COPIO UN TEST SEXY DA FRESA 85:
COPIO UN TEST SEXY DA FRESA 85:
Stiamo male tutti e due!!!
Ieri sono rincasata un paio d'ore prima del solito, perchè non mi reggevo in piedi e volevo solo cacciarmi a letto: entrata in stanza, ho visto un rigonfio sotto le coperte ed era mio marito!
Era tornato a casa nel primo pomeriggio: aveva tentato di lavorare durante la mattina, ma poi si era arreso all'influenza ed era tornato a casa mettendosi a letto.
Non si è nemmeno accorto del mio arrivo: dormicchiava in preda alla febbre, con la fronte bollente e le mani ghiacciate, gemendo e invocando la mamma, stringendo tra le braccia il gatto preferito - il maschio- che, lui, se ne stava contentissimo sotto le coperte, cosa che di solito gli è proibita.
In tre anni e mezzo che conosco mio marito, è la prima volta che lo vedo stare veramente male e per cinque minuti mi sono davvero spaventata.
Poi mi sono detta che è solo influenza, bisogna lasciarla passare, ho fatto un the corretto al rum, e glie l'ho versato pian piano giù in gola, bevendone anch'io una grande tazza. Non avevo la forza di fare il rituale brodo di pollo. Alla fine, senza neanche sciacquare la teiera, mi sono coricata accanto a lui in preda a brividi di freddo, e alle sette di sera ho spento la luce.
Abbiamo passato dodici ore di sonno più o meno irregolare, interrotto da sternuti e colpi di tosse, e al mattino io mi sono alzata in condizioni leggermente migliori, mentre lui sta ancora da cani.
E meno male che siamo a casa nostra, e che non abbiamo fatto una settimana intera di vacanza pasquale! sai che bello trovarsi in albergo e stare in queste condizioni........ cough cough cough!!!! (tosse!)
Aaaaagh..... sono tutta dolorante, reduce dal mio ponte pasquale.
Abbiamo fatto un viaggetto culturale in una città d'arte: tre giorni a Ferrara! Peccato che ne siamo tornati a pezzi: tutti e due con tosse, raffreddore e dolori articolari! Non ci si può credere! ah si e anche congiuntivite da raffreddore!
Insomma: l'idea principale era vedere la mostra di Mirò al Palazzo dei Diamanti. E poi, vedere un pò tutta la Ferrara rinascimentale, i luoghi di Lucrezia Borgia ecc.
Sarebbe andato tutto benissimo se il giorno di Pasqua, sviati da informazioni errate, non fossimo andati (a piedi) a cercare alcuni palazzi e musei sotto una pioggia fitta.
Era tutto chiuso: ma chiacchierando fra noi, ed essendo ben vestiti e riparati (così credevamo) ci siamo allontanati molto dal centro cittadino, e insomma abbiamo camminato in totale quattro ore sotto la pioggia, trovando tutto chiuso!!!!!
Oltretutto in albergo il riscaldamento era chiuso, c'era solo un pò di tepore in bagno, e il letto era umido sicchè due notti ci sono costate certi dolori alle ossa come fossimo due vecchietti!!!! e questo in un albergo a quattro stelle, cose da non credere!!!!!
L'ultimo giorno, ieri, il tempo si è messo al bello e così, benchè acciaccati, tra uno sternuto e un accesso di tosse, ce ne siamo andati a fare cinque visite ad altrettanti musei-palazzi, uno più bello dell'altro! Allora, cerco di elencare: dopo aver visto il primo giorno la mostra di Mirò nel palazzo dei Diamanti (bellissimo), abbiamo visto la Palazzina di Marfisa (una mantide religiosa dell'epoca, assassinava gli amanti dopo averli sedotti, come Cristina di Svezia), il palazzo di Schifanoia (con il famoso Salone dei Mesi, purtroppo mezzi rovinati), l'interno del Castello che è davvero enorme e bellissimo, e il Palazzo di Ludovico il Moro, dove c'è un museo archeologico veramente enorme, con reperti etruschi e greci.
