giovedì, 31 gennaio 2008

Tranquilli, cari amici, sono sempre qui..... viva e vegeta....

   solo che ho avuto troppo da fare!!!

      Sono stata quattro giorni a Roma, ho la carta di credito fumante.....

         e ora mi sto preparando per le strenue orge carnascialesche, visto che mio marito ci tiene tanto....

            due anni fa abbiamo partecipato a uno dei tre più bei balli di Venezia (non il famoso "Ballo del Doge", dove gli invitati sono duramente selezionati) ma un bellissimo evento di cui Giorgio vive nel ricordo.

   Benchè io non ami pazzamente il Carnevale, e meno che mai quello di Venezia, per accontentarlo sto organizzando la nostra partecipazione a una serie di feste e corsi mascherati....

Queste maschere indossano la tipica "bautta" veneziana, la maschera bianca che consente anche di mangiare e di bere vista la forma particolare....

    e perdipiù mi sto occupando di anelli di fidanzamento,  visto che il periodo è quello,  e che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze come insegna Marylin!

CARINO, EH, QUESTO?!?

   CHE VE NE PARE?

      e ora scappo dal parrucchiere che deve sistemarmi lo scalpo.....

postato da: Ombraserena alle ore 14:36 | Permalink | commenti (6)
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mercoledì, 23 gennaio 2008

Tanti ringraziamenti a tutti gli amici che mi hanno fatto gli auguri!!!

   soprattutto alla Fenice,  di cui sono lieta di sapere che svolazza ancora dalle mie parti.... e soprattutto alla Scapigliata leonardesca, 

 che avevo a malincuore cancellato dai miei Amici per inattività del suo blog... CHE BELLA SORPRESA RITROVARTI, ALE!!!

   Siete tutti tanto carini...

   Io scrivo in tutta fretta perchè ho troppo da fare:  il pranzo di domenica è andato benissimo ma mi è costato molto stress perchè ho fatto per la seconda volta la bisque di aragosta, provata per esperimento la domenica precedente: è venuta buonissima, ma quando ci si sente insicuri su un piatto è meglio non farlo!  (la bisque è un condimento che poi ho usato sul risotto, ottenuto spremendo tutto il sapore dai gusci dell'aragosta, cuocendoli, e fino a passarli nel mixer).

   Il resto dell'aragosta l'ho fatto alla brasiliana, con le fette di avocado. La torta, era comprata: almeno quel lavoro me lo sono risparmiato!!!!!

   Il tempo era brutto, così che non ho rimpianto di dover trascorrere l'intera giornata prima ai fornelli, poi  intrattenendo il parentado.... ho indossato l'abito nero di La Perla comprato in novembre,  le scarpe simil-guess color bordò, e  l'orologio regalato per il matrimonio dai suoceri.

   Il regalo più simpatico? un mouse a forma di cuore: mi è piaciuto davvero moltissimo, me l'ha fatto la mia amica Angie.

   Il regalo di mio  marito? un paio di pantaloni di camoscio. Niente lesbian-style, come spesso sono i pantaloni di pelle, ma proprio belli belli!!! con un bigliettino in dialetto, in cui ha scritto: "cussì no te sarà più la mula co le braghe biecade", cioè: così non sarai più la ragazza con i pantaloni rattoppati!!! infatti non aveva digerito che avessi messo una toppa agli altri calzoni, di cui raccontavo.

   Altri regali, tutti nella norma: ho avuto la buona grazia di nascere in periodo di SALDI, per cui c'è stata la solita fioritura di sciarpe, guanti, accessori.

   Ma a parte queste banalità sul mio compleanno, oggi volevo postare un pensiero per qualcuno che non c'è più, e che mi ha fatto tanta pena anche se probabilmente non ne merita:

 Heath Ledge, il bel cavaliere,

che si è miseramente ammazzato poche ore fa. Cosa sarà successo: un'overdose? un suicidio?  il telegiornale ha detto che stava aspettando una massaggiatrice, "eufemismo per rispetto alla famiglia", così hanno detto per far capire che era una prostituta.  Un ragazzo di ventotto anni, bello, di successo, che chiama una prostituta? eppure.

   E che si ammazza in casa d'altri (era ospite di Mary Kate Olsen), che ha già bruciato una moglie e una bambina di due anni e mezzo,  ha una brillante carriera e una valanga di soldi eppure non è contento.

   Che peccato. Mi dispiace, mi dispiace davvero. Che spreco!

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venerdì, 18 gennaio 2008

 

DOMENICA HO IL PRANZO DEL MIO COMPLEANNO...

VERAMENTE  SAREBBE A META'SETTIMANA, MA PER COMODITA' FESTEGGIAMO DOMENICA...

FARO' TUTTO IO, TRANNE LA TORTA.... BEL WEEK END MI ASPETTA AHAHAHAH!!!

