Sono tornata dalla Sardegna.
E’ una vacanza che non mi stufa mai.
Oh, non è la perfezione, non tutto è andato divinamente e non tutto è perfetto; però, se c’è da fare il pollice verso per alcune cose, ve ne sono altre bellissime che le controbilanciano!
Vediamo un po’:
Pollice verso per:
disorganizzazione, insufficienze e confusione generalizzata in ogni tipo di servizio pubblico; per esempio, non c’è un francobollo in tutta Portorotondo malgrado le dozzine di esercizi che vendono cartoline: se si vuole un francobollo, bisogna trottare all’ufficio postale ai margini del paese! e io, che ho mandato una cartolina all’amica Spippoli di Genova (la sola di cui ho l’indirizzo) l’ho scoperto a mie spese.
Dicono che la Posta non abbia personale da mandare in giro per il paese a distribuire francobolli nei tabacchini e nei negozi dove si vendono cartoline!!!!
Pollice verso per:
i bambini onnipresenti, urlanti, sguaiati, capricciosi, e per le loro madri e babysitter totalmente passive. Essi hanno funestato la maggior parte delle soste al bar, in spiaggia, al ristorante, in aereoporto, soltanto in motoscafo ce li levavamo dalle palle!
Pollice verso per:
i trasporti pubblici, nel caos pure essi, senza orari estivi che sostituissero alle fermate gli orari ancora invernali, senza nessuna attendibilità nelle informazioni che ci davano nelle rivendite di biglietti, quasi tutti senza obliteratrice funzionante (e allora, tutti in coda davanti all’autista che li doveva vidimare, mentre decine di neri alle nostre spalle sciamavano a prendere posto: che avessero TUTTI l’abbonamento? mi è rimasto il dubbio.
Pollice verso per gli abusi non solo in terra ma anche in mare, quando sei con lo Zodiac in panciolle sotto il tendalino e ti arriva una barca priva di contrassegni, con a bordo gente senza alcuna divisa, e ti dice che è proibito rimanere là, a meno che tu non acconsenta ad ormeggiarti a una boa che essi prontamente vogliono ancorare per te, dietro pagamento di un consistente compenso non fatturato!
Pollice verso per le donne che girano con borse costose ma disgustosamente invernali: e ne ho viste tante, tantissime. Ora è sdoganata l’idea che non esista stagione per una borsa elegante: anche sulle pagine patinate delle riviste, consigliano addirittura il pitone per l’estate (inaccettabile secondo me!) ma quello che non tollero di vedere, è le Vuitton monogram e damier portate in giro da donne vestite di garza trasparente con il tanga sotto!!! lasciatele per il tailleur invernale, suvvia!
Cinque cose urtanti, quindi, controbilanciate però da altre cose bellissime:
i fiori, fiori dappertutto, una profusione di fiori al colmo della fioritura, soprattutto gli oleandri sia alberi che cespugli, appesantiti da un milione di corollle;
le allegre cene al ristorantino della Casbah, tavoli rustici bianchi e azzurri in un cortile dalle candide mura festonate di fiori, identico a un patio andaluso;
la bellezza sublime del golfo di Olbia, che vista dal Golfo Aranci ricorda i paesaggi leonardeschi sugli sfondi dei suoi più famosi ritratti: a patto che si riesca a non guardare le costruzioni industriali e le orrende navi della Sardinia Ferries, bruttate da pupazzi dei cartoons dipinti sulle fiancate;
la chiesetta di Porto Cervo, nella quale finalmente per la prima volta sono entrata, e che porta il nome di una delle litanie della Madonna: Stella Maris, benché sul portone abbia scolpito il mio Arcangelo, Michele, con la spada e la bilancia. Una vera chiesetta marina, con la cupola a scaglie verdemare, le acquasantiere fatte di grosse conchiglie e un masso di granito a sostenere l’altare, per non dire dei tafoni esterni che sostengono il pronao;
i boschi di quercia a perdita d’occhio verso Tempio Pausania, in una terra semideserta, con la corteccia da sughero già staccata a molti alberi, e un paesaggio alieno, totalmente diverso da quello della mia regione.
