venerdì, 30 novembre 2007

Buon week end a tutti....

   qui da me il tempo promette bene...

      gli alberi sono ancora pieni di foglie, tutte color oro....

         il cielo è turchese e il mare è blu zaffiro...

   E PER ME SI PREPARA UN WEEK END VACANZIERO,  PIU' O MENO COSì :

http://www.geo.de/GEO/fotografie/fotoshows/55577.html?t=img&p=5&pageview=

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mercoledì, 28 novembre 2007

Prendo l'ispirazione dal messaggio di un anonimo sul post precedente...

  "Care donne... essere schiave di un uomo che vi ricopre di gioielli ma che vi tradisce.... ecc."

   Io ho letto tempo addietro, il libro di una signora indiana che ne ha scritti quattro o cinque sul tema della condizione delle donne in India.

   Lei da giovane ha sposato un ministro di Indira Ghandi, che appunto la ricopriva di pietre preziose e gioielli; però aveva una prima moglie, altrettanto ricoperta di gemme.

   La prima moglie, benchè fossero tutti loro mussulmani, si offese tantissimo per il secondo matrimonio del marito, che  prese una sola valigia - regalando alla seconda moglie tutti i suoi vestiti e accessori, tanto avevano la stessa taglia-  e riempì questa valigia di decine e decine di scatole di gioielli:  si portò via una valigia intera  piena zeppa di parures di diamanti, rubini, smeraldi ecc..... e se ne andò sbattendo la porta!

   che figata eh!!!!

   Ma a proposito d'amore.... in questi ultimi giorni mi sono venute in mente due storie d'amore molto particolari, e me le ha fatto tornare alla memoria  la vicenda di due adolescenti (il maschio è figlio di amici dei suoceri) che si amano come pazzi e stanno creando seri problemi alle famiglie.

   Queste due storie d'amore del passato, hanno alcuni punti in comune: l'età dei protagonisti e il genere di ostacolo superato.

   Quando ero a Innsbruck alcuni anni fa, una guida turistica mi raccontò la storia (che ora non ho cercato su Internet  per essere precisa nei dettagli, cmq)  di un giovane principe Asburgo che viveva là e da adulto sarebbe diventato imperatore;  questo ragazzo aveva solo sedici anni quando conobbe la figlia di un borghese, e se ne innamorò. I due adolescenti ebbero un amore profondissimo (chi ha visto il film "The Illusionist"? amore austrungarico tra due ragazzini poi separati con una scena straziante)   e i genitori, molto allarmati, decisero di mandare via lui, molto lontano e per molti anni.

   Otto anni dopo, i due giovani si reincontrarono:  l'amore non era mai finito, e ormai erano adulti: perciò si sposarono e il principe rinunciò al titolo ereditario, non gli fregava niente di diventare imperatore in futuro, e si accontentò di essere duca del Tirolo; quanto ai loro figli, firmarono una dichiarazione in cui accettavano di escluderli dalla successione imperiale essendo il matrimonio morganatico. 

   Ebbero in seguito tre figli, e vissero felici e contenti!

   L'altra coppia di cui volevo raccontare, visse in una delle isole del mar dei Caraibi: tipo Giamaica o Guadalupe. Il ragazzo era figlio di un grande proprietario terriero  nonchè proprietario di schiavi.  Era prassi comune che le schiave graziose fossero a disposizione dei maschi di casa,  e a questo proposito ricordo una canzone  messicana, "La borrachita", in cui una giovane schiava canta e piange dicendo che stanotte il padrone l'ha chiamata nella sua stanza, mentre lei ama un altro e vorrebbe appartenere solo a lui: perciò si ubriaca (borracha vuol dire ubriaca in spagnolo)  per trovare il coraggio di acconsentire al padrone.

   Dato che  gli uomini di famiglia spadroneggiavano sulle negre più belle, quando il sedicenne figlio del padrone  cominciò ad andare con una negretta, nessuno si preoccupò.

   Ma dopo un certo tempo, il ragazzino disse che la voleva sposare, che lei doveva proprio essere sua moglie. Dopo immaginabili tragedie familiari,  fu deciso che bisognava mandarlo sul Continente per allontanarlo dalla schiava..... e venne mandato a studiare in qualche grande città del Nord, tipo Boston o New York.  Il ragazzino studiò e divenne medico.  Dopo una decina d'anni,  tornò sulla sua isola dei Caraibi con la laurea in tasca:  cercò la schiava, la trovò e se la sposò.

   Fu uno scandalo per l'epoca, e naturalmente lui fu messo al bando dalla famiglia e dalla buona società. Ma divenne il medico dei poveri, e visse una lunga vita dedicandosi alla povera gente, ed ebbe una decina di figli dalla "negrita Damiana", come era chiamata questa leggendaria schiava, capostipite di tantissime famiglie dell'isola.