AUGURO A VOI TUTTI UN FINE SETTIMANA PIU' RILASSANTE DEL MIO!

postato da: Ombraserena alle ore 11:20 | Permalink | commenti (20)
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giovedì, 17 gennaio 2008

14. Médaille "Accompagnement"

C'è una casa di gioielli francese, "Tournaire", che produce cose particolarmente belle. Come questo medaglione, "Accompagnement", dedicato a un genitore con il suo bambino: lo trovo molto poetico e significativo, evocante una spiaggia su cui camminano insieme un grande e un piccolo.

http://www.philippetournaire.com/Collection-Villa-de-Reve.html

Copio il link perchè non permette di copiare un pezzo alla volta: ma questi anelli / case  sono veramente stupendi, secondo me. Non portabili, intendiamoci, il che li rende molto esclusivi anche perchè nessuno butta via  un prezzo minimo di tremila euro per qualcosa che va tenuto nel cassetto per trecentosessanta giorni all'anno.... ma sono così belli!  Mi piace soprattutto l'anello a forma di palazzo arabo!

Bague "Marélie" or jaune et DiamantsAnelli così sono cose già viste, ma molto molto belle: questi sì, sono pezzi portabilissimi.Alliance "Alchimie" 5 diamants Or blanc

Se poi qualcuno ama le opali,  voilà:

Bague "Opale" or jaune Diamants et Rubis

Pendentif "Opale" or jaune Diamant et Tsavorite

Infine, l'orologio "Le porte del tempo", in oro bianco e con quadrante in avorio di mammuth!!!!!! ma dove l'hanno trovato, in un museo?!

20. Montre "Les portes du temps" Diamants, Ivoire de mammouth et Or blanc

E infine, un'alternativa al solito anello di fidanzamento (che si comincia a vendere in questo periodo)..... il  "Labirinto", molto elegante e raffinato.

10. Bague "Labyrinthe" or blanc et pavage diamants

 PIU' TARDI...... ECCO, HO TROVATO  UN'IMMAGINE DI UN ANELLO DI FIDANZAMENTO COME IL MIO: SEI GRAFFETTE CHE TRATTENGONO UNA PIETRA DA UN CARATO, MONTATA IN PLATINO.

SOLO CHE, RISPETTO ALL'IMMAGINE A DESTRA, LA MIA PIETRA è PIU' GROSSA:  INFATTI IL DIAMANTE  IN FOTOGRAFIA  PESA 0,50 CARATI, CIOE' LA META'  DEL MIO.

QUELLO DI MIA MADRE, INVECE, è COSI':  CON L'UNICA DIFFERENZA CHE, DI FIANCO, SULLE FASCE DI PLATINO, HA DUE FILE DI DIAMANTI A BAGUETTE INCASTONATI.

Tiffany'sEcco due belle pietre: la superiore è come la mia, a brillante con sei graffette; quella sotto, è a "coussin" cioè quasi quadrata, montata su una fascia larga che aumenta il volume dell'anello. E guardate poi com'è bella questa riviére (gli anelli di questo tipo si chiamano  "fiume di luce"):

Anello d'oro bianco 18K con diamanti.

Ancora più elegante: la riviére col giro completo di diamanti!!!! questa è davvero una sciccheria... anche se per pura questione di gusti personali io preferisco  quella precedente.

Anello d'oro bianco 18K con diamanti.POI, GUARDATE CHE FIGATA... SI PUO' PERSONALIZZARE IL DIAMANTE CON UNA SCRITTA AL LASER SULLA CINTURA... COSì, ANCHE SE VENISSE RUBATO E SMONTATO, SI POTREBBE SEMPRE RICONOSCERE!

 I LOVE YOU..... oppure 

oppure il nome, o la data delle nozze! che bello, vero?

 

postato da: Ombraserena alle ore 09:59 | Permalink | commenti (16)
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lunedì, 14 gennaio 2008

Domenica mattina ho dormito fino alle nove e mezza......che lusso!!!

   Ho passato il resto della mattina a fare una cosa insolita: rappezzando un paio di pantaloni.

   Si, i miei calzoni preferiti - di lana, taglio splendido, comprati un anno e mezzo fa, colore neutro che va bene con tutto - si sono CONSUMATI all'altezza del cavallo!

   La cosa è tanto più inspiegabile, in quanto non ho le cosce che si toccano. E allora?! butterò via i miei pantaloni più comodi (e caldi, e portabili) solo perchè si stanno bucando all'altezza della passera? eh no: mi sono procurata un rettangolo di stoffa più o meno simile, e mi sono messa a rattoppare con ago e filo e una cura degna di Aracne (la ricamatrice trasformata in ragno per invidia da una dea).

   Giorgio, indignato, protestava: "Non voglio che mia moglie se ne vada in giro con le pezze al culo!!!"

