martedì, 27 febbraio 2007

Mi sono fumata una bella sigaretta perchè la collega con cui divido la stanza, è a sciare in Germania.

   Qui si rispetta il divieto di fumo, con minuscole trasgressioni di tanto in tanto, nel timore che ci sia un qualche controllo da quegli ipotetici "pasdaran" che dovrebbero far rispettare il divieto di fumo nelle aziende.

   La giornata è magnifica, fulgida e non fredda, proprio come ieri. Sabato e domenica invece era bruttissimo, e così è rimasto fino a sera, mentre il lunedì tutti in ufficio in una splendida giornata di sole!

   Io ho dedicato il week end al cinema, ci siamo sparati tre film di cui due belli (almeno per me) e uno brutto (sempre per me):  cioè "Diario di uno scandalo",  "Alpha dog"  e "Saturno contro".

   Quest'ultimo mi ha molto deluso, perchè mi piaceva Ozpetek dai tempi del "Bagno turco", passando per "Fate ignoranti",  "La finestra di fronte", e "Cuore sacro".  Ho solo apprezzato le performances degli attori, tutti bravi, anche l'esordiente Ambra Angiolini che secondo me è molto bella se pure non in modo classico. Ha un fisico così sottile che non la si crederebbe madre di due figli piccolissimi.

   Stasera devo andar fuori con una signora che è stata grande amica di mia mamma e che è di passaggio in città; la porto a cena in un locale di pesce. Forse sarà perchè ha lavorato nel mio cervello questo pensiero, in associazione con mia mamma, che stanotte me la sono sognata: cosa che non succedeva da moltissimo tempo, almeno un anno.

   E' stato un sogno fuggevole e positivo, noi due che camminavamo in mezzo a tanta gente, poi la folla ci ha divise e mi sono trovata sola, fermandomi per aspettarla. E l'ho vista, vià più avanti di me, che sentendo il mio sguardo si girava e di colpo mi sorrideva.

   Tutto qui. Niente a che vedere con i sogni straordinariamente avventurosi e complicati che fa la mia cara amica Fresa. Ma è bastato a rasserenarmi, e mi sono svegliata di colpo un attimo prima che squillasse l'orologio.

   Ciao mamma, ovunque tu sia.

 

postato da: Ombraserena alle ore 10:28 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 23 febbraio 2007

BUON WEEK END A TUTTI....

non ho postato nulla per mancanza di voglia e per mancanza di argomenti. Mi sento diventare apatica.

   Sarà la primavera precoce?

   Lo scorso week end è stato BELLISSIMO, con tempo meraviglioso sebbene freddo,  un mare blu inchiostro, un cielo turchese senza una nuvola,  e frutti di mare e crostacei  a volontà, e passeggiate di dieci kilometri, col cannocchiale sempre in mano, e panorami da urlo rivelati dall'aria limpidissima.

   Martedì ora di pranzo abbiamo smesso di lavorare per andare a vedere i carri allegorici, io ci sono andata solo perchè il tempo era bello e mite, e alla fine mi sono pure divertita.

   Ho visto un film notevole, pieno di sottile cattiveria, LA VOLTAPAGINE. Stasera mi vedrò un altro film che si preannuncia torbido quanto basta, DIARIO DI UNO SCANDALO. Storia di una professoressa pedofila che si scopa un quindicenne: molto attuale dunque....

   Forse la mia vita è così tranquilla da farmi sentire il bisogno di vedere certe storiacce???? ehehehe...

   Buon fine settimana soprattutto a Fresa, che se ne va a Istambul......beata lei!

postato da: Ombraserena alle ore 08:39 | Permalink | commenti (7)
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sabato, 17 febbraio 2007

Sono le sei del mattino di sabato: sono alzata già da un'ora, perchè mi sono coricata molto presto.

   Tra un'ora sveglierò mio marito e partiremo per il week end.

      Ma ho voluto aprire il blog e scrivere questa paginetta, perchè poco fa - girando per Google- ho imparato una cosa nuova.