   Ecco, queste due storie d'amore hanno tre punti in comune:  i protagonisti sedicenni,  la decina d'annni di separazione,  l'amore che non è mai finito e alla fine ha vinto.

   Io capisco anche il punto di vista dei genitori, per carità, nessuno negherà loro il diritto di salvaguardare la vita sociale o la carriera scolastica dei figli...... ma a volte l'amore è più forte di tutti i ragionamenti e manda all'aria tutti i progetti che un genitore fa per il figlio.

   Per questo, secondo me a un certo punto bisogna saper accettare che le cose NON vadano come si avrebbe voluto.....è tutta VITA, e la vita è IMPREVISTO!

AMOR VINCIT OMNIA  (Caravaggio)

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venerdì, 23 novembre 2007

CHE NE DITE?!?!

chanelpendant.jpg

E POI QUESTI, MOLTO NATALIZI....

chanelnecklace.jpgchanelbracelet.jpg

 

UNA PARURE DAVVERO BELLA..... COLLIER E BRACCIALE CON LA STELLA COMETA.... NON BISOGNA ACCONTENRARSI DELLA STELLA COMETA SULLO CHAMPAGNE ROEDERER....

chanelring5.jpg anche questo anellino è davvero bello!

tutto di chanel, che non si smentisce mai...

postato da: Ombraserena alle ore 14:38 | Permalink | commenti (11)
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venerdì, 23 novembre 2007

Ieri sera ho ricevuto cinque o sei baciamano.

   Peccato che due di questi fossero i baciamani che si fanno alle signorine e non alle signore, cioè un inchino davanti alla mano senza sfioramento di labbra.

   A scuola ci hanno insegnato come porgere la mano e dove, cioè non in luoghi pubblici come per strada o in un bar, TRANNE CHE A TEATRO. Per cui, ieri sera era possibile che io porgessi la mano non per stringerne un'altra, ma per farmela baciare.... e ne ho approfittato, perchè penso che il baciamano sia un gesto delizioso!

   Uno dei signori mi ha anche fatto fare una piroetta per ammirare da ogni lato la mia mise fantastica, anche se devo alla schiena nuda un doloretto che stamattina mi tormenta!!!!!!!  Però è vero che non tutti sanno fare questo gesto a tempo e luogo, e neanche nel modo dovuto; a un paio di signori mia suocera mi ha presentato con le parole "mia nuora Michela",  ma nondimeno i signori mi hanno preso la mano chinandovisi sopra senza sfiorarla con le labbra come si fa con le signorine non sposate: igiene o ignoranza?

   A parte questo dettaglio ottocentesco (ma secondo me il baciamano non è mai anacronistico), la serata è stata pallosissima perchè lo spettacolo era orrendamente noioso con una scenografia spoglia ed essenziale, illuminato da luci perennemente rosse. La storia in sè è un minestrone di cappa e spada, tratta da un racconto di Victor Hugo, con vendette, tranelli, onore e amori contrastati.

   Ernani promette al gran signore cattivo (di cui ho già dimenticato il nome) di suicidarsi non appena sentirà il suono del corno: infatti gli doveva la vita, e il cattivo avrebbe avuto diritto di chiedergliela in qualsiasi momento. E quale momento sceglie il "mauvais" della storia???? Quando Ernani conduce al letto la propria sposa, donna Elvira, per passarvi la prima notte di nozze!!!!!!

   E' il colmo della cattiveria!!!!

   Basta, queste serate sono belle solo per due motivi: la preparazione della propria immagine, e poi l'atmosfera nel foyer.  Vedere la créme della città, vedere bei vestiti (anche se addosso a brutte e anziane donne), ridacchiare delle toilettes più assurde (c'era una donna vestita tutta in lamè d'oro) e bere champagne come se piovesse. Ci siamo portati una bottiglia anche in sala, da veri parvenu....

   Le ore non passavano mai, alla fine del primo atto già dormicchiavo, alla fine del secondo mi sono tolta le scarpe, e ho accolto la fine della serata con autentico sollievo.  Mi dispiace molto che oramai a teatro si privilegi un tipo di scenografia  scarna ed essenziale, certamente per motivi di risparmio, ma che nel caso di opere come questa - ambientata nella Spagna del 1500 - fanno rimpiangere una rappresentazione filologica di tutta la storia. Sarebbe stato molto più bello vedere le sale dei palazzi rappresentati in modo realistico, e vedere dei costumi rutilanti, e le scene in montagna con belle rocce ed alberi e boschi di cartone come ne facevano nei teatri del passato. Bah. Pazienza.

