Il bubbone è scoppiato!
In questi giorni sia i miei suoceri che Angela hanno preso conoscenza dell'accaduto. Sarò breve: è andata così.
Nel fine settimana c'è stata la grande Regata d'Autunno; mio marito mi ha mandato un "invito" via SMS (!) per partecipare alla cena di domenica sera, post regata.
Ma io, con Giulio -uno dei nostri amici preferiti che non va a vela- già il giorno prima ho fatto una lunga camminata sulle Rive del mare, lui per ammirare le barche e le belle ragazze che ballavano sulla tolda di alcune -è gay ma gli piacciono le ragazze carine, per puro godimento estetico dice lui - io per cercare con gli occhi mio marito.....che non ho visto.
La mattina prestissimo mi sono anzata e sono andata, da sola, a guardare le barche che si apprestavano a partire e caricavano gli equipaggi con borsoni e vagonate di cibarie e bevande. Allora finalmente l'ho visto: molto gentile davanti agli altri, molto civile e disinvolto. Essere trattata ufficialmente come se niente fosse, mi ha indispettito e messo a disagio.
La sera, mi sono tirata a lucido e sono andata a cena con lui e con tutti gli altri; è stata una serata strana, considerato quello che è successo, ma l'idea che lui non volesse ammetterlo davanti agli amici mi ha un pò rincuorato. Quando mi ha accompagnato a prendere un taxi, mi ha domandato come me la cavo, se ho bisogno di soldi, e se sono soddisfatta della mia sistemazione: come fossi una semplice amica che si è separata di fatto...
Questo comportamento mi ha inibito, e non sono riuscita a fare il discorso che avrei voluto: eppure bisogna che affrontiamo l'argomento, perchè questa pausa di separazione abbia un senso e perchè si cominci a intravvedere quale soluzione arriverà.
Un risvolto c'è stato martedì, ieri, quando mi è arrivata in negozio Angela: fuori di sè, scarmigliata, isterica e col pancione minacciosamente ondeggiante (partorirà ai primi di novembre).
Mi ha detto, anzi ha strillato, che per prima cosa lei non c'entra, che non è stata lei a spingere Giorgio a fare tutti quei progetti che ha fatto per la sua campagna e quelle dei vicini (costituire una specie di azienda agricola), che lei non ha niente a che vedere con la nostra separazione e che fino a due ore prima non ne sapeva assolutamente nulla....
Ha gridato che lei vuole bene a tutti e due, e non vuole essere l'occasione di un problema tra noi! e alla fine del mese compie gli anni, vuole fare una festa perchè probabilmente sarà l'ultima per un anno almeno, visto l'arrivo del bambino, e vuole vederci tutti e due, possibilmente riappacificati!
Insomma ha fatto una scena così spontanea che mi ha convinta. E' stata la prima amica che ho trovato in questa città, e il pensiero che mi abbia pugnalato alle spalle per qualche settimana mi ha effettivamente tormentato: per cui sono ben lieta di allontanarlo! Ho deciso di crederle!
Ieri sera poi c'è stata un'altra scena, più grandiosa, con i miei suoceri. Mi hanno telefonato perchè andassi a cena a casa loro. Qui, pensavo di trovare mio marito ma non c'era. Solo noi tre.
Mia suocera si è messa subito a gridare, rossa in volto, che suo figlio è diventato pazzo e che io devo "difenderlo da sè stesso e dalla sua pazzìa". Il suocero, invece, livido, ha gridato che la casa non si vende, che è un loro regalo per la vita, che hanno risparmiato per comprargliela dal giorno in cui è nato.
E tutti e due, in coro, hanno detto: se la trova troppo grande e troppo costosa da gestire in questa fase della sua vita, la dia in affitto e si paghi un appartamentino più piccolo! Ecco, questa era una cosa a cui non avevo affatto pensato.
Cmq hanno entrambi dato ragione a me, che non voglio accettare la piega che sta prendendo la vita di Giorgio. Anche loro giudicano sconvolgente il fatto che abbia abbandonato il lavoro, e che si sia fatto prendere da un'attività così diversa e mai frequentata prima.
Come me, avrebbero capito che si fosse blandamente dedicato a dare una mano all'amica in difficoltà per non farle perdere il raccolto della campagna nel periodo estivo che è cruciale, nell'attesa di qualche altra occasione di lavoro più o meno simile a quella che faceva prima. Ma nessuno di noi tre era pronto a immaginare fino a che punto fosse radicale il cambiamento di vita che ha in mente Giorgio.
Quanto alla casa, mi hanno entrambi rimproverato perchè ne sono uscita subito: "non dovevi mollare l'osso", ha detto lei; "dovevi tenere la posizione", ha detto lui, praticamente dato che la vendita è soltanto un'intenzione (e non avverrà nè oggi nè domani nè dopodomani ma forse nel corso del prossimo anno) io dovevo restare lì a "difendere quello che è anche tuo", secondo i suoceri.
Io invece me ne sono uscita subito perchè volevo evitare liti e discussioni inutili, soprattutto perchè so benissimo che -a prescindere dalle ragioni affettive che mi fanno sentire mia quella casa - il solo e unico proprietario è lui, e può farne quel che vuole, come non si è peritato di dirmi chiaro e tondo.
E allora, meglio evitare discussioni inutili, rinfacciamenti tipo "ho voluto la casa spaziosa per creare una famiglia, cosa che tu Michela non hai alcuna intenzione di fare", e da lì passare al discorso negozio, "hai anteposto alla creazione di una famiglia, la creazione di un'azienda che nemmeno sta dando i frutti che speravamo", come se oltretutto la colpa della crisi fosse mia.
Insomma: io credo che lo stare gomito a gomito ci avvilirebbe entrambi, ci offrirebbe spunti sempre più frequenti per litigare, e litigare con una persona fondamentalmente amabile e tranquilla come mio marito mi deprimerebbe moltissimo.
La mia speranza è che, essendo uscita io di casa, lui possa sentire la mia mancanza e rendersi conto che si può essere una coppia anche se non si hanno figli, anche se il lavoro dell'una non è capito dall'altro, anche se il lavoro dell'altro non è apprezzato dall'una.
La mia speranza, inoltre, è che passato l'entusiasmo del neofita, l'idea dell'azienda agricola cominci a sembrargli peregrina e rischiosa come in effetti è, e che capisca l'opportunità di tornare a fare quello che sa fare meglio, sia pure in qualche altro ambito lavorativo.
Io ho orrore dei litigi, delle recriminazioni, del buttarsi in faccia le cose date e fatte, mi indigna dover lottare per certi miei diritti che dovrebbero essere riconosciuti automaticamente, e preferisco sfuggire a questo tipo di situazioni con una "ritirata strategica", pregando il Cielo che le cose si accomodino in qualche maniera.
Lo so che molti potrebbero pensare che è un atteggiamento da pusillanime e da persona passiva: ma io credo molto alla volontà individuale, che non deve essere coartata nè con ricatti nè con pressioni. Per cui non avrebbe nessun valore, per me, che mio marito venga a Canossa perchè assillato dai suoi genitori, nè torni sulla decisione di vendere la casa perchè impietosito dalle mie suppliche.
Se davvero le scelte di vita mia e sua sono inconciliabili, è meglio che ognuno vada per la sua strada senza sfibrarci in discussioni più o meno fasulle e assolutamente inutili.
Staremo a vedere. Intanto, la notizia è arrivata ad Angela e ai suoceri, e non dubito che entro il prossimo week end raggiungerà qualche dozzina di altre persone..... cellulari roventi, eh!