   Ma chi se ne frega? se sto in piedi, non si vede la toppa (che è applicata internamente); la si vede solo se siedo con le gambe accavallate con il collo del piede sopra il ginocchio, posa che del resto non prendo quasi mai. Ho controllato davanti ai due specchi interni dell'armadio: fin tanto che sto in piedi, anche se mi chino in avanti, non si nota NULLA. Pantaloni salvati!!!!!! alla faccia di mio marito!

   Ieri ho letto sul giornale una notizia che "completava il quadro" di una vicenda accaduta qui in città lo scorso autunno. Tra i gioiellieri si è sparsa la voce che andava in giro una ragazza di ventidue anni, simpatica, carina e ben vestita. Comprava gioielli ad abundantiam, e li pagava con assegni a vuoto. Era talmente pulita e candida che NESSUNO le ha fatto l'affronto di controllare in Banca se erano coperti.

   Insomma, la tipa si è riempita il portagioie per un paio di mesi, prima di essere beccata.  Sul giornale avevano raccontato la sua storia:  era andata in una Banca, depositando trecento euro aveva aperto un conto, si era fatta dare un carnet di assegni, dopodichè aveva ritirato i trecento euro da questo nuovo conto e se n'era andata in giro a piazzare assegni a vuoto.

  So che un assengo autentico, in bianco, vale circa mille euro tra i malfattori: era meglio per lei vendere tutto il carnet, si faceva diecimila euro e la sua posizione era meno grave.....

   Invece, l'hanno arrestata e portata dentro, anche perchè - last but not least - qui in città era ospite di sua sorella e suo cognato, e aveva RUBATO OGGETTI PREZIOSI ANCHE IN CASA LORO.

   Ma si può, dico io, rubare in casa dei propri familiari?! penso che mio fratello mi leverebbe la pelle, visto anche tutte le storie che ha fatto per il panama che gli ho fregato in Sardegna.

   Ora, a distanza di circa tre mesi dalla vicenda, pubblicano sul giornale la notizia che hanno arrestato il fornitore di cocaina di questa ragazza.....così, oltre a tutto il resto, era pure una drogata!

   Ecco la prova che la droga brucia le cellule cerebrali e fa diventare scemi. Quella ragazza ora è in prigione, in attesa del processo: ne valeva la pena?!  era davvero meglio se vendeva gli assegni e si accontentava di qualche migliaia di euro in contanti, almeno si pagava l'avvocato!! Invece, ha dovuto restituire i gioielli avuti indebitamente e ora è a terra, oltretutto con la macchia di famulato improprio (rubare nella casa dove si è ospiti).

   Io mi domando e dico....una ragazza della mia età, dell'età di Fresa 85, santo cielo, ma non poteva farsi regalare qualche gioiello dagli uomini?!?!?

postato da: Ombraserena alle ore 10:06 | Permalink | commenti (6)
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venerdì, 11 gennaio 2008

Cara Antonella....

   ho lasciato un commento sotto il tuo commento al mio post  di martedì 8 gennaio. Non tralasciare di leggerlo.... ci tengo a farmi capire da te fino in fondo.

   A parte questo, è trascorsa una settimana all'insegna della tosse rabbiosa che mi tormenta dalla notte di Capodanno (brindisi all'aperto, guardando i fuochi artificiali, con la pelliccia ma con, al di sotto, un vestitino da cinquanta grammi... furba Ombrabionda!)  ma stamattina sono andata dal medico e mi ha detto che è una tosse "normale", benchè sia una ricaduta di quella di dicembre.... mi ha dato dell'antibiotico per curare questa bronchite, speriamo bene.

   Ieri sera ho fatto notte aiutando mio marito a preparare un fascicolo in cinque copie,  che gli serve per il suo lavoro: è la prima volta che mi ha chiesto di dargli una mano, ci abbiamo lavorato sopra  dalle nove di sera all'una di notte e ho scoperto una cosa: mischiare lavoro e rapporti personali non è opportuno!  dato che siamo "in confidenza",  invece di parlarmi cortesemente come fa con la sua segretaria ha cominciato presto a strapazzarmi se non ero abbastanza veloce o se sciupavo dei fogli, mentre io a mia volta ho cominciato a sbadigliargli in faccia verso le undici (ora in cui il mio povero corpo è abituato a coricarsi) con lamentose proteste quando voleva  rifare qualche cosa per la terza o quarta volta,  per metterci delle aggiunte o per limarla.

   Insomma: meglio lavorare fra estranei!!! c'è quel diaframma di rispetto, di distacco, che tra sposi non c'è.... si rischia di mandarsi a quel paese!!! Dopo quattro ore a fargli da "assistente", non ne potevo più. Mi sento in colpa per questo, adesso:  ho controllato cento volte la mia noia e la mia irritazione quando lavoravo da dipendente, mentre proprio con la persona più cara che ho non sono stata capace di farlo!!!

   Cattiva che sono..... vedrò di farmi perdonare con una dose supplementare di coccole.