   Ho preso la mia dose di complimenti, il mio ego ne è rafforzato, e ho un bel vestito nuovo nel mio armadio! Le occasioni per metterlo: cenone di Natale, Capodanno, il mio compleanno in gennaio, la sera di Carnevale accompagnandolo con una mascherina di pizzo nero, e infine una o due altre serate a teatro.  Oggi sono ritornata ai jeans infilati negli stivali e a un sano maglione di lana, che rimetta a posto la mia schiena dolorante....

   Ah si, per coronare la serata quando siamo tornati a casa, la mia gatta per la prima volta da molti anni si è sentita male.... è stata presa come da convulsioni nel salotto, povera creatura, e vi risparmio i dettagli truculenti ma deve aver mangiato qualche porcheria che le ha fatto male: ho dovuto strapparmi di dosso l'abito bello, e soccorrerla immediatamente con un rotolo di asciugoni per pulire tutto,  mentre Giorgio tirava giù bestemmie da scaricatore,  e poi alla fine lavare per terra  e dare una lavata anche a lei con la spugna e l'acqua calda....... spero sia solo una specie di intossicazione, perchè è una gatta vecchia e alla sua età potrebbe avere sviluppato qualche tumore. Prego la dea Bastet (egiziana dea dei Gatti) che la protegga per lungo tempo ancora!!!

   E meno male che ha cominciato a star male quando eravamo ormai a casa,  e ho potuto contenere i danni nonchè rassicurarla con le mie coccole.

 

questo è per Walchiriamazzone....

I CAVALLI DI NETTUNO, di Walter Crane.
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giovedì, 22 novembre 2007

Rispondo qui a Speedyzz e a Tataketty....

   Si, lo smoking da donna è perfetto per il teatro, ma ce l'ho da tre anni e me l'hanno già visto addosso in varie versioni!!!!!!!!!!

   Diffusione Tessile? non conosco.  Non c'è qui da me, almeno che io sappia... mi piaceva l'abito da sera rosso di Pretty Woman, chi l'ha mai detto che le rosse non debbano portare il rosso? a Julia Robert / Vivian  stava benissimo...

   Alla fine però ho comprato un abito di La Perla!!! o forse Marvel, perchè adesso mi viene il dubbio, visto che fanno parte dello stesso Gruppo.  Ci sono passata davanti per puro caso ed è stato un colpo di fulmine irresistibile!  Nell'occasione poi, ho visto la linea sportiva di La Perla: si chiama La Perla Studio, ha  tute e vari capi talmente belli, talmente belli che è impensabile usarli davvero per fare ginnastica... hanno anche un adorabile berrettino con un inserto di pizzo... tanto per non tradire le origini del marchio, che nasce come lingerie.

   Bene, l'abito è nero, corto, davanti sembra un normale tubino  senza maniche,  ma dietro è scollato fino alla vita, e ha la schiena ricoperta di un delicato pizzo nero leggermente elasticizzato. Forse avrei dovuto prendere qualcosa di più scenografico,  ma è stato amore a prima vista! Dovrò tirare su i capelli per mostrare completamente la schiena, e metterò gli orecchini a candeliere che una zia mi ha regalato per il matrimonio (con pietre rosse tipo rubini a goccia,   e un grosso topazio mandarino al centro).

   Quanto a Speedyzz, che dice di avere l'armadio pieno ma di non avere nessun abito importante, questa è una sensazione ben nota a tutte le donne....hihihih... vabbè ora scappo che ho una giornata infernale (anche ieri lo è stata),  e vi raccomando di guardare i negozi La Perla delle vostre città... è un marchio veramente raffinato. Fate caso se vedete i capi sportivi di La Perla Studio, e mi darete ragione... non si può fare dell'attività sportiva con quelle bellezze addosso! A me pareva deliziosa la tuta di Puerco Espin che mi ha comprato mio fratello in settembre, ma confronto alle tute di La Perla, è spazzatura.

  

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mercoledì, 21 novembre 2007

Per Paolacapriccio....

   No, non ho guardato neppure una puntata de "La figlia di Elisa".

   Più volte ho scritto in questo blog che avevo amato tantissimo la storia di Elisa di Rivombrosa, anche se capisco che era una cazzata buona solo per palati semplici.

  Conteneva tutti gli stilemi del romanzo classico che mi piace un casino: la ragazza bella, intelligente, ma povera;  l'uomo bello, ricco, irraggiungibile che poi si innamora di lei; l'amore interclassista;  la vecchia signora buona (la contessa Agnese) e la giovane signora cattiva (la marchesa Beauville Van Necker), il figlio illegittimo ritrovato, il servitore Angelo prototipo dell'uomo moderno, coraggioso e dignitoso, che non accetta compromessi e non si umilia davanti al suo signore, e poi la buona vecchia nutrice, lo stuolo delle servette tra cui c'è quella cattiva,  la cognata Anna che prima odia Elisa e poi diventa sua sincera amica... e palazzi sontuosi, vestiti stupendi, cavalli -il cavallo Febo, purosangue lasciato in eredità ad Elisa dalla contessa Agnese -  eccetera, eccetera, eccetera.........................