Poi abbiamo visitato alcune Chiese, tra il rinascimento e il barocco, e naturalmente tutta una serie di ristoranti, bar e hostarie. La più interessante è stata un'enoteca, la più antica di Ferrara, esistente dal 1435, e che ebbe una clientela da far strabuzzare gli occhi....veniva qui a bere Ludovico Arisosto, tanto per dire, e al piano di sopra alloggiava Nicolò Copernico....
Camminando per le strade, le varie targhe sulle case fanno capire quanto fosse importante Ferrara cinquecento anni fa. Ci passò tutta l'intellighenzia dell'epoca. Più ancora che Venezia.
Le case, tra l'altro, sono veramente molto belline, l'ottanta per cento in mattoni rossi come il castello, il che dà un colore dominante alla città, un rosso caldo e morbido. Qua e là molte case hanno giardini segreti, circondati da alte mura, hortus conclusus. Mi ha dato l'impressione di una città sicura e tranquilla, affatto minacciosa, dove non può succedere niente di male (all'opposto dell'impressione che mi ha fatto Roma a fine gennaio). Questa mia impressione sarà superficiale e Ferrara sarà piena di gentaglia come dappertutto, ma sembra una città serena dove si può vivere in pace.
Ieri, appunto per vedere più cose possibile, siamo ripartiti tardi e siamo ritornati a casa a mezzanotte! Io ero ormai in trance, per fortuna che Giorgio "guantava" ancora ("guantare" in dialetto vuol dire "reggere", verbo usato nelle situazioni disperate).
Ci siamo schiantati a letto senza neanche lavarci. Non ho neanche baciato i gatti!!!
E stamattina tutti a lavorare in una magnifica giornata di sole..............
Che due balle, porca miseria.... piove a dirotto! e ha fatto freddo!!! fino a ieri, foschia ma temperatura mite, oggi freddo e pioggia!
Sono indignata perchè sabato, domenica e lunedì devo andare con mio marito tre giorni a Ferrara, dove abbiamo prenotato in un albergo stupendo, antico, con soffitti affrescati ecc. e dove dobbiamo vederci la mostra di Mirò, oltre al palazzo di Schifanoia che non ho mai visto.
Io adoro i personaggi femminili del Rinascimento italiano, Lucrezia Borgia e Isabella Gonzaga, passando per Elisabetta di Montefeltro ed Eleonora Della Rovere, a Ferrara voglio vedere la tomba di Lucrezia, voglio girare in bicicletta "le sue vie piane, grandi come fiumane, che conducono all'infinito chi va solo col suo pensiero ardente", come scrive D'Annunzio ne "Le città del silenzio".
Non ammetto che piova!!!!
Sei anni fa, nel 2002, la Pasqua cadeva il 31 marzo quasi come quest'anno, e ricordo che c'era un sole stupendo in tutta Italia, il telegiornale mostrava immagini dei vacanzieri che nuotavano allegramente da Taormina a Capri, solo io ero ammalata a casa, che rabbia!!!! e il mio morosino di quella volta, in vacanza anche lui, pensò bene di mettermi le corna con un'altra turista e di raccontarmelo al ritorno..... lo mollai immediatamente dopo aver fatto una piazzata oscena!
Bah. Non è il massimo, la prospettiva di passare tre giorni in una città facilmente nebbiosa e umida come le città padane. Speriamo bene.
Lucrezia Borgia: Isabella Gonzaga


Elisabetta di Montefeltro Eleonora della Rovere
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Allora: nel week end ho visto due bei film e ho letto un ottimo libro.
Il libro è L'ELEGANZA DEL RICCIO, mi ha incantato, entusiasmato, peccato che le ultime tre pagine mi abbiano fatto piangere a dirotto!
E' un libro che ha venduto tantissimo grazie a un passaparola; lo raccomanderei a tutti, merita davvero il successo che ha avuto.
