Ho letto un piccolo e bel libro dal titolo:
LA CENA DELLE MERAVIGLIE.

Sostanzialmente, è il racconto di una mega cena da dodici portate, creata da quattro persone più alcuni aiutanti, per una tavola di epicurei che avrebbero gradito, apprezzato, commentato e valutato tutto dalla A alla Z: dalla musica ambient ai tovagliati agli ornamenti floreali alle stoviglie e naturalmente fino al cibo.
La scrittrice ne avrebbe narrato la creazione, dal concepimento dell'idea in poi (durante un cocktail a Milano) e il gastronomo che ha guidato l'operazione, ha scritto una parte del libro per spiegare le ricette.
I cibi erano quanto mai complicati: si voleva fare una cena di stampo rinascimentale e tutta italiana.
Leggendo questo libro, più volte mi sono ritrovata a bocca aperta e ho imparato parecchie cose che non sapevo.... per esempio, non mi ero mai chiesta perchè si posano le ostriche in un vassoio dal fondo coperto di ghiaccio tritato con un po' di sale: pensavo per tenerle belle fresche, invece no: è perchè non possano oscillare mentre si portano in tavola, perdendo parte del sughetto! in realtà la spiegazione è logica ma non ci avevo mai pensato.
Il fatto di inserire delle ostriche in un menù che si voleva tutto italiano, era stato dibattuto a lungo ma poi lo staff di cucina aveva deliberato che avrebbero comprato ostriche di un allevamento italiano (dove non fossero allevate più di venti per metro quadrato....) e le avrebbero spruzzate non con del banale limone, ma con un aceto italiano in cui sarebbe stato macerato dello scalogno (che si sposa tradizionalmente con le ostriche) e poi questo aceto sarebbe stato servito in uno SPRUZZINO per essere spruzzato sopra le ostriche.....che sciccheria!!!! ho partecipato a tante belle cene ma non ho mai visto una cosa così!
praticamente, appena una nebulizzazione di un liquido acido per correggere il gusto dell'ostrica cruda...

Poi, altra cosa interessante fra le tante, ho letto che i polli venduti come polli da cortile, sono stati esaminati da chi li disossava: hanno spinto la meticolosità fino a controllare cosa avevano nelle viscere, cioè erba, lombrichi, qualche sassolino (dico un po' a casaccio) ma effettivamente non era il pastone che viene servito ai polli d'allevamento!
Hanno fatto, poi, lo stoccafisso mantecato: è un lavoro LUNGHISSIMO, io conosco alcune persone che lo fanno ma con il baccalà e non con lo stoccafisso: non mi metterei mai a farlo, è tanto semplice comprarlo già fatto ed è sempre squisito!!! Invece, questi gastronomi hanno preparato loro lo stoccafisso mantecato con un lavoro assurdo, e si sono fatti prestare una zangola (lo strumento per fare il burro) che hanno lavato e rilavato rigorosamente senza detersivo, per poi girare a mano lo stoccafisso fino a farlo diventare crema...............
(baccalà mantecato su crostini di polenta fritta)
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MODELLI DI ZANGOLE !
Hanno spinto la raffinatezza fino a farsi da sè il vermouth per l'aperitivo! vino eccellente, miele super squisito, spezie varie...
per farcire un timballo, volevano usare il carciofo ma questo ha scatenato le ire dell'addetto a scegliere i vini (dodici, uno per ogni piatto) perchè - e lo apprendevo per la prima volta - il carciofo non si sposa con nessun vino!!! ha qualcosa dentro, che maldispone le papille gustative al sentire il vino!!! e pensare che io ho sempre allegramente mangiato pasticcio di carciofi o pastasciutta con panna e cuori di carciofo, bevendoci sopra quel che c'era a portata di mano....
Poi, ho scoperto che tra i "piatti di raccordo" -ovvero quelli che servono per far passare non troppo bruscamente da un piatto importante all'altro, tipo il sorbetto da servire tra due piatti saporiti per ripulire le papille e riassestare il gusto - esiste anche il "pre-dolce": ovverosia, prima di mangiare il dessert, si può mangiare un dolce ma non troppo, leggero e al cucchiaio, in questo caso si sono fatti una crema a base di agrumi.
(GELATINA DI AGRUMI)
Tutto il libro era disseminato di informazioni interessantissime, ma una cosa mi ha incuriosito in modo particolare perchè non ci ho mai pensato: una ORDINATRICE DI CUCINA, figura professionale quanto mai indispensabile che mi piacerebbe avere anche a casa mia: una signora velocissima nel riordinare, lavare, sciacquare e rimettere a posto tutto quello che gli altri toccano, i coltelli usati, gli strofinacci, gli scarti di cucina da buttare nel bottino, le macchie per terra appena vengono fatte, eccetera. UNA FAVOLA...
In questo modo, uno staff di quattro - cinque persone che cucinano contemporaneamente, intente ognuna a fare una cosa diversa, non si trova circondato da decine di pentole e posate sporche!
E pensare che l'altra sera siamo andati a mangiare in un posto pomposo, dove ogni piatto era annunciato con un fiume di parole, tipo: "carpaccio di bisonte della Slavonia nutrito di campanule e nappato con salsa al miele del versante svizzero delle Alpi Lepontine..:" e chi cazzo sa dove cazzo sono le Alpi Lepontine?! muahahahahaha!
Questa sera, poichè sono sola, mi divertirò di più a mangiare pane e salame sul tavolo di cucina a casa mia, col giornale appoggiato alla bottiglia di Cocacola, rigorosamente senza caffeina sennò non dormo...