   Cercavo informazioni su una duchessa inglese del 1500, Catherine Brandon; una notizia tira l'altra, e in breve mi sono trovata a leggere una pagina di Wikipedia sulla lingua gallese. E ho imparato come si chiama un "vezzo"  che c'è stato anche nella mia famiglia di provenienza:

                                                CODE SWITCHING

   Ovverosia, alternanza linguistica! Ne scrive Wikipedia a proposito delle famiglie bilingui che parlano gallese e inglese: la scelta dell'una o dell'altra lingua può variare in base all'argomento di conversazione!

  Questo accadeva, p. es., con mia nonna che parlava italiano benissimo, ma quando PARLAVA DI CUCINA, lo faceva nella sua lingua. E accadeva con mio padre - e accade tutt'ora con il cugino sull'isoletta dove stiamo per andare oggi - che per parlare AGLI ANIMALI, si servivano del croato.

   Mio cugino parla un dialetto veneto, ma quando si rivolge alla sua muta di cani da caccia, parla croato. Mio padre parlava croato ai gatti di casa. I contadini mi hanno detto che le mucche che tirano l'aratro, vengono addestrate a capire gli ordini in croato, in modo da poterle vendere e far cambiare padrone, senza che debbano reimparare tutto da capo!

   E ricordo di aver letto esempi illustri: un genio universale del mondo islamico antico, cioè Avicenna (l'altro era Averroè, ed erano personaggi come il nostro Leonardo da Vinci, eccellenti in svariate materie) che nacque nell'impero Persiano - dove oggi è territorio russo - ma a quei tempi sotto il dominio arabo,  essendo bilingue  scriveva le opere scientifiche  e matematiche in arabo, e le opere filosofiche e le poesie in farsi (la lingua persiana).

   E ricordo un altro libro di Wilbur Smith, uno dei più belli secondo me,  senza tutta una saga dietro (Wilbur Smith ha scritto le due mastodontiche saghe dei Courteney e dei Ballantyne) ma slegato e indipendente, cioè "L'uccello del Sole", racconta in prima persona di un archeologo appassionato di lingue antiche e lingue africane,  che aveva un servitore negro da moltissimi anni e avevano perfino studiato insieme: tra di loro, parlavano in svariate lingue a seconda dell'argomento:  poniamo,  di caccia in Swahili ,  d'amore in francese (la lingua più romantica, dicevano) di medicina in latino, di politica in afrikaan, di archeologia in inglese visto che avevano studiato la materia a Oxford.... più o meno così, chiaro???

   pazzesco tutto questo.... ma anche molto affascinante.  Di cosa non è capace la mente umana.... ho sentito un solo caso di una famiglia, dove la moglie è di madrelingua francese e il marito tedesco: si parla la lingua di chi comincia il discorso,  ovvero mi diceva il loro figlio: "se torno a casa e sento parlare tedesco, capisco che la conversazione è stata avviata da mio padre; se sento parlare francese, capisco che ha cominciato a parlare mia madre!"

   E dire che tante famiglie, tante persone, dovrebbero almeno cercare di parlare BENE l'italiano.... ahahah!!

postato da: Ombraserena alle ore 05:21 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 15 febbraio 2007

Lo Smemorato di Collegno, alias mio marito, ha cercato di rimediare.

   Ieri sera mi sono coricata a mezzanotte mentre loro ancora giocavano. Stamattina lui, per atto di contrizione, ha spalato la cacca dei gatti (incombenza che di solito ricade su di me) e poi ha mantenuto un atteggiamento tenero e umile durante la colazione.

   A metà mattina, in ufficio, mi è arrivato un mazzo di rose rosse (una dozzina, niente di ridondante) con un nastro bianco a cuoricini rossi (ultimo avanzo di san valentino) e un biglietto di Giorgio: CHE NE DIRESTI DI UNA BELLA CENETTA STASERA?

   a quanto mi consta, stasera è la Festa dei Singles, ma va bene lo stesso!!! poi mi ha anche proposto di andare due giorni, sabato e domenica, nell' isoletta dove sta la casa di mio nonno e della quale ho raccontato più volte. Tre ore di macchina (col gippone vecchio) e sabato a mezzogiorno possiamo già essere al ristorante e ordinare un chilo di scampi ai ferri! 

   Lui sa quanto mi piace andare là fuori stagione, e quanto invece non mi piaccia il Carnevale. Lui adora mettersi in maschera, girare per la città e guardare le altre maschere, soprattutto i bambini: questo sacrificio proprio nel week end di Carnevale, dà la misura di quanto si sia sentito imbarazzato per aver dimenticato San Valentino!!!