E poi ho visto un film che mi ha consolato della delusione avuta con "Non è un Paese per vecchi". Quello, definito il miglior film dell'anno e premiato con l'Oscar, mi aveva lasciato di stucco per la sua assurdità e tutta quella violenza fine a sè stessa.
Ho visto, invece, "I padroni della notte", un film dal contenuto violento anche se non mostra granchè di ammazzamenti, ma finalmente un poliziesco con capo e coda, una trama solida, una sensazione di film compatto e fatto bene. I personaggi ben delineati, l'umanità dei protagonisti mostrata nelle varie sfaccettature e finalmente non stereotipati; anche la vamp della situazione, una Eva Mendes traboccante di femminilità (a me non piace, troppi capelli, occhi, labbroni, tettone, iperfemminile, trasudante sessualità mentre a me piacciono le donne eteree come la sua omonima - guarda caso, omonimia tra due donne agli antipodi - Eva Riccobono in Grande, Grosso e Verdone) dicevo, anche Eva Mendes non era la solita pupa da night ma una ragazza buona, responsabile, molto attaccata a sua madre, a differenza delle bellone di questo genere di film che sembrano sempre prive di affetti familiari.
Insomma, un dramma familiare inserito in una storia di genere poliziesco, che ci ha lasciato davvero soddisfatti.
E poi, invece, un film che ha soddisfatto solo me e che quatta quatta sono andata a vedermi da sola per non sentire gli scherni di mio marito e gli sbadigli delle amiche: Diecimila Anni Avanti Cristo, di Roland Emmerich!!! CHE BELLOOOOOOOOOOOOOOO!
E' un film di genere "heroic fantasy", il che mi piace da pazzi sia nei libri che al cinema.
In un'epoca protostorica, in un luogo che si stenta a identificare, vive una tribù di gente dalla razza indefinita, nè bianchi nè africani ma vagamente negroidi. Più tardi, si capisce che devono essere etiopi o somali che vivono sulle falde di grandi montagne innevate tipo il Kilimangiaro.
Un'incursione di proto-arabi, già schiavisti come in tutto il Medioevo e Rinascimento, va a fare una razzìa onde procurare manodopera per un popolo più raffinato, stanziato lungo il Nilo, dove stanno costruendo la prima piramide, tipo la Piramide di Saqqara!
Questa è considerata la più antica di tutte le piramidi. Si suppone sia stata costruita cinquemila anni fa.
Bene, il film si prendeva ovviamente delle libertà, e mostrava la costruzione della prima piramide con l'aiuto di un branco di mammouth "addomesticati" che portavano i massi necessari.
L'élite che la costruiva, dopo aver schiavizzato i popoli locali, era arrivata in volo da un Paese lontanissimo sprofondato sotto le Grandi Acque: così girava la voce tra gli schiavi, facendo pensare al Mito di Atlantide!!! sono tutte cose che mi mandavano in brodo di giuggiole quando ero ragazzina, e ancora mi affascinano molto.
Infatti è l'irrisolto dilemma degli archeologi, come puo' essere fiorita dal nulla una civiltà sofisticata come quella egizia,
e come possono essere state costruite altre piramidi, dissimili ma pur sempre piramidi, dall'altro lato dell'Oceano, nell'odierno Messico?
Per i Maya, il civilizzatore Kukulkan - chiamato Quetzalcoatl dagli Aztechi - veniva da est, dall'Oceano; gli egiziani invece indicavano l'ovest estremo come la "Terra dei Morti".
Come se a mezza strada tra gli antichi messicani e gli antichi egiziani, nel Mare Oceano, ci fosse stata una culla di civiltà dove ormai erano tutti morti, salvo rari civilizzatori che avevano portato cultura e tecnologia nelle terre più lontane.
Ecco, questo film ci porta in quel mondo perduto, in quel tempo semicancellato per farci sognare un'avventura nel più lontano passato agli albori dellla storia. Ancora vi sono animali preistorici, non già estinti, le razze umane non sono definite così come le conosciamo, però i sentimenti umani di amicizia, amore, affetti familiari, coraggio e vitalità sono già ben presenti nei nostri "progenitori" !