   Ho spinto la mia passione per Elisa fino a leggere il  "Pamela" di Richardson, romanzo settecentesco da cui è tratta la storia, solo trasposta in Piemonte  dall'originale ambientazione inglese.

   Quindi, data la mia affezione per Elisa e il conte Fabrizio Ristori, non ho voluto vedere questa nuova fiction "La figlia di Elisa" !!! Mi sa troppo di "raschiare il fondo del barile" !  La seconda serie, l'avevo vista e trovata buona fino alla morte del conte Fabrizio; poi,  il subentrare di Antonio Cupo alias principe napoletano, non mi era piaciuto un granchè. Secondo me, Elisa e Fabrizio avrebbero dovuto vivere per sempre felici e contenti!!!!!!!!

   E basta!!!!

   Per Mademoiselle Chanel: si, ho un tuxedo comprato quando avevo 19 anni, è bellissimo da portare per qualche serata importante, tant'è vero che Milena Canonero -che se ne intende di vestiti!!! - ha indossato un tuxedo di Gucci per andare a ritirare il suo Oscar per i costumi di "Marie Antoinette",  e Giovanna Mezzogiorno ha indossato a sua volta un tuxedo, pensa te, fatto con uno smoking di suo padre buonanima, debitamente adattato alla sua figura,  per andare a ritirare non so che premio cinematografico....

   Ho anche il papillon tutto intero, non con il fiocco preconfezionato, in seta verde smeraldo; però ho portato anche soltanto i pantaloni con un top importante, oppure  il completo ma senza la camicia bianca e il papillon,  bensì con un body di pizzo nero o un sottogiacca di lustrini,  e anche la giacca a pelle con una gonna nera a corolla con degli inserti di pizzo e tacchi altissimi.  Secondo me si può spezzare il completo e abbinarlo anche ad altre cose, il che lo rende meno impegnativo.

   Ieri sera dunque sono uscita con la mia ex compagna di scuola.... non siamo state fuori molto, perchè lei doveva rincasare relativamente presto, ma per un'ora e mezza abbiamo chiacchierato come gazze e lei mi ha informata del destino avuto dalle ex compagne di classe,  chi va a letto con chi, chi ha abortito e di chi, chi va all'università e dove, che fine hanno fatto certi fidanzamenti tempestosi che ci tenevano col fiato sospeso.... che fine hanno fatto certe relazioni clandestine (con amici del papà, con professori, con dirimpettai) che venivano sviscerate e discusse nei bagni della scuola attorno alla protagonista piangente, eccetera..... quanti ricordi!!!! si, cmq è vero, tre quarti della conversazione ha avuto come argomento la vita sentimentale di noi ragazze.

   Abbiamo deciso di vederci di nuovo, con più calma, domenica a pranzo: così io avrò la scusa per non andare a pranzo dai suoceri, e lei avrà compagnia perchè la domenica il suo ragazzo va a vedere i genitori.

  Domani sera è la gran serata....ho provato due abiti che mi piacevano moltissimo, però uno viola (e il viola non si deve indossare a teatro) e uno, a colonna, color giallo senape:  perfetto, ma non si intona ai miei capelli. Così ancora non so cosa mettere..... credo che "non so cosa mettere", sia il grido di dolore che attraversa i secoli, di donna in donna!

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martedì, 20 novembre 2007

Dopodomani c'è la "prima" al teatro lirico cittadino.

   Io e Giorgio andiamo poco a teatro, ma questo è un appuntamento particolare e i genitori di lui ci hanno invitato/comandato di andarci con loro.

   Giorgio ci andrà con lo spirito di fare un po' di pubbliche relazioni, io invece....

   per le cose che non mi interessano veramente, sono un pò pigra e molto frivola: per esempio, io non ho giardino ma se l'avessi, la mia idea di fare del giardinaggio sarebbe questa: mettere un cappello di paglia, indossare un grembiule gommato, prendere in mano una limonata ghiacciata e uscire per dire al giardiniere che cosa fare.

   Allo stesso modo, giocavo a tennis ma poi qui a Trieste ho mollato; la mia idea di giocare a tennis resta questa, indossare un bel completino bianco, scarpette immacolate, i capelli stretti in una coda alta, e andare a bere long drink alla frutta al bar del country club!

