e insalata, mentre tutti gli altri smaialano nelle delizie. Tornati a casa alle quattro, la domenica per noi era finita: quel grigiore ci contagiava con la sua tristezza e soprattutto con la sua svogliatezza. Giorgio si è messo a leggere riviste di aggiornamento, e io sono andata a letto con l'idea di fare un sonnellino - cosa che non faccio quasi mai-

   Bene, cos'è successo??? Mi sono addormentata dalle cinque del pomeriggio alle undici di sera.

   Per cena, mio marito ha avuto la delicatezza di arrangiarsi con pane e prosciutto, lasciandomi in pace. Poi, come è venuto a corirarsi alle undici,  ha svegliato me. Mi sono alzata fresca e riposata....e fino alle quattro del mattino sono rimasta a girare per casa, facendo lavori, facendo una lavatrice, leggendo Vanity Fair  e infine chattando con quei quattro gatti che si trovano nella mia piccola chat nel corso di tutte le notti.

   Alle quattro, mi sono imposta di andare a dormire perchè altrimenti l'avrei pagata cara più tardi nel corso della giornata. E infatti, lunedì (ieri) ero un pò sconvolta a causa del bioritmo sballato: mai più una cosa del genere!!!! Alle sei del pomeriggio, quando ho finito di lavorare, mi sentivo distrutta come se avessi l'influenza. Ho dovuto coricarmi appena finito di lavare i piatti, senza neanche guardare la TV....

   Oggi, trovo sulla mia pagina precedente un commento di Max  circa "gli orchi della porta accanto": si, infatti,  se qualcuno dice che meritano di essere ammazzati  si attira l'accusa di essere un medievale!!! Io, come ho già detto,  non pretenderei la pena capitale: cosa impossibile nell' Italia cattolica e garantista. Ma pretenderei almeno, ALMENO, la certezza della pena!  Un ergastolo che sia un ergastolo, non una pagliacciata di ventotto anni che dopo quattordici anni dà diritto di chiedere di uscire per lavorare ecc. ecc., come tanti casi che conosciamo. 

   Ma che farci,  qui vige la cultura del SUBIRE, subìre tutto e perdonare subito,  e appena succede una tragedia ci sono i giornalisti che interrogano i parenti coi microfoni contro la bocca, e se qualcuno dice parole di odio (ricordo a questo proposito la sorella della donna uccisa con un sasso dal cavalcavia, a Tortona)  si attira l'antipatia di tutti,  e viene intervistato il Cardinale di turno (per la sorella del fatto di Tortona,  fu il centenario Cardinale di Ravenna)  che con tono dolente ricorda il Valore del Perdono, e di fatto addita  la persona in questione alla riprovazione di tutta l'Italia! 

    E, fra parentesi,  come si fa a chiedere "ma tu gli perdoni all'assassino"  quando questo assassino per il momento, non ha nemmeno CHIESTO il perdono??? e poi lo sappiamo tutti che le lettere di perdono, le fanno gli avvocati. A meno che non le facciano le segretarie con qualche formulario tenuto nel cassetto.

  Roba da matti.

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venerdì, 12 gennaio 2007

Gli orchi della porta accanto.

   Come si può non dire due parole in proposito?

      Ieri, quando la notizia è stata data per certa, non volevo credere che gli esecutori di quella strage fossero i vicini di casa.

   Non perchè mi ripugna pensare alla ferocia di un italiano, mentre sarebbe più tranquillizzante pensare alla ferocia di un tunisino. Non è questo il punto. Non abbiamo aspettato gli extracomunitari per avere assassini e delinquenti, certamente.

   Mi ha colpito l'immensa stupidità del movente.

   Però, anche trovandolo di primo acchito immensamente stupido, non ho potuto non ricordare quanto letto su un libro di Vittorino Andreoli,  "Voglia di ammazzare":  il famoso criminologo elenca i cinque o sei moventi principali di omicidio,  tipo  soldi, sesso, ecc.  e ci mette pure: FASTIDIO!

   sì, sembra una cazzata, ma la sensazione di continuo fastidio che dà una persona a un'altra, può condurre quest'ultima a una reazione selvaggia. Il fastidio inteso come uno stillicidio quotidiano di piccole cose che non vanno: rimproveri, rumori,  disturbi, strilli, musica, porte sbattute, posti macchina fregati... questo stillicidio, quando si attua sopra una personalità con fragili freni inibitori, alla lunga la fa impazzire.

   E poi ho ricordato anche una teoria più volte sostenuta nei libri di Patricia Cornwell, che non è certo l'ultima arrivata: cioè, che i delitti efferati  e compiuti con brutalità, non sono mai l'episodio unico e solo della vita di un assassino. A ben guardare, colui che ammazza selvaggiamente, ha un vissuto in cui le avvisaglie c'erano già anche se non rilevate da nessuno.

   Di solito, afferma la Cornwell, colui che un giorno uccide in modo barbaro  ha cominciato da piccolo con qualche episodio di tortura di animali  e di violenze contro i fratellini minori o bambini più piccoli. Crescendo,  l'educazione riesce spesso a  rintuzzare questi impulsi e più avanti l'opportunismo e il senso sociale riescono a tenerli a bada a lungo, Ma quando esplode,  lo fa con estrema ferocia.