Ieri nel tardo pomeriggio ho avuto un invito telefonico a una cena importante entro le otto e mezzo di sera.
Chiaramente mi hanno chiamato per rimpiazzare qualcuno, perchè non esiste che si inviti alle sei del pomeriggio per la serata stessa (a meno che non si sia amici intimi e la cena si svolga sul tavolo di cucina).
Però la cosa mi garbava, mi era utile, mi conveniva non fare troppo la difficile e così ho aderito al mio ruolo di tappabuchi. Però, non ero vestita in modo adeguato e sono dovuta tornare a casa a razzo, sbattermi addosso una camicia di seta, balzare dentro i pantaloni di camoscio regalati da Giorgio per l'ultimo compleanno, schiacciare un pò di fard sulle guance e - cosa importantissima - fare una lavatrice di roba, perchè per oggi era previsto sole, e il poggiolo dove espongo il bucato è rivolto a est, quindi la roba deve essere appesa dal primo mattino se si vuol farla asciugare alla luce.
Ho caricato la lavatrice, l'ho avviata con una mano (mentre con l'altra mi spazzolavo i capelli) e poi mentre infilavo il cappotto, raccomandavo a mio marito di raccogliere il bucato alla fine del ciclo di lavaggio, e di appenderlo subito fuori.
L'appendimento (si può dire così?) del bucato, è un rituale che io seguo con scrupolo, preceduto da una pulitura delle corde con spugna umida. Se la roba è ben appesa, metà della stiratura è già fatta!
Una volta, diciassettenne, ho fatto il tragico errore di andare a raccogliere il bucato già truccata, e con un rossetto rosso lacca..... un colpo di vento mi ha buttato il lenzuolo sulla faccia, e l'ho sporcato di rossetto! Mai più, mai più...
Insomma io ci tengo a veder fatti con cura questi piccoli lavoretti, e più volte ho detto a mio marito come va appesa la roba. Per non parlare di altre istruzioni domestiche. La frase con cui precedo queste lezioncine, è: "... se io mi ammalassi...." Bene, finora non è mai accaduto che lui dovesse fare qualcosa al posto mio: per la prima volta ieri gli ho chiesto di raccogliere e appendere il bucato.
Ora, Giorgio non è affatto stupido, sa fare tante cose difficili e non solo di tipo intellettuale (parla due lingue, legge un libro di mille pagine in una settimana, riesce a vedere tre o quattro aspetti di un fatto di cui io ne vedo solo uno...) ma anche di tipo pratico: guida macchine grosse che io non mi sentirei di portare, fa pesca subaquea, va in palestra, fa vela. Per cui non è un impedito.
Bene, al ritorno dalla mia cena, già scendendo dal taxi ho visto subito che il bucato era appeso alla cazzo di cane! precipitandomi poco dopo sul terrazzino, ho appurato che le mollette erano puntate in modo da lasciare tracce vistose sui capi al momento dell'asciugatura. Non lungo le cuciture o i bordi, ma nel bel mezzo. Ho dovuto staccarle tutte e riappuntarle!!!
Pare una banalità, ma mi ha invaso una fredda rabbia. Mi sono chiesta se lui l'ha fatto per "vendicarsi", visto che avevano invitato solo me senza estendere l'invito a lui, ma è una cosa troppo meschina. Ho tenuto la lingua a posto e non ho detto una parola: non recriminazioni, non accuse. Zitta.
Ma mi domando com'è possibile che a un uomo nel fiore dell'età, colto, dinamico, preciso, non si possa chiedere un piccolo aiuto domestico altrimenti c'è il rischio - anzi no, la certezza - che combini guai?
Cmq sono lieta del mio autocontrollo: l'ondata di rabbia che ho provato, non è stata così travolgente da farmi scordare che in fondo sono piccole cose....
Però mi chiedo: simili pasticci, atti a scoraggiare le mogli dal chiedere aiuto ai mariti, sono compiuti consapevolmente oppure sono frutto della loro ancestrale riluttanza ad uscire dal loro ruolo???