   La mia idea di andare a teatro, non è molto diversa. Andare alla prima della stagione, vuol dire questo: passare un pomeriggio davanti allo specchio, provare tutti i vestiti  (pochi) da sera che ho nell'armadio, verificare se sono ingrassata o dimagrita, sognare ad occhi aperti tutti i ricordi legati a ogni vestito (quello verde per una serata memorabile alla Fenice dopo la riapertura, quello nero a sottoveste l'ultimo capodanno esotico di quasi un anno fa, il tuxedo da donna per l'ultimo Natale passato a Venezia con il mio ex moroso storico)  e alla fine, pavoneggiarmi davanti allo specchio camminando su e giù, con mio marito ogni tanto che entra a gettarmi un'occhiata perplessa.

   Ma per mia suocera, il teatro è una cosa più seria e allora mi ha detto che ieri pomeriggio sarei dovuta andare con lei a vedere un "incontro"  preliminare  tra spettatori e artisti, compreso il regista. Metteranno in scena un'opera di Verdi che non conosco affatto, per cui ho pensato che un pò di informazioni ci volevano.

   Mentre trotterellavo obbediente all'appuntamento davanti al teatro lirico, ho incrociato per strada UNA MIA EX COMPAGNA DI LICEO.

   Non vi dico la mia stupefazione. Non penso mai alle mie compagne, fanno parte del passato e sono un capitolo chiuso. Ma trovarmi faccia a faccia con questa, mi ha veramente sconvolto in senso positivo!!!

   Chi mi ha scritto qualche e-mail, sa che il mio nome sulla casella di posta elettronica è  "michelabionda". Infatti, nella mia classe eravamo in tre ragazze di nome Michela: per distinguerci, ci chiamavano Michela bionda (io), Michela rossa (anche se era appena appena ramata)  e Michela mora, con i capelli corvini.

   Ora, ho incontrato Michela rossa  che girava per il centro della "mia" città....... ci siamo immobilizzate guardandoci. Poi ci siamo abbracciate starnazzando come due galline.....due Meleagridi, direbbe Melchisedec.  Mi ha raccontato in fretta e furia  che vive qui con il suo ragazzo, studiano entrambi all'Università, e i genitori pagano i conti. Purtroppo non potevo fermarmi a chiacchierare, così ci siamo date appuntamento per stasera!  Non eravamo mai molto legate durante gli anni di scuola, ma trovarci qui in questa città diversa, entrambe accoppiate, entrambe con una casa nostra, ci ha veramente esaltato.

   Ha promesso di raccontarmi cosa ne è stato di tutte le nostre compagne. Non avrei mai pensato che un tuffo nel passato potesse interessarmi tanto, ma adesso aspetto con ansia una chiacchierata selvaggia per stasera! 

   Ieri poi, nel raccontarlo a mio marito quando è arrivato a casa, ero ancora così eccitata che ho combinato un guaio: ho messo un catino nel bidet per metterci in ammollo delle cose, ho aperto l'acqua, poi sono andata da Giorgio a cinguettare la storia della compagna ritrovata. Mi sono dimenticata del catino e dell'acqua corrente.  Dopo un bel pò, ho visto uno dei gatti che faceva salti strani per il corridoio.

   Ora, io ho l'occhio  clinico con i gatti e mi accorgo solo dalla loro postura se c'è qualcosa che non va. Se hanno un incedere particolare, lo noto subito e non avevo mai visto dei salti così strani. Sono andata a vedere:  il gatto cercava di toccare, ma anche di evitare al tempo stesso, i lunghi rigagnoli d'acqua che uscivano fuori dal bagno fino a invadere il corridoio!!!!!

   Ho buttato a terra immediatamente tutti i teli da bagno, gli asciugamani e i due accapatoi. Poi sono corsa, scalza, in guardaroba a prendere altri asciugamani.  Con trepidazione, più tardi sono scesa a chiedere se l'acqua era trapelata sul soffitto dei vicini al piano di sotto: non è successo niente, invece.

   Ma in vita mia non ho mai combinato un'imprudenza del genere  e questo dà la misura di quanto io mi sia esaltata per questo incontro con una compagna che in fondo non era mai stata una vera amica.... forse in un angolino della mente ho un desiderio di riprendere qualche filo della mia vita veneziana, che credevo di aver tagliato del tutto?!?

LA MORA                                                     LA ROSSA                                       LA BIONDA

UNA FOTO STUPENDA....UN VERO  "RITRATTO DI SIGNORA"

 UN'ALTRA BELLA VERSIONE IN ROSSO

 E INFINE UN'ULTIMA  NICOLE KIDMAN BIONDA!!!

   EH  CHE DIRE.... non è che noi fossimo alla stessa altezza....eh no.... ma avevamo la bellezza dell'asino!

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lunedì, 19 novembre 2007

Carrellata di notizie bizzarre sentite durante il fine settimana, nelle cronache giornalistiche e televisive....