   L'anno scorso eravamo a un ballo a Venezia, uno dei quattro (se ben ricordo) grandi balli dati dai migliori alberghi della città, mentre il Ballo del Doge è un evento molto esclusivo con invitati ben selezionati. Ma anche dov'eravamo noi, era tutto magnifico e pareva di vivere una serata nel Settecento, ai tempi di Casanova. Però lo stesso, ripeto, nel Carnevale trovo qualcosa di inquietante che non gradisco.

   Perciò preferisco l'idea di un sano week end tra la campagna e il mare, mangiando pesce, camminando per ore, e salutando le pecore libere nei prati e gettando pezzi di pane ai gabbiani.

   Beh bisogna dire che il mio povero Smemorato di Collegno ha fatto la sua cazzata, ma ha tutta la volontà di farsi perdonare!

   (P.S.: ieri sera ha vinto di nuovo a poker! poveri amici Sfigaz Boys)

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mercoledì, 14 febbraio 2007

Sera di San Valentino.

   E io dove sono?

      Sono forse in un ristorante trendyssimo con un vestito adatto? indosso forse i miei (pochi) gioielli? sto per aprire un pacchetto dall'aria invitante?

   NO. SONO A CASA. AL COMPUTER.

   Cos'è successo, il mondo si è ribaltato??? non proprio. 
   Dopo aver passato un paio di giorni con il cuore che mi batteva tra le tonsille (dico davvero, non metaforicamente: l'incidente di mio marito mi ha terrorizzato e mi ha fatto salire la pressione) mi sono un po' tranquillizzata verso venerdì-sabato.

   E mio marito, sabato sera, ha organizzato un tavolo di poker in casa nostra con alcuni amici. Poichè ha vinto, ha dovuto concedere la rivincita. E per quando l'ha concessa? per mercoledì 14 febbraio.

   Si è completamente dimenticato di San Valentino.

   L'altro anno, l'abbiamo festeggiato come da copione: serata magnifica, gran cena, gran vino, e come regalo il cellulare più bello del mondo (B & O, Serene). Mi pareva di essere in un film.

   Stamattina siamo corsi a lavorare in tutta fretta, senza accordi particolari per la sera. Ma mi aspettavo, arrivata a casa, di trovare qualche bella sorpresa e qualche proposta per uscire. Invece, nisba: ho aperto la porta alle diciannove, lui era là in accapatoio, e serafico ha detto: fai una cenetta alla svelta, che alle nove arrivano i ragazzi e facciamo un pokerino.

   EEEEHHH??? E IL MIO S. VALENTINO???

   lui ha fatto una faccia strabiliata e ha ammesso di essersene completamente dimenticato. Ma come, se ogni vetrina e ogni pubblicità televisiva si incarica di ricordarlo agli smemorati??? I suoi amici e compagni di poker sono degli sfigati senza donne, e uno per forza maggiore: è gay, e con la scusa della gayezza vuole sempre palparmi le gambe per accertarsi che non mi stia venendo la cellulite. Quindi, loro erano liberissimi e non sono responsabili di niente. Ma lui.... ma lui!!! UFFA!

   ora, sto passando la serata al computer senza neanche il conforto di stare con un vecchio pigiama, dato che mi possono vedere. Più tardi gli porterò dei tramezzini e un giro di whisky e magari se giocheranno a lungo, gli servirò anche un caffè coi cioccolatini.

   Affanculo.

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mercoledì, 07 febbraio 2007

Ieri avrei desiderato una serata carina per tirarmi un pò su, invece ho passato la peggiore serata da molto tempo a questa parte.

   Prima cosa: la mia amica Angela, dopo il funerale, mi ha detto con angoscia che doveva portare a cena fuori un gruppo di parenti venuti da altre città, e si sentiva troppo stressata per andarci da sola o meglio (anzi o peggio) con la seconda moglie di suo padre.  Ha insistito perchè andassi con lei a darle una specie di sostegno morale, e la cosa mi ha messo in un grande imbarazzo: non si può rifiutare niente a un'amica che ha appena seppellito un genitore, no?