Questo post è per la mia Spippola, Ilaria alias Blimba alias Fresa 85:
Allora, se vuoi andare in Croazia ti dò tutte le informazioni possibili!!!
Prima però devo sapere se vuoi andare su un'isola oppure sulla terraferma.
Comincio con il proporti due località: se vuoi andare a vedere isole, vai a Lussinpiccolo:
è sull'isola in basso, dove sta scritto Losinj.

Da Lussinpiccolo, potete prendere ogni mattina una barca per fare una gita di otto o nove ore circa nei vari isolotti dell'arcipelago sottostante.
Il paese di Lussinpiccolo è in realtà il più grande dell'isola, è bello, fornito di tutto, e anche restando sulla terraferma si possono fare un sacco di belle gite e trovare bellissimi posti dove andare al mare: se deciderai per questo posto, ti daro' maggiori info.
Per raggiungere l'isola, ci si deve servire di un traghetto che trasporta macchine, e che attraversa il canale in una ventina di minuti.
Altra isola dove c'è un paesetto stupendo, e dove non occorre salire su un ferry boat, è fuori da questa piantina, essendo un po' piu' a nord dell'isola di Cres (quella sopra Lussino) ed è l'isola di Krk:
ci si arriva dalla terraferma (quella che si vede, è l'Istria e parte della Croazia territoriale) attraverso un grandissimo ponte. Si scende tutta l'isola, cosa per cui occorre circa un'ora e mezza di macchina; e si va all'ultimo paesetto, Baska, di cui un anno fa in aprile avevo postato alcune immagini. Io adoro Baska, ne vado pazza, e se opterai per quest'isola te ne parlerò di piu'. Il vantaggio rispetto a Lussino, è che è più vicina all'Italia e non si deve fare la coda per il ferry (anche se a volte il ponte è tanto affollato, che il passaggio è lento).
Infine: se volete una destinazione più a sud, vi consiglierei un posto assolutamente eccellente, prima di Sebenico: un paesino che si chiama VODICE, più a buon prezzo rispetto ad altre località, e dal quale partono due stupende escursioni: una crocierina per le Isole Incoronate, e una crocierina per il fiordo alle spalle di Sebenico, fino a certe famose cascate del fiume Krka.
Nella cartina, vedi le località: Sibenik e Krka, proprio nel mezzo. Se state abbastanza giorni, potete facilmente trasferirvi poi a Spalato, località al margine inferiore destro di questa mappa, col nome Split.
Spalato è la seconda città della Croazia, è molto interessante, ha stupendi dintorni e il famoso Palazzo di Diocleziano.

Strada facendo, all'andata o al ritorno, potreste fare una deviazione da Segna (Sinj) per visitare (con un pernottamento, però, altrimenti non ci si riesce) il meraviglioso parco naturale dei Laghi di Plitvice:
che si trovano al punto di congiunzione delle due strade rosse. Come vedi, non è tanto lontano dalla costa che dovreste percorrere, anche se ci vuole diciamo un'ora e mezzo almeno, dato che bisogna anche salire in cima a un altipiano.
Se avete solo una settimana, vi consiglio Lussino oppure Krk; se avete almeno dieci giorni, come minimo, vi consiglio Vodice con la visita alle Incoronate e alle cascate del Krka e la visita dei Laghi di Plitvice.
Fammi sapere! ecco qualche veduta dei Laghi, che sono sedici e collegati da cascate:



Ieri sull'autobus ho sentito una cosa carina che mi ha fatto sorridere!
Il cellulare di una donna si è messo a squillare.
Come tante persone, questa tipa aveva inserito una suoneria particolare, anzi molto personalizzata!
Il cellulare si è messo a cantare, in dialetto triestino:
"Sono il tuo telefoninoooo!!! T'è arrivato un messagginoooo!" 
ahahahah che cazzata, oltretutto la voce sembrava quella della stessa donna!