   1) è morto, dopo mesi di agonia, un vecchio picchiato da rapinatori romeni; da non confondere con l'altro anziano morto a metà ottobre dopo essere stato picchiato lui pure da rapinatori romeni a ferragosto. Siccome nessuno dei due era imparentato con alti ufficiali della Marina, hanno avuto un breve trafiletto sui giornali. Pur avendo avuto un'agonia straziante di mesi, e non di breve durata come la signora di Tor di Quinto.

   2) Hanno arrestato a Roma una banda di nove romeni che assalivano coppiette per rapinarle, con corollario di varie violenze. Eppure il buonsenso dovrebbe suggerire agli appartenenti di questa etnia di starsene tranquilli per un pò, vista l'antipatia montante nei loro confronti. E meno male che l'Italia è messa, a Bucarest, tra i paesi sconsigliati: speriamo che la gente lo capisca!

   3) Nella mia regione hanno assegnato a un piccolo gruppo di nomadi, una serie di appartamenti popolari al fine di annientare un campo abusivo dando loro degli alloggi dignitosi. Per fare questo, hanno scavalcato  varie famiglie italiane che erano in attesa anche da anni, suscitando forte malcontento. Ma questo sarebbe niente, se dopo un certo tempo non fosse emerso che gli zingari non si erano trasferiti nelle nuove abitazioni, ma avevano preferito subaffittarle  restandosene nelle roulottes  e tenendosi la differenza degli affitti..............è perfino comica questa storia!!!!!

   4) ho saputo, con un po' di ritardo rispetto agli altri Italiani, chi è la nuova morosa di Gianfranco Fini. Ho passato le ore vuote di sabato (giornata gelida, nessuno in giro)  a leggere con grande divertimento alcuni forum dove la gente esprimeva le proprie opinioni su Elisabetta Tulliani.  Gianfranco Fini si è giocato l'immagine in modo irrimediabile; il commento che mi è rimasto più impresso è: "Nella sua posizione, poteva trovarsi una Signora con la S maiuscola, invece si è trovato una....bip! "   Gli altri commenti erano, com'è logico, davvero feroci.  Andavano dai trascorsi della Tulliani come amante di uomini vecchi e ricchi, a considerazioni sulla moglie e sulla figlia di Fini, messe in imbarazzo da questa situazione, all'andropausa che spinge certi uomini a fare errori come Al Bano con la Lecciso. Mio marito ha detto una frase lapidaria: saprei rimorchiare meglio io!

   5) Ma il clou del week end, qui in Regione, è stato l'arresto del capo della Squadra Anticrimine di Gorizia. Un bell'uomo, del tipo che piace a me (un viso forte e maturo, sopracciglioni, occhioni, tracce di bellezza giovanile) che è accusato di essere dedito alla COCAINA, e per questo motivo aver fatto atti di favoreggiamento verso grossi trafficanti di droga che lo rifornivano,  con un florilegio di altri reati  dall'andare a rubare cocaina dall' Ufficio Corpi di Reato, al depistare indagini di polizia e carabinieri per proteggere i suoi amici delinquenti, al beneficiare di contatti con ballerine di lap-dance in locali dove si spacciava con il suo "placet",  eccetera eccetera. Ora, questo alto funzionario è stato condotto in una prigione della Bassa Italia dove non possa avere "amici".

   La notizia ha impressionato tutti qui in città, anche perchè nell'occasione hanno ricordato  che tredici anni fa egli era capo della Squadra Mobile a Trieste,  e fu arrestato per motivi analoghi.  Quella volta,  il Ministero e la Giustizia agirono verso di lui come la Chiesa ha agito verso i preti pedofili: non un bel licenziamento in tronco dopo una detenzione, ma la sospensione temporanea dal servizio e più tardi uno spostamento di sede!

   Ecco cosa succede se una persona fa qualcosa di male e viene "perdonata":  non impara a rigare dritta, oh no: impara che può farlo di nuovo. Per questo, davanti a certe situazioni (alti funzionari della Giustizia, come preti o Vescovi corrotti) bisognerebbe essere spietati, non concedere una seconda occasione, e tagliare  i rami marci.

    Questo Capo della Squadra Mobile, allora, subì un processo "da cui è uscito a testa alta", ma ormai sappiamo tutti che uscire puliti da una vicenda processuale non vuol mica dire di essere innocenti: spesso vuol dire avere ottimi avvocati, essere riusciti a confondere le cose talmente tanto da renderle inestricabili, e soprattutto - nella posizione di un Capo di Polizia - avere nella saccoccia tali e tanti personaggi su cui fare pressioni,  da poter essere invulnerabile.