   Ma d'altronde mi seccava enormemente partecipare a un evento familiare, mentre semmai ho confidenza con la sua mamma (che era anche al mio compleanno insieme ai miei parenti) ma non con la seconda moglie (sarebbe la sua matrigna??? boh).  Insomma, era come quando da bambini un amichetto ti supplica di andare con lui, perchè deve fare qualche gita con i genitori e altri parenti in cui prevede di annoiarsi a morte.

   Ho detto quindi di sì, molto malvolentieri, ma cercando di mostrarmi collaborativa. Mi sono vestita a puntino, sobria ma non luttuosa visto che io non sono toccata dall'evento, seria ma non lugubre.  Eravamo già alle 19.30 al ristorante, un tavolo di otto persone, e mentre stavo prendendo in mano il menù, cosa succede?

   Mi chiama mio marito al cellulare.  Ha sfasciato la macchina nuova. Nuovissima. La sua bambina, la pupilla dei suoi occhi.

   Da quel momento ho avuto una serie di ore pesantissime, che ricordo già con difficoltà (infatti vorrei rimuoverle).  Lui non si è fatto niente, e neanche l'altro con cui ha fatto uno scontro. Ma la macchina è kaputt. Dal punto di vista economico non è una tragedia, è ben assicurato, ma la dinamica è ambigua e teme che gli daranno una certa parte di colpa, togliendogli punti dalla patente.

   Ha dovuto tornare a casa in treno (si trovava a circa 100 km dalla città) per cui io, ho dovuto all'istante piantare in asso Angela e la sua famiglia, nonchè la cena e tutto quanto, e precipitarmi a casa dove sono rimasta ad aspettarlo.

   E' tornato in uno stato di nervi pietoso, anche perchè deve essersi spaventato molto, e purtroppo da me non ha avuto la comprensione e il conforto che forse avrei dovuto dargli. Come avevo già scritto, non ero d'accordo che comprasse questa macchina, buttandoci dentro quasi tutto il bonus di fine anno che ha avuto con il nostro reciproco sacrificio dell'anno scorso e di tutti quei mesi di lavoro all'estero.

   Non ero d'accordo ma lui ha detto: o mi prendo la macchina, o che sia una prima tranche per prendere una casa al mare. Questa seconda opzione è ancora più stupida, secondo me, visto che possiamo andare nella casa dei suoi dove c'è posto e dove siamo andati almeno una decina di volte la scorsa estate.

   Capisco che la sua Smart è una delle prime, vecchia di sette anni, ma insomma non ero d'accordo per la macchina nuova. E ora è andata in cacca. Oltretutto mi sono spaventata molto al pensiero del rischio corso da lui,  per cui invece di essere angelica e trattarlo pietosamente, mi sono arrabbiata. Poi sono andata a dormire -malissimo-  fino alle cinque del mattino, mentre lui è rimasto alzato TUTTA LA NOTTE.

   Alle cinque, l'ho raggiunto in sala e abbiamo ripreso a litigare. Non alzando la voce o insultandoci, ma in modo freddo e tagliente: la prima volta che abbiamo una discussione così da quando ci conosciamo.

   E non è per il danno economico, ma per l'importanza di questa Macchina con la Emme maiuscola, per tutti i significati di cui lui la carica, diventando simile a tanti altri uomini che  amano la loro auto come una persona di famiglia. Inutile dire che non ci siamo più coricati, restando a gironzolare per casa come due anime in pena.

   Sono andata a lavorare  sentendomi ancora male per la paura "retrospettiva". Odio le automobili.

  

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martedì, 06 febbraio 2007

Oggi è un anno che lavoro qui.

   Era il 6 febbraio, era un lunedì, e cominciavo a lavorare in questo ufficio dove resterò per chissà quanti anni ancora. Mi intristisco al solo pensarci. Ma non posso andarmene via, se non trovo qualche ottimo motivo.

   Non che ci stia male, intendiamoci. E capisco perfettamente che mille euro al mese sono mille euro al mese. Solo, che il lavoro  non mi interessa. Preferirei prendere di meno, ma lavorare su qualcosa che mi piace. Offenderei tutti quanti, però, se mi licenziassi dicendo che lo faccio per essere libera di cercare qualcos'altro: come minimo, dovrei annunciare l'evento  dicendo subito dove vado altrimenti  a lavorare.