Io mi vergognerei, però devo dire che lei ha avuto un successo... ha fatto ridacchiare tutto l'autobus!
dopo aver pubblicato il post, m'è venuta voglia di mostrarvi com'è il mio cellulare, regalatomi due anni fa: era uscito poco tempo prima, suscitando commenti violentissimi nelle persone che lo "recensivano" nel sito della Bang & Olufsen: in maggioranza lo trovavano orrendo, a me invece è subito piaciuto moltissimo anche se è privo di tante funzioni.
Voi che ne dite?


Il nuovo film "Juno" si annuncia come un lavoro molto interessante e spiritoso.
Ho visto il treiler: la ragazza è carinissima, un bel visino, simpatica, e la storia pare molto attuale: dicono che soprattutto in un Paese come l'Inghilterra, il problema delle adolescenti-madri è qualcosa di molto pesante.
Ma non occorre essere adolescenti per fare cazzate: la scempiaggine alligna anche tra gente che adolescente non lo è più.
Scempiaggine + irresponsabilità + leggerezza = un mucchio di guai, e pazienza se fossero solo per sè stessi, ma guai che ricadono anche sui figli, come in "Juno".
Domenica, prima che mi addormentassi sentendo i miei ospiti parlare di politica, ho fatto in tempo a sentir raccontare una storia quanto mai sconcertante che parla di un bambino dato in adozione, come in questo nuovo film.
Dunque: mio marito e i suoi amici si sono messi a discutere di un loro ex collega, che proviene da un paesino a casa del diavolo, incassato tra le Alpi Giulie nell'angolo più remoto della Regione. Venuto nella Capitale regionale - la grande città tentacolare di Trieste - per fare l'Università, ha trovato poi lavoro nella stessa Società per cui lavora mio marito.
Quando è arrivato sulla trentina, si è licenziato e si è messo in proprio. Ha avviato un'azienda, con i ben noti problemi e l'impegno economico necessario, e ha messo su casa caricandosi di debiti per entrambe le faccende. Per cui, i suoi guadagni venivano decurtati dai ratei mensili sia per i mobili, sia per il mutuo della casa, sia per la sua attività lavorativa.
Contemporaneamente, si è innamorato di una slava (tipo una bulgara o moldava) e si sono messi a vivere assieme; lei non aveva nemmeno un lavoro ufficiale. A un certo punto, si sono mollati e la donna se n'è andata via.
Un anno dopo, recentemente, lo ha chiamato chiedendogli un appuntamento e raccontandogli una storia quanto mai sconcertante.... premettendo che questa tipa non è certo un'adolescente sprovveduta come la Juno del film, nondimeno gli ha rivelato che dopo averlo lasciato si è accorta di essere rimasta incinta. Invece di ricontattarlo subito, o di fare un aborto, ha pensato bene di portare a termine la gravidanza e di partorire, lasciando il figlio in Ospedale e firmando perchè fosse dato in adozione.
E fin qua, la cosa potrebbe anche andare. Però questa "strana" tipa, dopo un paio di mesi è stata presa dal rimorso e ha cominciato ad arrovellarsi. Lei non poteva tenere il bambino, avendo una situazione lavorativa incerta e nessuna famiglia alle spalle che l'aiutasse; per cui, ha cercato il padre del bambino e gli ha raccontato tutto.
Questo povero disgraziato ha perso la testa: era orripilato all'idea che suo figlio fosse finito in mano di estranei o magari, peggio ancora, in un orfanotrofio. Io al posto suo avrei prima di tutto voluto accertare se il bambino fosse davvero mio! Cmq, non si sa se ha chiesto e ottenuto un'analisi del DNA, ma si sa soltanto che era convinto della sua paternità, ed è andato da un avvocato per farsi aiutare.
Però il bambino era stato subito consegnato a una famiglia che attendeva da tempo di avere un figlio adottivo, e il Tribunale dei Minori prima di toglierlo a questa famiglia (la racconto come l'ho sentita, anche se ci saranno delle discrepanze perchè non so bene le procedure in questi casi!) ha voluto sapere che cosa poteva offrire lui al figlio.
