Ieri era una giornata grigia e triste come in novembre.
Voglia di uscire, zero.
Al mattino presto mio marito è andato a zappare in campagna, poi è tornato all'ora di pranzo affamato come un lupo, e alla fine ci siamo stravaccati sui divani per bere il caffè.
Abbiamo due divani gemelli perpendicolari alla televisione: ci allunghiamo su entrambi come fossimo a letto, con i cuscini accumulati sotto la testa e io con un plaid sulle gambe; in mezzo, il tavolino basso sempre con qualche vassoio di cose da piluccare.
Dunque, caffè e cioccolatini in mezzo a noi, e di fronte Mamma Tivù. Cosa ci avrebbe propinato?
Nientepopodimeno che LAWRENCE D'ARABIA, di David Lean!
Io, poco tempo fa, ho visto "Il dottor Zivago" dello stesso regista e con lo stesso attore (Omar Sharif, bellissimo) e perciò ho voluto vedere "Lawrence", di cui conoscevo già la storia nelle grandi linee.
E' stata una visione MERAVIGLIOSA! Non ho parole per raccontare quest'esperienza. Unico rimpianto: non aver visto il film sul grande schermo.
Ma forse ci avrebbe annientati! già così, eravamo entrambi annichiliti davanti alla bellezza dei paesaggi, delle scene di battaglia, il tutto fatto senza trucchi al computer! il film è vecchio di quarantacinque anni, santo cielo, ma è tutt'altro che datato per chi lo vede la prima volta.
C'è dentro di tutto: amicizia virile, lotta per la libertà, ideali, la forza della volontà contro il fatalismo, la sfida alla Natura.... manca solo una storia d'amore, ma pare che Lawrence non vi fosse minimamente portato.
Ecco: se ci fosse stato un bel personaggio femminile (non dico come Lara nel "Dottor Zivago", ma almeno una ragazza in cui potermi identificare....) sarebbe stato veramente un film di sentimenti universali. Già così, comunque, la sua grandiosità ci ha impietrito.
Nei paesaggi, nelle formazioni rocciose di origine vulcanica, ho rivisto esattamente certi roccioni di Santorini in Grecia dove sono stata due volte. Il contrasto tra l'immensa natura deserta, e i raffinati palazzi arabi (identici a quelli che ho visto nell'Alhambra di Granada!) e gli eleganti uffici coloniali degli Inglesi, era quanto mai scioccante.
E Peter O'Toole, dagli occhi così intensi da sembrare bistrati, era uno splendido Thomas Lawrence, El Orens come lo chiamavano gli Arabi. A suo agio nella djellaba, con il velo in testa fermato da rotoli dorati come i principi, con il pugnale jemenita avuto durante il suo pellegrinaggio alla Mecca (impresa mai compiuta da uomo bianco) era una vera leggenda vivente.
Con Omar Sharif, faceva un'accoppiata vincente come Thelma e Louise, un grande rapporto di amicizia vissuta all'interno di una spericolata avventura.
Il film, in versione integrale, con molte parti non doppiate in italiano ma recitate in inglese coi sottotitoli, è andato avanti DALLE DUE E QUARANTA FINO ALLE SETTE DI SERA!
Pur sottraendo il tempo degli intermezzi pubblicitari, erano sempre quattro ore circa....oggi, chi oserebbe produrre un film così lungo?
Eppure, la vicenda ci ha inchiodati davanti allo schermo e le ore sono volate via. Poi, alla fine, mi sono precipitata in Internet per saperne di più e per vedere immagini del deserto del Nafud in Arabia Saudita con Google Maps.
Lo hanno attraversato a dorso di cammello, per arrivare ad Aqaba alle spalle (in fondo al braccio di mare ad est della Penisola del Sinai, si vede benissimo nell'immagine) perchè è il porto della Giordania, ed era una posizione strategica importantissima.
Il deserto fa paura già dall'immagine satellitare: io penso che non avrei voglia di attraversarlo nemmeno in suv! figuriamoci negli anni Venti, si e no.... e a dorso di cammello.
Ma è meraviglioso sognare sul divano di casa!