   Progetti per il week end? Niente. Vorrei solo dormire. Il massimo del lusso. E vorrei che mi passasse questa tosse del cavolo, anche perchè tra una decina di giorni (domenica 20) avrò il megapranzo del mio compleanno, con qualche giorno di anticipo perchè cade in settimana, e dovrò essere in forma per preparare tutto e intrattenere il parentado.

   E' la prima volta che non ho il minimo interesse per il mio compleanno: non so cosa chiedere a mio marito e non so cosa farmi da "auto-regalo".

   Ah si, volevo dire una cosa, molto in fretta e di striscio: giorni fa ho fatto un errore SPAVENTOSO facendo una serie di conti che riguardavano spese da sostenere nell'immediato. Detta alla breve, intendiamoci. Non essendo abituata a gestire volumi di soldi superiori al fabbisogno domestico, ho combinato una specie di casino inenarrabile che mi ha sgomentato quando me ne sono resa conto. E' così:  piccole gestioni economiche, piccoli errori; gestioni maggiori, grandi errori.  E' pazzesco che, tra burocrazia e necessità amministrative, un disgraziato che lavora in tutt'altro campo,  debba improvvisarsi anche ragioniere di sè stesso.

   Basta, buon WEEK END A TUTTE,  e mi raccomando non eccedete: ESAGERATE!