   I miei capi, ovvero i miei suoceri, non sono male: lui non lo vedo quasi mai,  con lei siamo di più in contatto ma non così tanto da darmi fastidio. Le colleghe non sono criticabili, ma non sono neanche persone interessanti con cui stare. E il lavoro in sè, è di interesse zero.

   Insomma, ho la sensazione di intristirmi in una situazione grigia e senza uscita. Forse per questo mi sono tanto esaltata quando ho visto quel negozietto in vendita e mi sono messa a fantasticare su una mia ipotetica attività tornando nel settore che mi piaceva veramente.

   Ne avevo parlato a mio marito, e lui mi aveva proposto un certo tipo di soluzione che non ho ben capito: genere, trovare un negozio con un titolare disamorato del suo lavoro e proporgli di fare società, senza tanti cambiamenti formali, ma sostanzialmente ci si accorderebbe perchè io mi accolli il rifacimento del negozio, il cambiamento della merce, e la gestione a mano libera dell'attività. Ma la cosa non mi ispira fiducia, perchè in tal caso ci sarebbe sempre un'altra persona con cui i rapporti si potrebbero guastare o che potrebbe mettermi i bastoni tra le ruote e fregarmi.

   Mah. Lasciamo stare. Devo uscire poi, per andare al funerale del papà della mia amica: è morto qualche giorno fa, facendo una morte così bella che ci sarebbe da fare la firma.  Lei non gli era particolarmente affezionata, soprattutto perchè anni fa aveva mollato la madre e lei per farsi un'altra famiglia, ma lo andava a trovare una volta o due al mese quando le occorreva cash: infatti lo chiamava "la mia banca".

   Alla fine di uno di questi pranzi a scopo finanziario, il papà è stato preso da una grande sonnolenza e se n'è andato a fare un sonnellino in camera; la figlia lo ha visto barcollare, lo ha seguito, e come si è posato sul letto, in un attimo è morto! lei si è accorta che stava male, gli ha detto, papà chiamo un'ambulanza: ma lui ha detto: no non occorre, voglio solo dormire.......e se n'è andato in Cielo.  Meraviglioso! beato lui!!! senza paura, senza dolori acuti, senza angosce di peregrinare da un medico all'altro,  così d'improvviso nella sua stessa casa e con la figlia  vicino.

   Lei ne è stata molto turbata, naturalmente, e l'altra sera siamo state al telefono un'ora e mezza mentre mi raccontava varie miserie casalinghe e le solite storie che vengono fuori in questi casi di morti improvvise, tipo questioni ereditarie e liti parentali che si profilano immediatamente, oltre a sensi di colpa e rimpianti per i rapporti pregressi con il morto.

   Però, se per i familiari è un fulmine a ciel sereno, per lui è una morte bellissima ed è stato molto più fortunato di mia madre, che ha sofferto sei mesi e da una donna ancora splendida, giovanile, forte e sanissima si è trasformata in un povero essere perfino rimpicciolito e accartocciato su sè stesso come una foglia secca.

   Mi sono vestita con il piumotto nero che ho comprato tre anni fa, per andare al funerale di un mio cugino anche lui morto improvvisamente ma in macchina: ricordo che la domenica ero tornata da Roma a metà pomeriggio (abitavo a Trieste da pochissimi mesi),  e ho trovato la segreteria telefonica che lampeggiava: era mia zia di Novara, che mi diceva che suo figlio era morto. Così avevo dovuto mollare le valigie, precipitarmi a un centro commerciale aperto di domenica, comprare un piumotto nero perchè non avevo nulla di adatto, e l'indomani mattina prestissimo salire sul treno per Torino.

   Questi pensieri luttuosi, associati al pensiero che oggi è un anno che sono qui, mi deprimono parecchio....dovrei pensare a qualcosa di carino da fare questa sera per tirarmi un pò su!  L'unica cosa che ho in programma, è proseguire nella lettura di "428 d.c.  Storia di un anno",  un libro di cui ho parlato in questi giorni con la mia nuova amica diarista  Storiarchea.  E' estremamente interessante, ma forse mi ci vuole qualcosa di più frivolo e divertente!!!!