      Un esempio recentissimo di "uscire a testa alta da una vicenda processuale":  la mamma di quella bambina uccisa con una pedata al torace (che strazio, una bambina adorabile se l'avete vista in fotografia al telegiornale.....un musino da mangiarla di baci)  che era sola in casa con il suo convivente. Ora, nessun altro personaggio è entrato;  i due si accusavano a vicenda. Le indagini hanno scagionato, mesi fa, il convivente:  il procedimento è proseguito solo per la donna. Ora, la scorsa settimana, anche lei è stata assolta. Peccato che non c'è più -se ho capito bene- la formula "assolta per insufficienza di prove", che almeno la diceva lunga sulla verità dei fatti, cioè l'incapacità di capire le cose da parte della Giustizia.

   Invece, questa donna è stata assolta;  prima di lei, il convivente è stato assolto. Allora, chi ha sferrato il calcio che ha ucciso la bambina di un anno e mezzo? mio nonno????

   Eh già, nessuno tocchi Caino:  intanto Abele è morto, pace all'anima sua!

   Ripeto quello che ho già detto in questi giorni: io sono spaventata dalla delinquenza e dalla violenza che ci circonda, ma altrettanto sono spaventata dalla scempiaggine delle Strutture che ci dovrebbero difendere!

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venerdì, 16 novembre 2007

Questa settimana, visto che mio marito non c'è, ho mangiato sempre fuori a pranzo e a cena. Stavolta, non so perchè, mi deprime la casa vuota e non ho voglia di starci.

   All'ora di pranzo vado a mangiare da sola, portandomi dietro l'ultimo libro di Valerio Evangelisti appena uscito ("La luce di Orione", del ciclo di Eymirich l'Inquisitore) che è appassionante come tutti i libri precedenti, e con la giusta dose di morbosità.  Mangio sfacciatamente in pizzeria o in qualche ristorantino modesto, tenendo il libro aperto davanti al piatto e ricordando che, nella mia casa di Venezia, la mamma me lo faceva saltare dalle mani con un colpo appena tentavo di fare altrettanto.

   Non lo farei nei ristoranti eleganti dove vado di sera, da lunedì a ieri, anche perchè sono uscita sempre in compagnia.  Ieri sera ero fuori con un quarantenne divorziato che conosco superficialmente da quest'estate (un funzionario di un ufficio pubblico, che devo tenermi buono e che incontro spesso nel cuore della città), e mi ha detto che  da vent'anni vede il mio outfit (calzoni di pelle e camicia di seta con collana di perle ) ma che è sempre valido:  sembra un complimento, ma mi ha allarmato: non vorrei distaccarmi troppo dalla moda attuale, va bene  stare sul classico ma forse dovrei evitare certe combinazioni troppo ovvie.

   Alle dieci-dieci e mezza sono sempre rientrata a casa, non crediate che mi do alla pazza gioia!!! Stasera tardi torna mio marito,  farò in tempo a vedermi un film di quelli nuovi appena usciti nelle sale ( Beowulf!)  e poi andrò a casa ad aspettarlo.

   La notizia del giorno, sul giornale cittadino, è che una famigliola di sei persone (mamma, papà e quattro bambini) assurta agli onori della stampa tre giorni fa in un servizio sulla povertà  qui in città,  è stata ricoperta di regali e pensieri gentili di tutti i lettori che si sono commossi alla loro storia; perfino la direzione del Teatro li ha invitati a uno spettacolo, e un Circo di passaggio ha offerto loro i biglietti gratis.

   La cosa mi ha colpito perchè si tratta di triestini, non stranieri, e l'uomo ha trentadue anni come mio marito. La moglie, un poco più vecchia, non lavora perchè  non c' è nessuno che possa tenere i quattro figli, di cui l'ultimo ha pochi mesi.  Vivono in una vecchia casa fatiscente perchè non sono in grado di pagare l'affitto di un alloggio adeguato.  Lui, il giovane marito, ha uno stipendio di novecento euro al mese.

   Ora, io dico:  al di là di tutta la compassione che può umanamente suscitare il pensiero di questa famigliola,  come è possibile che due adulti  normali si siano messi in questa situazione? Cioè, sarebbe questa la genitorialità responsabile?!

   Quattro figli piccoli, dai sei anni ai sei mesi, hanno tali e tante necessità che metterebbero in crisi anche mio marito, coetaneo del loro padre, ma con uno stipendio ben più consistente.  Se io non lavorassi per dover badare alla nidiata di figli,   non potrei portare il mio contributo economico. Uno stipendio solo per far vivere sei persone....... chiaramente questa famiglia è aiutata dal Comune, dalla Provincia, da enti benefici eccetera: ma è vita??? che esempio possono dare ai figli due genitori così?  vivere costantemente nello stato di farsi pagare i propri conti dagli altri? Chiedere, chiedere, chiedere???

