Approfitto del fatto di essere sola, per postare questa paginetta.
I media sono occupati dalla vicenda di Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Lui ha fatto il cascamorto con delle signore in un luogo pubblico, lei ha fatto le sue rimostranze con una lettera aperta al giornale.
Stasera, al Tiggì, ne hanno parlato per l'ennesima volta e hanno intervistato Vittorio Feltre e Annamaria Berardini De Pace, rispettivamente direttore di "Libero" e avvocatessa famosa (nonchè se non erro, suocera di Raul Bova).
Ecco, Vittorio Feltre si è espresso nel modo più vicino al mio pensiero: le proteste della signora Veronica dovevano essere fatte privatamente, tra le quattro mura di casa, magari facendo volare qualche zuppiera di Limoges. Io stessa ho pensato che fosse inopportuna questa lettera ai giornali, proprio una tempesta in un bicchier d'acqua. Certo, posso capire che si sia arrabbiata, ma avrebbe fatto meglio a fare una scenata domestica, probabilmente l'ennesima visto che sono insieme da ventisette anni.
Personalmente, e di questo volevo parlare, non troverei niente di così grave nell'accaduto. Certo non è indice di classe, ma insomma andiamo, quando si è in compagnia e l'atmosfera si fa molto allegra, e magari si beve un bicchiere di troppo, spesso le parole volano ben al di là delle intenzioni. Io non mi agito se mio marito fa il carino con qualche donna, se fa complimenti anche con calore, se abbraccia o sbaciucchia qualche sua amica o qualche amica mia. Anzi, preferisco così che avere un uomo timido oppure scorbutico.
Non riesco, come ho detto, a dare importanza a queste cose. Quello che accade in un gruppo di "amici" più o meno autentici, oppure tra colleghi dopo le ore di lavoro, non è importante. Non mi risulta che il mio Tesoro abbia detto a qualche donna "Ti sposerei subito", come ha fatto Berlusconi, ma anche se l'avesse detto, sarebbe chiaro per tutti quanti che si tratterebbe di una boutade.
E anche se io non esistessi, e se lui dicesse "ti sposerei subito" a una donna che per una sera gli è simpatica al di sopra delle altre, mica questa potrebbe prenderlo alla lettera!!!!! eh via.....!!!
Del resto, sappiamo tutti che durante le feste spesso si trascende, l'euforia può fare brutti scherzi, portare la gente ben al di là di quello che vuole veramente. Anche a me i suoi amici hanno detto galanterie, hanno fatto complimenti più o meno garbati, qualcuno ha anche esagerato come quello di cui scrivevo oltre un anno fa (durante una cena a casa mia, tipo due mesi dopo il matrimonio, mi seguì in cucina e mi mise le mani addosso: ma tutto quello che io ho fatto nei suoi confronti, è stato di non riceverlo più in casa: senza rimproveri e senza polemiche) ma non ho mai creduto che parlassero sul serio. E non siamo più ai tempi dei duelli, quando i mariti prendevano il primo pretesto per sfidare sul terreno il presunto amante della moglie.
Insomma, sebbene la mia situazione non sia paragonabile a quella della signora Berlusconi, volendo esaminare la cosa nel mio piccolo, concludo dicendo che non me la prenderei perchè mio marito ha avuto il "mauvais ton" di fare il galletto in compagnia. Ognuno ha il suo tipo di sensibilità, e me la prenderei molto ma molto di più se Giorgio in un attimo d'impazienza desse una pedata ai miei gatti oppure si intrufolasse nel mio computer per leggermi il blog!!! o, guai al mondo, aprisse una lettera indirizzata a me: queste sono le cose che mi farebbero imbestialire, questione di gusti!.
Cmq, sono un pò meravigliata e delusa dalla Berluscona, finora ha sempre dato prova di buon gusto tenendosi appartata, senza sfruttare il marito per fare qualcosa sotto la sua ègida, e non posso credere che in passato non abbia avuto delle rivali (ricordo che anni addietro si parlava di Valeria Marini come dell'amante di Berlusconi); sarebbe stata più signorile se avesse regolato la cosa in privato. I casi sono due, o è stufa marcia di Berlusconi e l'episodio galante l'ha fatta sentire sminuita, oppure ha voglia di litigare fingendosi oltraggiata, per spuntare qualche vantaggioso armistizio a suon di regali. Che ne so.
Però sceneggiate familiari come queste, tolgono spazio a notizie ben più importanti: per puro caso ho letto sul giornale (mentre avrebbe dovuto essere raccontato al Tiggì delle venti e trenta, il più visto) che l'Imam di Verona ha predicato in Moschea che gli uomini hanno diritto di picchiare le mogli, perchè le mogli sono come le pecore, vanno percosse se sgarrano.... e da qui, ad altre affermazioni che mi sembrano perfino eccessive per i mussulmani, tipo che le donne non hanno l'anima. Peccato che non ho lettol'articolo principale del Corriere della Sera, di Magdi Allam (che ho imparato ad apprezzare dopo aver letto il suo libro dell'estate scorsa, "Io amo l'Italia-ma gli italiani la amano?") in cui si raccontava come due giornalisti, entrati proditoriamente nella Moschea di Verona, avessero registrato questa "bella" predica dell'imam.
Ricordo che nell'estate 2005 fu espulso un imam parigino, buttato fuori dalla Francia perchè aveva predicato le stesse cose in Moschea: le donne si possono picchiare, è scritto sul Corano, perchè sono inferiori e vanno tenute al loro posto. La cosa, a Parigi, è trapelata perchè i suo fedeli hanno entusiasticamente messo in pratica tale insegnamento..... e l'imam è stato cacciato. Spero solo che non sia ritornato dopo aver fatto ricorso al T.A.R. !!! Qui invece, noi siamo relativisti e smidollati: perciò presumo che il difficilmente definibile imam veronese, continuerà a predicare liberamente le teorie coraniche.
Ecco, secondo me questa storia meritava di essere portata all'attenzione di tutti gli italiani, molto più delle piccole e squallide beghe familiari dei Berlusconi.