Ipotesi su Betty Moore.
Come chiunque, la tipa ha i suoi pro e i suoi contro.
I pro:
1) ha un’ottima cultura generale
2) è sveglia
3) scrive benissimo e in un italiano corretto.
Quest’ultima caratteristica non è cosa da poco, coi tempi che corrono (vedi i partecipanti al concorso per magistrati).
I contro?
1) è una persona negativa
2) è maligna fino al midollo
3) è spietata (nel senso che non conosce compassione o pazienza con chi è inferiore a lei, cioè quasi tutti –è chiaro-)
Detto questo, perché frequentare il suo sito?
Perché, se limita il suo campo di critica al tema che si è scelta, lo sputtanamento delle donne secondo lei malvestite, risulta divertente: pungente, ironica, vivace, abilissima a trovare collegamenti, paragoni, metafore e capace di sputtanare anche una signora in completo nero, camicia bianca, scarpe di coccodrillo e kelly al braccio (cioè l’abbigliamento più tranquillo e inattaccabile che ci sia).
Ma ogni tanto la Nostra travalica in campi insoliti, e andando fuori tema inevitabilmente ci dà qualche brutta sorpresa. Qualcuna si è sentita offesa quando ha sputtanato a sangue le adozioni internazionali, qualcun’altra quando ha preso per il culo l’aspetto della gente che fa la chemioterapia. Io mi sono – più che offesa – STUFATA, ieri, leggendo il suo ultimo post in cui metteva alla berlina Padre Pio.
Ora, chiunque mi legga sa che io non sono religiosa, non vado in chiesa, non vivo secondo le regole cattoliche, eccetera eccetera. Dirò di più, in casa mia non c’è una sola immagine religiosa né oggetti – simbolo come crocifissi o rosari. Anche mio marito non li vuole, come me. Abbiamo solo un “altarino” con i nostri Morti: la foto di mia madre e di mio padre, la foto della mia compagna di banco che si è suicidata cinque anni fa, mio cugino che è morto nel 2003, i nonni di mio marito.
E’ superstizione questa? Probabilmente sì, per Betty Moore. Sono certa che con la sua penna stillante veleno, saprebbe schernire anche una cosa così normale, tenere in vista le foto dei nostri Cari che non ci sono più.
Ma non è questo il punto. Non è che mi sia sentita offesa personalmente dal post che sbeffeggiava il culto di Padre Pio: sostanzialmente sono d’accordo su tante cose che ha scritto, la religiosità che degenera in superstizione, il mercato che ci nasce attorno, gli aspetti grotteschi dei gadget e tutti quelli che ci campano sopra.
Come non essere d’accordo? Io ho visto, a Chartres in Francia, l’intera cittadina vivere sopra quella loro Cattedrale dove è conservato il velo della Vergine Maria. Ho visto, a Bruges, il magnifico edificio dove si conserva un’ampolla del Santo Sangue. Ho visto, a Parigi, la fiabesca Sainte Chapelle dove si conserva una spina della Corona di Cristo (o l’intera corona????? Non ho voglia di controllare su Google).
Il culto delle reliquie non piace neanche a me, anzi diciamo pure che mi imbarazza. Ho visto a Napoli il sangue di San Gennaro, ho visto scene inenarrabili a Siviglia durante la Semana Santa nell’aprile 2001, con le statue mostruosamente grandi portate in processione e la gente che sveniva nell’estasi mistica (o per un colpo di sole?) mentre le ambulanze, pronte, seguivano la processione. Ho visto nel 2004 sempre a Siviglia, il Corpus Domini in giugno, compreso il Corpus Chico nel rione zingaresco di Triana, oltre il Guadalquivir.
Eh, ne ho viste di scene religiose che diventavano davvero imbarazzanti.
Eppure non mi sento di CONDANNARE chi vi partecipa. Non mi sento di SCHERNIRE chi ci crede. Mentre è questo che fa la signorina Betty Moore, e dopo che lei dà il “la”, parte il latrare della muta di cagne che sempre la seguono.