 

 

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sabato, 03 febbraio 2007

Sulla soglia di un sepolcro cristiano in Siria, antico di milleseicento anni, qualcuno scrisse:

     "CORRI?"

  "CORRO."

  "FIN DOVE CORRI?"

  "FIN QUI."

   Efficace, eh?  Volendolo prendere alla lettera, starebbe d'incanto sulla tomba di qualche ragazzo morto nelle "stragi del sabato sera".

      Ma questo epitaffio, che pare sia un detto pagano, mi è venuto in mente oggi perchè ho bisticciato con mio marito.

   Egli sta avendo un balzo in avanti professionale, è tutto preso dalla sua carriera, e dice che "finalmente ha ingranato" ed è il momento di "pigiare sull'acceleratore!".

   Io non vorrei discutere, il lavoro è sacro, ma....

   Ma.

   Vivere di corsa, con affanni, tensioni, aspettative, rabbia, energie,  non è cosa che mi piaccia. Io non lo faccio, d'accordo, ma mi trovo a condividere questa cosa e ad esserne trascinata.

   Io vorrei uno stile di vita più rilassato, volto ad accontentarsi e a godersi quello che si ha e che è abbastanza. Non sono ingorda, anche se a qualcuno può sembrare il contrario. Di fronte a certa gente che conosciamo, sono anche troppo modesta. Il mio stesso fratello, come ho scritto giorni fa, è un pescecane mentre io rispetto a lui sono un pesciolino.

   Mah. Tutto questo non mi va a genio: anche i miei suoceri sono in agitazione, perchè un'azienda "rivale" (per dir così) ultimamente ha fatto un passo azzardato per allargarsi su un mercato estero, e gli sta andando molto bene.  Tutti che vogliono arraffare, mangiare, gonfiarsi.

   Non so, non mi quaglia. Intanto, sono sola a casa all'ora di pranzo perchè non ho voluto salire sull'altipiano dai miei suoceri, con mio marito, a sentirli tutti e tre recriminare e progettare cose grandiose il cui senso mi sfugge.

   Fin dove vogliono CORRERE?

  

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giovedì, 01 febbraio 2007

Approfitto del fatto di essere sola, per postare questa paginetta.

   I media sono occupati dalla vicenda di Silvio Berlusconi e Veronica Lario.  Lui ha fatto il cascamorto con delle signore in un luogo pubblico,  lei ha fatto le sue rimostranze con una  lettera aperta al giornale.

   Stasera, al Tiggì, ne hanno parlato per l'ennesima volta e hanno intervistato Vittorio Feltre e Annamaria Berardini De Pace,  rispettivamente direttore di "Libero"  e avvocatessa famosa (nonchè se non erro, suocera di Raul Bova).

   Ecco, Vittorio Feltre si è espresso nel modo più vicino al mio pensiero: le proteste della signora Veronica dovevano essere fatte privatamente, tra le quattro mura di casa, magari facendo volare qualche zuppiera di Limoges.  Io stessa ho pensato che fosse inopportuna questa lettera ai giornali, proprio una tempesta in un bicchier d'acqua.  Certo, posso capire che si sia arrabbiata, ma avrebbe fatto meglio a fare una scenata domestica, probabilmente l'ennesima visto che sono insieme da ventisette anni.

   Personalmente, e di questo volevo parlare, non troverei niente di così grave nell'accaduto. Certo non è indice di classe, ma insomma andiamo, quando si è in compagnia e l'atmosfera si fa molto allegra, e magari si beve un bicchiere di troppo, spesso le parole volano ben al di là delle intenzioni. Io non mi agito se mio marito fa il carino con qualche donna, se fa complimenti anche con calore, se abbraccia o sbaciucchia qualche sua amica o qualche amica mia.  Anzi, preferisco così che avere un uomo timido oppure scorbutico.

   Non riesco, come ho detto, a dare importanza a queste cose. Quello che accade in un gruppo di "amici" più o meno autentici, oppure tra colleghi dopo le ore di lavoro, non è importante. Non mi risulta che il mio Tesoro abbia detto a qualche donna "Ti sposerei subito", come ha fatto Berlusconi,  ma anche se l'avesse detto, sarebbe chiaro per tutti quanti che  si tratterebbe di una boutade.