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mercoledì, 09 gennaio 2008
Ipotesi su Betty Moore.
   Come chiunque, la tipa ha i suoi pro e i suoi contro.
   I pro:
1)      ha un’ottima cultura generale
2)      è sveglia
3)      scrive benissimo e in un italiano corretto.
Quest’ultima caratteristica non è cosa da poco, coi tempi che corrono (vedi i partecipanti al concorso per magistrati).
I contro?
1)      è una persona negativa
2)      è maligna fino al midollo
3)      è spietata (nel senso che non conosce compassione o pazienza con chi è inferiore a lei, cioè quasi tutti –è chiaro-)
Detto questo, perché frequentare il suo sito?
   Perché, se limita il suo campo di critica al tema che si è scelta, lo sputtanamento delle donne secondo lei malvestite, risulta divertente: pungente, ironica, vivace, abilissima a trovare collegamenti, paragoni, metafore e capace di sputtanare anche una signora in completo nero, camicia bianca, scarpe di coccodrillo e kelly al braccio (cioè l’abbigliamento più tranquillo e inattaccabile che ci sia).
   Ma ogni tanto la Nostra travalica in campi insoliti, e andando fuori tema inevitabilmente ci dà qualche brutta sorpresa. Qualcuna si è sentita offesa quando ha sputtanato a sangue le adozioni internazionali, qualcun’altra quando ha preso per il culo l’aspetto della gente che fa la chemioterapia. Io mi sono – più che offesa – STUFATA, ieri, leggendo il suo ultimo post in cui metteva alla berlina Padre Pio.
   Ora, chiunque mi legga sa che io non sono religiosa, non vado in chiesa, non vivo secondo le regole cattoliche, eccetera eccetera. Dirò di più, in casa mia non c’è una sola immagine religiosa né oggetti – simbolo come crocifissi o rosari. Anche mio marito non li vuole, come me. Abbiamo solo un “altarino” con i nostri Morti: la foto di mia madre e di mio padre, la foto della mia compagna di banco che si è suicidata cinque anni fa, mio cugino che è morto nel 2003, i nonni di mio marito.
   E’ superstizione questa? Probabilmente sì, per Betty Moore. Sono certa che con la sua penna stillante veleno, saprebbe schernire anche una cosa così normale, tenere in vista le foto dei nostri Cari che non ci sono più.
   Ma non è questo il punto. Non è che mi sia sentita offesa personalmente dal post che sbeffeggiava il culto di Padre Pio: sostanzialmente sono d’accordo su tante cose che ha scritto, la religiosità che degenera in superstizione, il mercato che ci nasce attorno, gli aspetti grotteschi dei gadget e tutti quelli che ci campano sopra.
    Come non essere d’accordo? Io ho visto, a Chartres in Francia, l’intera cittadina vivere sopra quella loro Cattedrale dove è conservato il velo della Vergine Maria. Ho visto, a Bruges, il magnifico edificio dove si conserva un’ampolla del Santo Sangue. Ho visto, a Parigi, la fiabesca Sainte Chapelle dove si conserva una spina della Corona di Cristo (o l’intera corona????? Non ho voglia di controllare su Google).
   Il culto delle reliquie non piace neanche a me, anzi diciamo pure che mi imbarazza. Ho visto a Napoli il sangue di San Gennaro, ho visto scene inenarrabili a Siviglia durante la Semana Santa nell’aprile 2001, con le statue mostruosamente grandi portate in processione e la gente che sveniva nell’estasi mistica (o per un colpo di sole?) mentre le ambulanze, pronte, seguivano la processione. Ho visto nel 2004 sempre a Siviglia, il Corpus Domini in giugno, compreso il Corpus Chico nel rione zingaresco di Triana, oltre il Guadalquivir.
   Eh, ne ho viste di scene religiose che diventavano davvero imbarazzanti.
   Eppure non mi sento di CONDANNARE chi vi partecipa. Non mi sento di SCHERNIRE chi ci crede. Mentre è questo che fa la signorina Betty Moore, e dopo che lei dà il “la”, parte il latrare della muta di cagne che sempre la seguono.
   E’ questa muta che mi disturba, più ancora di lei. Sono un gruppetto di donne molto intelligenti, istruite, superbe della loro erudizione, piene di arroganza e convintissime di essere le detentrici dell’Unica Verità. Professano un elegante ateismo, condito di citazioni di filosofi, scienziati, ecc., trattano dall’alto in basso chi è meno figo di loro, e soprattutto si scatenano contro gli ingenui, gli umili e i semplici: nonne, zie, mamme, familiari, tutti coloro che vivono la fede in modo naif e che sentono il bisogno di sostenerla con statuette, crocifissi e ramoscelli d’olivo da Domenica delle Palme, diventano oggetto delle loro irrefrenabili beffe.
   Ora, io avevo due nonne religiose in questo stesso modo “da paese”, e una madre religiosa sia pure in un modo più elevato e intellettuale. Per rispetto verso di loro, non intendo scagliarmi contro i sempliciotti che vanno a S. Giovanni Rotondo o a Lourdes o a Fatima: OGNUNO HA I SUOI METODI DI SOPRAVVIVENZA, e se uno trae coraggio dallo sgranare un rosario, un altro ne trarrà dal pipparsi cocaina, un altro dall’attaccarsi alla bottiglia, un altro ancora buttandosi a fare shopping oppure dandosi al sesso sfrenato.
   In questo quadro, chi s’attacca alla religione mi sembra il meno peggio!
   Quanto alle famule di Betty Moore, impregnate di sarcasmo, chiuque non la pensi come loro è cacca e come tale va spazzato via. I cascami di umanità che frequentano le Chiese e si attaccano la Madonna sopra il letto, sono oggetto delle beffe più sfrenate.
   Curiosa digressione, per un sito che si occupa di abbigliamento da criticare.
   Naturalmente, appena io ho suggerito di criticare un po’ anche mussulmani ed ebrei tanto per equità, apriti cielo….. ricorrendo ai ragionamenti più speciosi, hanno affermato in sostanza che ebrei e mussulmani non si possono criticare, altrimenti ripiombiamo nel Medioevo e diamo inizio a una Crociata. E questo, in contraddizione con un’affermazione da loro in precedenza proclamata: cioè che la satira ha come oggetto tradizionale la RELIGIONE, oltre che l’amore, la morte, la politica.
   E’ uno strano gruppo di persone. Betty Moore ha catalizzato attorno a sé una conventicola di persone (voglio sperare che non sia sempre LEI con vari nick o roba del genere) che difendono a spada tratta qualsiasi sua teoria, qualsiasi sua cattiveria, sfoggiando una dialettica esperta nel far sembrare ironia tutto quello che è malignità e tappando la bocca alle poche che si azzardano ad esprimere pareri opposti.
   Quello che si può immaginare della sedicente Betty Moore, è –secondo me- il seguente quadro:
una donna sola, che non ha una famiglia propria a cui badare e quindi non ha impegni che la distraggano dal gestire il suo complicato sito; una donna sicuramente più anziana dei vent’anni che dichiara, perché a vent’anni una ragazza ha ben di meglio da fare che malignare quasi quotidianamente addosso a chi si veste peggio di lei.
   Una donna che vive a un livello medio-basso, perché gli ambiti in cui si muove sono sempre gli stessi (strada, negozi, università, librerie, qualche cerimonia familiare, treni, e poco altro) e non ha mai postato critiche a come vestono le donne in vari tipi di locali, discoteche, teatri, sale da ballo, prime teatrali, cerimonie importanti, cene al Rotary, al Lions Club, che ne so. Sembra che non viaggi, sembra che non vada mai all’estero, sembra che non veda mai niente che le piaccia.
   Certo, è brava a spremere da questo scarso materiale un costante discorso critico sul Malvestitismo: io non ne sarei stata capace, mi sarei stufata nel giro di un mese o due!!!
   Se tutta la sua cultura, il suo acume, la sua bravura a scrivere e la sua intelligenza fossero impiantate in un animo benevolo, sarebbe una persona splendida. Peccato che, di base, il suo animo sia quanto di più malevolo si possa immaginare. O è una persona che ha avuto TANTE di quelle disgrazie da fregarsene di tutto e da calpestare chiunque con la scusa di fare dell’ironia, oppure nella sua vita –all’opposto- è stata così fortunata da non sapere in pieno cosa sta facendo. Nel qual caso, le auguro qualche evento capace di farle abbassare la cresta: e lo stesso all’intera sua congrega di donne che le tengono bordone.
postato da: Ombraserena alle ore 18:39 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 08 gennaio 2008

Cara Antonella,

   ho visto appena ora il putiferio che si è sprigionato su "Le Malvestite"  dopo il tuo commento.