E’ questa muta che mi disturba, più ancora di lei. Sono un gruppetto di donne molto intelligenti, istruite, superbe della loro erudizione, piene di arroganza e convintissime di essere le detentrici dell’Unica Verità. Professano un elegante ateismo, condito di citazioni di filosofi, scienziati, ecc., trattano dall’alto in basso chi è meno figo di loro, e soprattutto si scatenano contro gli ingenui, gli umili e i semplici: nonne, zie, mamme, familiari, tutti coloro che vivono la fede in modo naif e che sentono il bisogno di sostenerla con statuette, crocifissi e ramoscelli d’olivo da Domenica delle Palme, diventano oggetto delle loro irrefrenabili beffe.
Ora, io avevo due nonne religiose in questo stesso modo “da paese”, e una madre religiosa sia pure in un modo più elevato e intellettuale. Per rispetto verso di loro, non intendo scagliarmi contro i sempliciotti che vanno a S. Giovanni Rotondo o a Lourdes o a Fatima: OGNUNO HA I SUOI METODI DI SOPRAVVIVENZA, e se uno trae coraggio dallo sgranare un rosario, un altro ne trarrà dal pipparsi cocaina, un altro dall’attaccarsi alla bottiglia, un altro ancora buttandosi a fare shopping oppure dandosi al sesso sfrenato.
In questo quadro, chi s’attacca alla religione mi sembra il meno peggio!
Quanto alle famule di Betty Moore, impregnate di sarcasmo, chiuque non la pensi come loro è cacca e come tale va spazzato via. I cascami di umanità che frequentano le Chiese e si attaccano la Madonna sopra il letto, sono oggetto delle beffe più sfrenate.
Curiosa digressione, per un sito che si occupa di abbigliamento da criticare.
Naturalmente, appena io ho suggerito di criticare un po’ anche mussulmani ed ebrei tanto per equità, apriti cielo….. ricorrendo ai ragionamenti più speciosi, hanno affermato in sostanza che ebrei e mussulmani non si possono criticare, altrimenti ripiombiamo nel Medioevo e diamo inizio a una Crociata. E questo, in contraddizione con un’affermazione da loro in precedenza proclamata: cioè che la satira ha come oggetto tradizionale la RELIGIONE, oltre che l’amore, la morte, la politica.
E’ uno strano gruppo di persone. Betty Moore ha catalizzato attorno a sé una conventicola di persone (voglio sperare che non sia sempre LEI con vari nick o roba del genere) che difendono a spada tratta qualsiasi sua teoria, qualsiasi sua cattiveria, sfoggiando una dialettica esperta nel far sembrare ironia tutto quello che è malignità e tappando la bocca alle poche che si azzardano ad esprimere pareri opposti.
Quello che si può immaginare della sedicente Betty Moore, è –secondo me- il seguente quadro:
una donna sola, che non ha una famiglia propria a cui badare e quindi non ha impegni che la distraggano dal gestire il suo complicato sito; una donna sicuramente più anziana dei vent’anni che dichiara, perché a vent’anni una ragazza ha ben di meglio da fare che malignare quasi quotidianamente addosso a chi si veste peggio di lei.
Una donna che vive a un livello medio-basso, perché gli ambiti in cui si muove sono sempre gli stessi (strada, negozi, università, librerie, qualche cerimonia familiare, treni, e poco altro) e non ha mai postato critiche a come vestono le donne in vari tipi di locali, discoteche, teatri, sale da ballo, prime teatrali, cerimonie importanti, cene al Rotary, al Lions Club, che ne so. Sembra che non viaggi, sembra che non vada mai all’estero, sembra che non veda mai niente che le piaccia.
Certo, è brava a spremere da questo scarso materiale un costante discorso critico sul Malvestitismo: io non ne sarei stata capace, mi sarei stufata nel giro di un mese o due!!!
Se tutta la sua cultura, il suo acume, la sua bravura a scrivere e la sua intelligenza fossero impiantate in un animo benevolo, sarebbe una persona splendida. Peccato che, di base, il suo animo sia quanto di più malevolo si possa immaginare. O è una persona che ha avuto TANTE di quelle disgrazie da fregarsene di tutto e da calpestare chiunque con la scusa di fare dell’ironia, oppure nella sua vita –all’opposto- è stata così fortunata da non sapere in pieno cosa sta facendo. Nel qual caso, le auguro qualche evento capace di farle abbassare la cresta: e lo stesso all’intera sua congrega di donne che le tengono bordone.