   Io mi domando due cose: ma non conoscono la contraccezione? sono vissuti in piena epoca di pillole, cerotti, spirali ecc:  i consultori sono alla portata di tutti, e sicuramente quando andava a partorire in ospedale qualcuno avrà detto alla donna se vuole qualche contraccettivo per dopo il parto.  Non capisco la scelta di  figliare  come cent'anni fa.... e la seconda cosa: non conoscono l'aritmetica? non sanno fare quattro conti?  il costo di un affitto per un alloggio decente,  il costo del cibo, delle bollette,  delle spese mediche, dei pannolini e del latte in polvere?  Cioè, se uno ha novecento euro può mantenere sè stesso e una moglie che non lavora (pur facendo svariate rinunce), ma quattro bambini no!

   Certe persone non le capisco, non me le spiego: qui non c'è il gap culturale o generazionale, sono triestini, italiani, nati e cresciuti qui in piena epoca - ripeto- di contraccezione e di aborto legale. Chissà qual è la loro filosofia di vita!!!

  E intanto, di sicuro, nuovi bambini arriveranno data la loro giovane età.......   genitorialità responsabile, per me, vuol dire avere tanti figli  non quanti si desiderano veramente, ma quanti ci si può permettere. Se si hanno i quattro nonni ben vivi a disposizione, le nonne pronte a tenerli mentre la madre lavora,  una casa con camere da letto e bagni in modo da non farli dormire in salotto e lavarli in cucina,  e quattrini sufficienti a mettere del  buon cibo in pentola,   allora va bene....ma altrimenti....

  

postato da: Ombraserena alle ore 10:12 | Permalink | commenti (15)
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mercoledì, 14 novembre 2007

Sull'ultimo Panorama c'è un articolo che mi è piaciuto moltissimo...

   hanno chiesto a una ventina di cuochi famosi, che cosa vorrebbero mangiare come loro ULTIMO PASTO!

   Bella domanda....

   Alla sfilza di piatti ultraraffinati e inimmaginabili (riso grigio mantecato con polpa di ostriche, anguilla affumicata in salsa agrodolce, vellutata di sedano con castagne grigliate)  si affiancano  piatti o meglio cibi,  semplicissimi per quanto dotati di una vena di bizzarrìa:  un cuoco dice che vorrebbe una scaloppa di foie gras alta due dita e padellata con carciofi, un altro dice che vorrebbe una fricassea di pisellini e asparagi purchè coltivati in un campo arato da un cavallo con l'aratro a mano; un altro ancora, vorrebbe sbafarsi una scatola intera di caviale imperiale, prodotta dai fornitori dell'ex Scià di Persia.

   Ma la vera sorpresa, sono i piatti più elementari legati a ricordi d'infanzia.

  Questi celebri cuochi, sognano per il loro addio alla vita  una bella pizza margherita come si fa a Napoli, oppure la merendina di ricotta lavorata con cacao e zucchero preparata dalla mamma, oppure ancora un chilo di gelato fatto col latte fresco e il cioccolato fondente colato dentro la massa del gelato stesso, per fare la "stracciatella" (tanto poi si muore, e non si deve smaltire il chilo di gelato....)

   Un cuoco bramerebbe il brodo di manzo come lo faceva sua zia, un altro la minestra di verdura di sua suocera.... i più semplici, vorrebbero dare il loro addio al mondo addentando una bruschetta aglio e olio, oppure un sushi di tonno!

   AHHHHHH.....

   Io amo mangiare,  poco ma bene. E dico BENE. Quindi avrei difficoltà a dire cosa mi piacerebbe come ultimo pasto..... un piatto di mare forse...aragosta alla Frà Diavolo?  aragosta alla Lord Nelson?

o se fosse autunno come ora,  tagliatelle al tartufo, per restare sul semplice?  o una ciotola di tiramisù  fatto con uova freschissime? E' difficile...... ci vuole un piatto di cuore, come dice uno dei cuochi. Un piatto che ricordi cose belle.

   E allora: le "schnitze", le fette di pane raffermo bagnate  nel latte zuccherato dove si è cotta una stecca di vaniglia...passate nell'uovo, e fritte nell'olio bollente!  E' il piatto povero che si mangia (o si mangiava anni addietro) nelle campagne dell'Ex Impero.  Me lo dava mia nonna in Croazia. Si usa il pane avanzato del giorno prima e le uova appena raccolte nel pollaio,  e il latte appena munto nella stalla.

   Che delizia, mordere una "fetta" croccante fuori e molle dentro, sentendo in bocca il latte fresco mentre si sprigiona il profumo della vaniglia............ altro che torta saint honoré !

   Ecco, questo è per me un "piatto di cuore".

   E voi, cosa vorreste mangiare come Ultimo Pasto????

postato da: Ombraserena alle ore 16:24 | Permalink | commenti (14)
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