   Un vero schifo.

   Inutile dire che la penso come te al cento per cento.

   La cosa che più mi disgusta (e che avevo già visto alcune volte, una volta anche contro di me lo scorso maggio) è la protervia di quello zoccolo duro di famule di Betty (verso la quale, come sai, ho sempre avuto parecchie riserve pur divertendomi alle sue spiritosaggini)  nel voler schiacciare ogni voce  fuori dal coro.

   Annientare il dissenso è tipico dei regimi, e più frequento quel sito più mi convinco che è un piccolo feudo di una Regina Cattiva, sicuramente un feudo dove ci si diverte e dove tutto è molto brillante,  ma sotto sotto c'è una corrente di veleno che ogni tanto sgorga fuori.

   E sono pronte le serve della Regina a soffocare chi non canta con tutti gli altri: una nota stonata,  giammai. Rispetto di un'opinione diversa? ma doveeeeee.....

   Ho provato a buttare una sfida... ma sono subito finita in moderazione. Se me la pubblica,  voglio proprio sentire i latrati della muta di cagne ben note.... e voglio proprio vedere se Betty ha il fegato di fare quello che le suggerisco.

   Intanto tu, Antonella, sbattitene le palle: hai detto la tua, insieme alle poche Burro Cacao, Lalla e un paio d'altre ancora. E questo ha indotto le altre a dimostrarsi -ancora una volta- per quel che sono.

   Ripeto: io conosco questo sito da due anni, il primo anno ci sono andata raramente proprio perchè disgustata da questa cattiveria cammuffata da mille spiritosaggini, il secondo anno più spesso anche perchè vi ho trovato delle persone simpatiche (vero, Paolacapriccio?)  ma da circa tre mesi ci vado molto meno, perchè puzza sempre più di marcio.

postato da: Ombraserena alle ore 21:39 | Permalink | commenti (11)
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martedì, 08 gennaio 2008

Che bello trovare tanti commenti gentili!

   che bello, poi, scoprire che c'è ANCORA una Fenice che svolazza da queste parti!!!

   La mia amica Fenice ha lasciato cadere una piuma di fuoco sotto il post precedente....che piacere trovarla!

   Oggi mi è successa una cosa buffa.... camminavo per il centro, e mi sono trovata davanti a un Canale che dal mare entra fino nel cuore della città.

   E' un Canale al cui inizio è segnato il punto zero del livello sul mare; lì si vedono le maree, che da queste parti sono modestissime.  Metà canale, quella verso il mare aperto, è dedicata all'ormeggio di piccole barchette private; l'altra metà  è vuota di barche,  e talvolta la dedicano a "installazioni artistiche" galleggianti.  Alcune di queste manifestazioni d'arte sono semplicemente ridicole, come una che io avevo scambiato per una quantità di sacchetti delle immondizie buttate dalla bora nell'acqua.... e invece era ARTE.

   Il segmento del Canale che ospita le barchette private, è ancora adibito a tale uso "a furor di popolo", da parte di tutti gli anziani che ancora hanno una barca di legno, tipo guscio di noce, con la quale si divertono da bravi pensionati. Nessun motoscafo, nessuna barca a vela, perchè si deve passare sotto un ponte che non consente lo spazio per le alberature: soltanto minuscole barche di legno col motore fuoribordo.

   Bene:  trotterellavo tranquilla lungo questo Canale, quando ho visto un vecchietto (ma proprio vecchio vecchio!) abbandonare la sua barca dopo averla legata, e risalire lungo il fianco del canale fino al marciapiede, aggrappandosi a pochi sostegni di tubo di ferro infisso nei massi di pietra che costituiscono i fianchi del canale.

   Non mi ero mai posta il problema di come fanno i proprietari delle barchette a tornare su dopo aver legato la loro barca: per la prima volta, oggi l'ho scoperto.

   Vedere quel decrepito vecchietto arrancare faticosamente su per questi scalini fatti di tubo di ferro, molto arrugginito, senza un corrimano, quindi dovendosi aggrappare allo scalino superiore, mi ha impaurito! soprattutto vedendo che il vecchio in questione recava in mano un secchio pieno di pesce appena pescato.

   Sono corsa in suo aiuto, inginocchiandomi sui pietroni scabri nonostante le calze setificate, e gridando: l'aiuto io, mi passi il secchio, mi dia la mano!!!

   Credete che il nonnetto sia stato contento?

   Mi ha fulminato con un'occhiataccia di sotto al suo basco di panno blu, e ha ringhiato in dialetto: ma vada via, ma cosa vuole, non mi rompa le palle!!!  e io, buona samaritana:  ma rischia di cadere in acqua!!!!