E qui la faccenda si è inceppata: lui, come tutti quelli che lavorano in proprio, sta fuori di casa ben più di otto ore al giorno. Non solo, ma con quello che guadagna e con i debiti che ha per la casa e l'ufficio, non gli resta abbastanza denaro da pagare un posto in qualche Nido. Non risultando "povero", non ha alcun diritto a un prezzo bassissimo . Oltretutto, quando i Nidi chiudono, non ha nessuno (essendo la madre lontana) che gli vada a prendere il bimbo e lo tenga fino a sera quando lui torna a casa: e non ce la fa a pagare una babysitter.
Oltretutto, per coronare la situazione, la vecchia madre pensionata nel suo villaggetto in Carnia, si è detta assolutamente indisponibile ad allevare il nipotino: dovrebbe tenerlo lei in pianta stabile, ventiquattro ore su ventiquattro, dato che il figlio vive lontano e non potrebbe venire almeno a prenderlo per la notte. E chi può rimproverare questa signora? una ultrasessantenne, pensionata, non può fare la vita che fanno le giovani madri (vero, Quasimamma?) e che pesa perfino a loro. Penso che tutto l'amore del mondo non basti per superare il problema delle notti in bianco, del periodo della dentizione, e degli esantemi infantili ecc. ecc.: ci vuole forza fisica, energia, e una vecchia può badare a un bimbo nei week end, magari, ma non tout court.
Insomma: questo giovane non aveva una situazione personale tale, da convincere il Tribunale dei Minori a levare il figlio alla famiglia adottiva per ridarlo a lui.
E ha dovuto lasciarlo perdere.
Pare che ora sia depresso, gravato oltretutto dalle spese che ha avuto anche per pagarsi l'avvocato.... mah, è davvero una cosa bruttissima, questo bimbo ha un genitore che lo vorrebbe però non è organizzato per poterlo tenere! E non ha diritto agli aiuti che hanno le persone veramente povere, perchè è proprietario di una casa e titolare di una ditta......paradossalmente, sulla carta sembra "agiato" ma in realtà è più povero di chi prende mille euro al mese e vive in una casa popolare!
Ma a monte di tutto, quello che ha provocato tutto questo guaio è la scempiaggine della donna: pur essendo vicina ala trentina, non si è dimostrata più intelligente della piccola Juno.... se una non va più d'accordo con il convivente, stesse almeno ben attenta a non restare incinta! e se proprio ci resta, contatti subito l'ex moroso e vedano di fare pace per amore di questo bambino, se interessa a tutti e due... oppure, almeno, l'avesse contattato prima del parto per vedere se era disposto a prenderlo lui, subito, riconoscendolo con il suo nome, senza dover andare da un avvocato a spendere altre migliaia di euro e a perdere mesi di tempo al Tribunale dei Minori prima di sentirsi dire un bel "no".
Lo so, è facile giudicare dall'esterno, chissà cosa aveva in mente questa donna, chissà quanto poco conosceva sè stessa, una dovrebbe sentire visceralmente se può fare una cattiva azione o no... e se decide di farla, deve vedersela lei con il rimorso, e gestirselo da sola, senza devastare la vita a un altro (l'ex convivente) che si trova a dover subìre le conseguenze delle azioni di lei.
Brutta storia.... c'è solo da sperare che questo bambino sia felice con due persone che lo desideravano da anni, che hanno un nido sicuro da offrirgli e per i quali sarà certamente un bene prezioso e non un impiccio come lo era per la madre vera.
La sera della Festa delle Donne siamo uscite solo in sei, io, Angela, Michela Rossa, sua sorella venuta da Venezia, Marina la Quarantenne che ne Dimostra Venticinque, e una sua amica venticinquenne reale nonchè compagna di palestra. Abbiamo passato una serata molto carina ma normale: cinema dalle otto alle dieci, cena dalle dieci a mezzanotte, discoteca fino alle due.
