Oggi ho letto sul giornale una notizia che mi ha dato da pensare.
Non è un argomento simpatico, nè sono simpatiche le conclusioni che ne traggo. Eppure, lo voglio scrivere.
Ho letto che il giovane agente segreto, ritornato in stato di coma dall'Afghanistan, ieri ha sposato "in articulo mortis" la sua compagna, nonchè madre di tre figli che ha avuto da lui.
Ora, l'articulo mortis è un escamotage che viene - evidentemente - dal passato, per non rovinare socialmente qualche donzella o per renderla erede all'ultimo momento o per coprire il "disonore" di un figlio già per strada.
In questo caso, di figli ce n'erano già tre e oggigiorno nessuno più tratta male i figli illegittimi. Nessuno più sussurra "bastardo" dietro a un bambino nato fuori dal matrimonio. E tanta gente non si sposa perchè non crede al matrimonio stesso. Niente di insolito.
Però. Però, il soggetto in questione faceva un lavoro pericolosissimo e legarsi a lui non era come legarsi a un impiegato del catasto. Certo, anche l'impiegato può finire sotto un camion, ma è più probabile che accada qualcosa di violento a uno che fa l'agente segreto in giro per il mondo, no?
Dunque, mi chiedo con quale senso di irresponsabilità questa ragazza abbia deciso di stare con lui in quelle condizioni, e lui come abbia potuto creare una famiglia irregolare che poteva lasciare sola da un momento all'altro, morendo come in effetti è accaduto.
Lasciamo stare le mie idee sul matrimonio: chi mi segue, sa che da un lato non credo alla dottrina cattolica sulla famiglia; però dall'altro non credo neanche di volermi impegnare in una cosa tanto complessa e diciamo pure anche pesante come la convivenza, se non ho uno straccio di contratto. Tantofà, sarei rimasta io a casa mia e lui a casa sua. Non mi sarei esposta a perdere la casa, a perdere un lavoro, e soprattutto al quotidiano stillicidio di servizi domestici che mi sarei potuta risparmiare se fossi vissuta da sola.
Figuriamoci mettere al mondo dei figli!
Ma torniamo alla coppia in questione. Il povero agente segreto (bell'uomo, tra l'altro) non ha dunque sposato la madre dei suoi tre bambini. Però, ora che lui è in coma e attaccato a un ventilatore, ieri lo hanno unito in matrimonio a costei. Se egli dovesse uscire dal coma, dovrà riconfermare le nozze: altrimenti, la funzione sarà comunque valida.
Ora, io non credo nemmeno per un secondo che questo simulacro di matrimonio sia stato voluto come un estremo gesto d'amore: no no no.
Il fatto è che allevare tre figli da sola, costa un pacco di soldi: ed essendo moglie legittima, la donna potrà avere la pensione e le indennità connesse al lavoro e ai servizi all'estero di suo marito, nonchè qualche assicurazione. E anche qualche bene, se lui possedeva qualcosa.
Inoltre, mi risulta che per le mogli dei morti per motivi di servizio, c'è spesso qualche sinecura in qualche ufficio ministeriale o di polizia e simili, nonchè delle facilitazioni nel futuro per i loro figli. Per cui, dopo aver mostrato di non calcolare il matrimonio, ora all'ultimo istante lo rincorrono e lo attuano "in articulo mortis". Il consenso dello sposo, che manca, è stato sostutiito dal giuramento di tutti i parenti che hanno dichiarato che era intenzione del giovane di sposare quella tipa, e che finora avevano rinviato "per motivi connessi al di lui servizio"!
Ma non fatemi ridere! Se due si vogliono sposare, basta una mattina libera. Se una volta non ci si riesce e si deve annullare, si può rifare più avanti. Questi due hanno avuto molti anni di tempo per sposarsi: non averlo fatto, malgrado la nascita di ben tre figli, dimostra inequivocabilmente che non credevano al matrimonio. Ora però, con l'acqua alla gola, la musica cambia di colpo! E ci credo che i parenti hanno giurato tutti: non vogliono dover contribuire o accollarsi queste quattro persone, mamma e bambini, che il giovane agente sta lasciando per sempre. Meglio se si riesce a regolarizzare la loro posizione, e spillare più che si può allo Stato.
Già, per certa gente il matrimonio è un retaggio del passato, è un pezzo di carta, un ferrovecchio, una convenzione borghese che rifiutano con arroganza. Ne ho sentita, di gente, parlare così. Poi però succede qualcosa di inaspettato, e di colpo lo stare nelle regole appare qualcosa di più rassicurante ed utile.
E' una situazione come quella di certi bricconi, che conducono una vita dissoluta, poi sul letto di morte - quando si sentono l'acqua alla gola- chiamano il prete e si pentono dei loro peccati, e schiattano con l'estrema unzione! E magari si creano pure un odore di santità, come se la Grazia li avesse toccati all'ultimo momento..........
Ma dove sono, quelli fedeli alle loro idee? le idee che hanno professato nel corso della vita, e che hanno messo in atto? Ce n'è qualcuno, o tutti cedono per opportunismo?
No, non mi piace questa gente.








DA VERGINE VALICA IN LIBRA