   E infatti, se uno degli scalini avesse ceduto sotto il suo peso, sarebbe precipitato nel mare di gennaio, e il peso del cappotto e delle scarpe l'avrebbe trascinato di sotto....

   Il nonnetto, risalendo piano ma inarrestabile, ha cachinnato: io mi arrampicavo in cima all'albero della ... (boh, un nome di nave)  quando non era nata nemmeno tua madre... io vado per mare da quando ero bambino in Istria... ho doppiato (non so che, capo horn, ecc.)  e mi hanno silurato la nave in Grecia durante la guerra, ecc. ecc.....

   Insomma io ho insultato il suo "piede marino" e la sua capacità di salire una piccola scaletta! e meno male che non si sono rotte le mie calze mentre tentavo di porgergli una mano, inginocchiata per terra.

   Questa versione locale del classico "aiutate le vecchiette ad attraversare la strada", è finita con il cachinno diabolico in dialetto triestino, ma la vadi, la vadi in mona, sempia! 

   Non avrebbe dovuto ringraziarmi regalandomi magari un pesciolino?

postato da: Ombraserena alle ore 16:25 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 07 gennaio 2008

Proprio stamattina dicevo a Fresa 85, che non ho più voglia di scrivere cose personali sul blog.

   Preferirei farlo diventare uno spazio dove parlare di film (come "Irina Palm")  o di libri letti, o di fatti del giorno da commentare.

      Ma subito dopo, è successa una cosa che mi costringe a parlare proprio di fatti personali, che non ho mai esposto dettagliatamente nel blog.

   Alla nostra Amica di community, nonchè Amica dai tempi di Jumpy, è accaduta una disgrazia familiare.

   La sua Mamma, il giorno dopo Natale, ha avuto un terribile attacco cardiaco con la "dissezione dell'aorta". La nostra Amica, con i suoi fratelli, familiari, parenti, con il suo compagno, e anche con amici, ha dovuto aspettare tutta la notte e poi ancora ore e ore  prima di avere una qualche diagnosi.

   Ha raccontato nella sua pagina, tutta l'angoscia e lo sgomento paralizzante di una situazione così.

   Io in settembre ho postato una storia successa a Trieste:  una ragazza di trent'anni è morta in uno stupido incidente stradale, proprio una morte sciagurata e accidentale. Il suo papà, che era rimasto vedovo un anno prima,  quindici giorni dopo è morto di crepacuore.

   Ecco, la "dissezione dell'aorta" deve essere  una specie di crepacuore, quando un cuore si spezza sotto l'effetto di un grande dolore o di un prolungato stress o di un'oppressione  insostenibile le cui cause variano da persona a persona: so che questa signora si era separata dal marito da alcuni mesi.

   La vicenda della nostra Amica, mi ha ricortato la morte di mia madre avvenuta cinque anni fa. Anche mia madre doveva essere stressata, lavorava troppo, si alzava ogni giorno alle sei di mattina e non sapeva rilassarsi:  faceva sempre qualcosa,  anche sotto l'ombrellone  leggeva o studiava, si concentrava troppo sulle cose e stava sempre di corsa tra un impegno e un altro. Fumava troppo, mangiava poco, dormiva di meno. E un brutto giorno la pagò.

   Io ero andata a trascorrere il primo week end di giugno in Croazia,  andavo ancora a scuola per cui la domenica nel tardo pomeriggio arrivai a Venezia. Mi lasciarono col motoscafo proprio sotto casa, e alzando gli occhi all'ultimo piano dove stavamo, vidi tutte le finestre chiuse.

   Quello fu il primo campanello d'allarme. Ancora adesso, se vedo finestre chiuse in una casa dove qualcuno dovrebbe aspettarmi, sento un senso di soffocamento.

   Insomma, mia madre si era sentita male quella mattina e la domestica, che in quel periodo abitava con noi, l'aveva fatta soccorrere subito:  se la donna fosse andata in giro, com'era giusto di domenica,  avrei trovato io stessa mia madre e a quel punto ormai ben morta.

   Invece, trovai sul tavolo un biglietto scarabocchiato dalla donna che diceva: mamma sta male, l'ho fatta portare all'ospedale, sono io con lei e raggiungici.  Ah si io non avevo il cellulare perchè mia madre non me lo voleva mai concedere,  una zia me l'aveva regalato e la mamma l'aveva sequestrato, e solo dopo  questa disgrazia cominciai a tenere sempre il cell.

   Insomma, ormai ho rimosso veramente tantissime cose di quei giorni,  ma  ricordo solo che cominciò una Via Crucis all'insegna di un'angoscia veramente paralizzante, per prima cosa  smisi di andare a scuola e non finii l'anno scolastico,  poi ho dimenticato anche i volti dei medici, ricordo solo l'estrema giovinezza di alcuni di loro - sia maschi che femmine- che mi faceva pensare: ma sapranno quello che fanno???