Come si vede, non mi disturbo nemmeno di lodare il mare e la sua bellezza infinita, ma solo le piccole cose che mi hanno sorpreso e incantato in questa settimana di quasi totale relax, interrotta da alcune gite nell’entroterra e da alcune scorribande in gommone.
Una sola volta sono stata invitata su un Bertram (amici di mia zia che mi ospitava) e ho provato il godimento di uscire tra le due colonne romane che segnano l’uscita dal porto, accovacciata come una giaguara sulla poppa di uno yacht.

La gente che c’era a casa di mia zia era del tutto trascurabile; per la prima volta non ha preso un appartamento nel solito residence, ma ne ha scelto un altro più centrale, con una bellissima piscina verde giada. Peccato che durante la notte era chiusa! ricordo un albergo, a Siviglia, dove permettevano di nuotare a piacimento anche la notte, esperienza inalienabile per un vacanziero!
Io ho cominciato ad andare in Sardegna da quando avevo tredici anni circa: prima, durante l’infanzia, mi spedivano dai nonni materni in Costa Azzurra dove ho fatto le ferie nell’agosto dell’anno scorso. Ma quando morì mio padre, ci fu un litigio brutale fra mia madre e suo padre (mio nonno) in seguito al quale lei non mi mandò più in Francia, ma cominciò a mandarmi in Sardegna con questa zia. L'oggetto di questa lite, oggi con il senno di poi lo posso vagamente immaginare.... c'è qui tra le mie fedeli lettrici, l'amica Katia/ Quasimamma, che è la sola in grado di capire.... eh Katy? squallide questioni di famiglia, sapete com'è.
Così, da circa undici anni, quasi tutti gli anni ho passato almeno una settimana (quando studiavo, anche due) in Costa Smeralda, rigorosamente fuori stagione (qui la stagione inizia ai primi di luglio) e siccome ero ancora ragazzina me la sono goduta assai poco dal punto di vista mondano: niente Billionaire, niente Sottovento o Sopravvento, niente strenui riti orgiastici sulla spiaggia al lume delle torce. Ho mancato poche estati: nel 2005 perché mi dovevo sposare, nel 2006 non ricordo nemmeno se ci sono venuta o no, nel 2007 ricordo di sì perché vi incontrai per caso mio fratello, presente in Italia e in Portorotondo senza disturbarsi di dirmelo; l’anno scorso invece sono stata ad Alghero.
Nemmeno oggi posso partecipare alla vita notturna del posto, perché senza mio marito non mi va e poi perché, onestamente, non è che mi attragga troppo. La gente mi sembra molto meno interessante della natura e degli spettacoli diurni, lo scintillare del sole sulle onde mi pare più seducente dei luccichii di quattro velinette in discoteca. Mi diverto abbastanza a guardare le barche, soprattutto le vere e proprie navi private di russi e di arabi: mentre ero là, un russo ha fatto il pieno di carburante al suo yacht. Ha comperato QUATTROMILA LITRI di gasolio, un corteo di autobotti ha preso la direzione del suo barcone, i giornali ne hanno parlato (il secondo acquisto di caburante più costoso degli ultimi cinque anni) mentre io mi chiedevo se il tycoon russo si fosse preso il disturbo di conoscere qualcosa della Sardegna, e se sapesse che cos’è la posidonia, o che cos’è un tafone.
Ieri sera sono arrivata a casa, viaggiando leggera con il mio trolley e basta, meravigliata di vedere la gente che era partita una settimana prima come me e rientrava in città insieme a me, portando due o tre valigie a testa più i beauty cases, sant’iddio, come se fossero stati in viaggio per un mese!
E basta, ora si ritorna all’aurea mediocrità….. chi l’ha definita aurea, voleva forse consolare qualcuno al rientro dalle vacanze???