   Chissà se, setacciando la vita di questi due  coniugi - orchi,  verrà fuori qualche cosa del genere.

   Intanto, tremiamo tutti dall'orrore davanti alle figure di questi due paciocconi di mezza età, con i maglioni infeltriti, con il sovrappeso del benessere, l'aria semplice e modesta.  Chi allarmerebbero, vedendoli? nessuno.  Eppure..... !!!

postato da: Ombraserena alle ore 09:33 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 08 gennaio 2007

Quanto poi - per esempio - ad accompagnarlo dai suoi nuovi amici canadesi, o australiani o americani (perchè faceva amicizia con tutti)  bisogna tener conto di alcune cose,  che erano anche gruppi di uomini soli  e a me non va di essere l'unica ragazza fra dieci maschi, sicuramente anche a loro dà fastidio.

   Poi, e qui ha ragione mio fratello con i suoi rimproveri, ormai sto dimenticando tutto l'inglese studiato, mentre mio marito ha fatto la British School fin da piccolo e lo usa nella sua vita lavorativa per cui è una lingua che parla in modo fluente.  Io riesco a capire quando un italiano parla inglese, o se un cameriere greco per esempio, chiede qualcosa in inglese; ma quando parla un madrelingua, soprattutto se lo fa con accento regionale  o accento americano ecc., allora non capisco più niente.

   Perfino a Parigi non capisco più il francese! Insomma, mi scoccia essere l'unica muta in mezzo a dieci persone che parlano inglese, oltre che a temere la noia di una situazione così.  Anche accompagnando mio marito a un tavolo da gioco proverei una immensa noia: ho appena visto "007 CASINO' ROYAL", dove Vesper Lynd aspettava James Bond per quattro ore e passa mentre lui giocava. Ma la vita non è un film!

   Io non aspetto quattro ore, o anche sei ore, che mio marito si stufi di giocare! ma siamo matti???

   Insomma, lui era preso da mille cose che aveva voglia di fare, e quando ho protestato (sia pure in maniera blanda, giuro)  mi ha fatto un discorsetto di questo tipo:  "cocca bella, stiamo spendendo un pacco di soldi per questa vacanza, e ho intenzione di spremere fuori ogni minima stilla di divertimento che mi può dare,  chiaro il concetto?"

   Chiarissimo.

   E così si è ripetuta la scena delle vacanze di Natale dell'anno scorso,  di soli cinque giorni in Austria, per l'esattezza in Arlberg:  lui sciava tantissimo, pranzava nei rifugi, spariva alle otto di mattina e tornava alle cinque del pomeriggio. E le serate non stava solo con me, ma c'erano con noi due coppie di suoi amici.  Io venivo mollata da sola tutto il giorno, ma là c'erano bellissimi negozi da vedere, e poi il tedesco lo parlo abbastanza bene.

   Qui invece, la solitudine mi ha pesato e ho provato la tentazione di litigare, ma mi sono detta: calma, taci, in fondo t'ha fatto un bellissimo regalo di Natale (la "Mirage"  di Desmo) e si è comprato la pace familiare per un bel pò!!!

   Oltre a questo ragionamento venale, ho anche pensato alle nostre vacanze da che ci conosciamo:  in Austria, come detto, era andato male per me  così come adesso; però  a Parigi in viaggio di nozze eravamo ogni attimo vicini,  a Santorini  pure,  e così anche durante il lungo ponte in Croazia di  quattordici mesi fa per il Primo Novembre.  Tre a due, quindi: tre vacanze riuscite e due non riuscite, sotto il profilo "sentimentale".  Vale la pena di fare drammi? No. Per il momento, la bilancia pende ancora dalla parte del no!

   Del resto, ho parlato con una ragazza italiana (era pienissimo di italiani, perfino gente della nostra Regione)  che era lì con il fidanzato, e mi ha detto che quando vanno in vacanza lei si arrabbia sempre perchè lui dorme fino a mezzogiorno, poi tra toilette e brunch,  prima delle quattordici non escono dall'hotel;  e a quel punto mezza giornata è già finita,  e lei passa le mattine ad arrovellarsi nella frustrazione. Le avevo proposto di andare in giro insieme, io e lei: ma il suo fidanzato NON VUOLE che lei si allontani dall'albergo!!!! anche se lui dorme e non le fa compagnia!!!!!  santo cielo, ci sono delle situazioni di coppia peggiori della mia, dai!!!!!

   Beh è andata così, ma quando siamo tornati a Trieste in questi ultimi giorni, Giorgio è stato BRAVISSIMO. Ha fatto la spesa  con la lista preparata da me, ha sbrigato tante commissioni, l'ho mandato qua e là come un valletto.  Forse perchè si rendeva conto della mia insoddisfazione, ha fatto di tutto per accontentarmi, ha perfino lavato le finestre (mai successo).

   Insomma, ha cercato di riscattarsi e mi ha portato tre volte di fila al cinema! facendo scegliere a me! Ma sì, perdoniamolo per questa volta!!!

postato da: Ombraserena alle ore 11:31 | Permalink | commenti (4)
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