   Come alla Mamma della mia Amica di community, anche per mia madre la TAC diede risultati non troppo affidabili e si dovette fare una risonanza magnetica, ma mi pare di ricordare che la macchina era guasta e che il meccanico non si trovava.......cose così.   Poi, a differenza della mia Amica di Splinder, io ero sola come un cane all'Ospedale perchè i miei zii, che abitavano nello stesso palazzo, erano già PARTITI PER LA SARDEGNA  e mio fratello ERA A ROMA, per cui  gli stessi medici erano molto seccati di dover parlare con una MINORENNE e con una DOMESTICA.

   Ecco, almeno alla mia Amica questa cosa è stata risparmiata: passare la prima notte in Ospedale da sola, senza parenti, senza amici e senza un compagno al fianco.  Non sapevo assolutamente cosa fare.

   Mio fratello arrivò appena la sera di lunedì (mia madre era la sua matrigna,  essendo lui figlio di primo letto del nostro comune padre)  e ripartì con l'aereo di martedì mattina.

   I miei zii non riuscirono a rientrare dalla Sardegna, che il mercoledì. Ecco, quei primi tre giorni erano tutti da dimenticare per me, e in effetti non ricordo molto.  Mia madre ebbe un ictus e ancora oggi non so esattamente se vi siano differenze,  e quali, tra un ictus, un'apoplessia, un aneurisma. E' solo un orrore che ti piomba addosso da un momento all'altro e ti stravolge la vita.

  Restò in coma per una settimana, e al risveglio si videro le conseguenze devastanti: non sapeva più niente, non sapeva quasi più parlare, aveva una mezza paralisi al volto, bisognava darle il cibo come ai bambini piccoli e non riusciva nemmeno a bere dal bicchiere ma doveva usare una cannuccia.

   Fu trattata farmacologicamente proprio come Sharon Stone, che ebbe anche lei la stessa identica malattia ma evidentemente in forma meno devastante, se in un paio d'anni si è tirata su così bene come vediamo.  Insomma le cose andarono male,  una volta dimessa dall'ospedale la portammo in una clinica sulla terraferma verso Treviso, dove vanno per la riabilitazione anche i sopravvissuti agli incidenti stradali.

   Ogni giorno, quell'estate, prendevo il treno e andavo a farle visita e dopo averle dato da mangiare all'ora di pranzo, verso le tredici tornavo a Venezia. Per fortuna sapevo già fare tutto in casa: lavare, stirare, cucinare, cucire un pò, organizzare il frigo,  organizzare l'armadio ecc. ecc.; quello che non sapevo, era il valore del denaro  e la sua gestione.  Questa scoperta mi atterrì  e preferisco stendere un velo, perchè richiederebbe un post a parte.

   Insomma, dopo sei mesi di clinica,  a dicembre mia madre ebbe un altro attacco e morì. Un mese fa, avevo ricordato l'anniversario sul diario.  Di una donna bella, alta, forte, dall'aspetto dinamico e aggressivo (ricordava un po' la Samantha di Sex and City) non era rimasto assolutamente NULLA.  Non mi aveva più riconosciuta; mi chiamava Catherine scambiandomi per mia cugina e mi parlava in francese. E questo nelle giornate migliori.

   Il suo vocabolario, comunque, si era enormemente impoverito sia in francese che in italiano. Non riusciva che profferire frasi di poche parole. Non riusciva ad afferrare concetti che non fossero assolutamente elementari. Leggere, non era più capace.  Cure personali, pettinarsi, vestirsi: idem.

   Che strazio.  Grazie al Cielo non soffriva di dolori acuti, ma di un deperimento quotidiano e inarrestabile. Un giorno di dicembre, mi chiamarono mentre ero già uscita per andare alla clinica  e mi dissero di affrettarmi;  dovendo prendere il treno, più di tanto non lo potevo fare.  Quando arrivai,  mia madre era già morta da mezz'ora.  Non volli nemmeno vederla (fece poi mio fratello il riconoscimento della salma)  ma ringrazierò sempre l'infermiera che le tolse la fede matrimoniale e me la portò, cosa che io non avevo nemmeno pensato di chiedere.

   Cmq io darei un calcio nei denti a quelli che sono contrari all'eutanasia: ripeto, mia madre non soffriva di dolori acuti,  per cui non si poneva il problema:  ma era già un tale strazio quotidiano vederla così, che se perdipiù avesse anche SOFFERTO,  forse avrei fatto qualche cosa di tremendo io stessa,  volendo essere cinici  in quel momento ero minorenne e credo che non mi avrebbero fatto niente.

   In ogni caso, sopportare quei mesi di stress  e da SOLA, con il marginale aiuto degli zii e la lontana presenza di mio fratello, fu veramente BRUTTO. La vita non fu mai più come prima,  lasciai la scuola, lasciai le amicizie che avevo, e l'anno dopo lasciai pure Venezia.

  

  

postato da: Ombraserena alle ore 14:44 | Permalink | commenti (12)
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