   E anche se io non esistessi,  e se lui dicesse "ti sposerei subito"  a una donna che per una sera gli è simpatica al di sopra delle altre, mica questa potrebbe prenderlo alla lettera!!!!! eh via.....!!!

   Del resto, sappiamo tutti che durante le feste spesso si trascende, l'euforia può fare brutti scherzi, portare la gente ben al di là di quello che vuole veramente. Anche a me i suoi amici hanno detto galanterie, hanno fatto complimenti più o meno garbati, qualcuno ha anche esagerato  come quello di cui scrivevo oltre un anno fa (durante una cena a casa mia,  tipo due mesi dopo il matrimonio, mi seguì in cucina e mi mise le mani addosso:  ma tutto quello che io ho fatto nei suoi confronti, è stato di non riceverlo più in casa: senza rimproveri e senza polemiche) ma non ho mai creduto che parlassero sul serio.  E non siamo più ai tempi dei duelli, quando i mariti prendevano il primo pretesto per sfidare sul terreno il presunto amante della moglie.

   Insomma, sebbene la mia situazione non sia paragonabile a quella della signora Berlusconi,  volendo esaminare la cosa nel mio piccolo, concludo dicendo che non me la prenderei perchè mio marito ha avuto il "mauvais ton" di fare il galletto in compagnia. Ognuno ha il suo tipo di sensibilità, e me la prenderei molto ma molto di più se Giorgio in un attimo d'impazienza desse una pedata ai miei gatti  oppure si intrufolasse nel mio computer per leggermi il blog!!!  o, guai al mondo, aprisse una lettera indirizzata a me:  queste sono le cose che mi farebbero imbestialire,  questione di gusti!.

   Cmq, sono un pò meravigliata e delusa dalla Berluscona, finora ha sempre dato prova di buon gusto tenendosi appartata, senza sfruttare il marito per fare qualcosa sotto la sua ègida, e  non posso credere che in passato non abbia avuto delle rivali (ricordo che anni addietro si parlava di Valeria Marini come dell'amante di Berlusconi);  sarebbe stata più signorile se avesse regolato la cosa in privato. I casi sono due, o è stufa marcia di Berlusconi e  l'episodio galante l'ha fatta sentire sminuita,  oppure  ha voglia di litigare fingendosi oltraggiata, per spuntare qualche vantaggioso armistizio a suon di regali.  Che ne so.

  Però sceneggiate familiari come queste, tolgono spazio a notizie ben più importanti:  per puro caso ho letto sul giornale (mentre avrebbe dovuto essere raccontato al Tiggì delle venti e trenta, il più visto)  che l'Imam di Verona ha predicato in Moschea che gli uomini hanno diritto di picchiare le mogli, perchè le mogli sono come le pecore, vanno percosse se sgarrano.... e da qui, ad altre affermazioni che mi sembrano perfino eccessive per i mussulmani, tipo che le donne non hanno l'anima.  Peccato che non ho lettol'articolo principale del Corriere della Sera, di Magdi Allam (che ho imparato ad apprezzare dopo aver letto il suo libro  dell'estate scorsa, "Io amo l'Italia-ma gli italiani la amano?") in cui si raccontava come due giornalisti, entrati proditoriamente nella Moschea di Verona, avessero registrato  questa "bella" predica dell'imam.

   Ricordo che nell'estate 2005  fu espulso un imam parigino, buttato fuori dalla Francia perchè aveva predicato le stesse cose in Moschea: le donne si possono picchiare, è scritto sul Corano, perchè sono inferiori e vanno tenute al loro posto.  La cosa, a Parigi, è trapelata perchè i suo fedeli hanno entusiasticamente messo in pratica tale insegnamento..... e l'imam è stato cacciato. Spero solo che non sia ritornato dopo aver fatto ricorso al T.A.R. !!!  Qui invece, noi siamo relativisti e smidollati: perciò presumo che il difficilmente definibile imam veronese, continuerà a predicare  liberamente le teorie coraniche. 

   Ecco, secondo me questa storia meritava di essere portata all'attenzione di tutti gli italiani,  molto più delle piccole e squallide beghe familiari dei Berlusconi.

 

postato da: Ombraserena alle ore 20:16 | Permalink | commenti (11)
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