L'unico errore è stato di andare a vedere il film IL FALSARIO, un film ambientato in un campo di concentramento nazista. Come abbiamo potuto essere così CRETINE? l'alternativa era "Grande, grosso e Verdone", ed era stato scartato quasi all'unanimità.
Degli altri film, quasi tutti li avevamo visti e tra quelli usciti il venerdì sera non c'era quello dove recita la mia amica di Roma. Per cui, tutti a vedere IL FALSARIO, dato che è il primo film austriaco a vincere un premio importante (credo l'Orso di Berlino).
Io non so come abbiamo potuto essere così STUPIDE. Siamo uscite dal film veramente abbattute, rattristate, scosse nel profondo anche se la storia finisce "bene."
Ma soprattutto in me, questo film ha sollevato molti interrogativi e molti ricordi di altri film di ambientazione nazista, tipo lo splendido "Amen" di quel talentuosissimo Mathieu Kassovitz, tanto bravo regista quanto bravo attore (e bel ragazzo) nonchè domande che mi sono posta sul fatto di falsificare il denaro sia pure per uso personale e come seconda scelta per un artista fallito, e su film che trattavano l'argomento, come Black Rain dove un ageminatore di spade riesce a fare una matrice perfetta per falsificare dollari.
Cmq la storia è vera, è interessantissima, alla fine però sono rimasta insoddisfatta perchè l'ebreo russo Sally (Salomon) quando la guerra è appena finita e i tedeschi hanno abbandonato i prigionieri nei campi di concentramento, fuggendo tutti, nel loro campo ritorna l'ufficiale che ne era il capo, per riprendersi del denaro falso da portare con sè nella fuga all'estero: e Sally lo aggredisce con un taglierino da incisore, e riesce a strappargli la pistola. A quel punto, era un imperativo categorico che l'ebreo uccidesse il tedesco, per tutto quello che aveva fatto soffrire a lui e agli altri compagni: e che lo uccidesse con il taglierino da incisore, non con la pistola..... gesto simbolico.
Ma l'ebreo è stato bloccato dalla pietà, del tutto fuori luogo in quel momento, e ha lasciato andare il tedesco. Assurdo, inaccettabile..... chi vedrà il film non potrà non darmi ragione. Oltretutto l'ufficiale tedesco se ne fuggiva in Argentina con la moglie e i figli, grazie ai passaporti falsi creati dall'ebreo. E in Argentina, come si sa, i nazisti fuggiti hanno ricreato associazioni perniciose e occulte che Simon Wiesenthal ha continuato a seguire e a denunciare in tutto il corso della sua vita.
Ricordo quel film su Primo Levi, LA TREGUA, dove Stefano Dionisi era un ebreo veneziano, che aveva visto sterminata tutta la sua famiglia di novanta persone, compresa la moglie diciottenne. Eppure, finita la guerra, davanti ad alcuni prigionieri tedeschi intenti ai lavori forzati, che piangevano e chiedevano cibo, l'ebreo veneziano diede loro il suo unico pezzo di pane. Questo era leggermente più plausibile, perchè ormai l'ebreo era libero e sulla strada del ritorno, mentre i tedeschi stavano (in parte) pagando per quello che avevano fatto. Ma nel film odierno, l'ebreo era ancora prigioniero perchè non sapeva neanche se la guerra era finita o no, e il tedesco si apprestava a fuggire lontano godendosi i soldi stampati dai prigionieri ebrei: quindi andava fermato per sempre!
Sono cattiva eh..... ma nella mia mente semplice e primitiva, i cattivi la devono pagare presto e totalmente. E quelli che subiscono gravi soprusi, devono poter vedere che giustizia è fatta. E se nessuno si cura di render loro giustizia, è logico che approfittino delle occasioni servite dal destino.
Ecco, il finale buonista e pietista mi ha lasciata molto dubbiosa!
La domenica poi avevamo gente a casa, e mi sono letteralmente addormentata con la testa sulle ginocchia di mio marito, mentre dopo il pranzo seduti sui divani farneticavano di politica!