venerdì, 24 ottobre 2008

Ieri sera ho avuto, per puro caso, un lungo colloquio con una ragazza che mi ha dato molto da pensare.

   Oh, lo dico subito: pensieri quanto mai futili!

      E' invitata per questa sera alla festa di Angie, la mia amica che ha il compleanno e lo festeggia con un party in un bar.  E' venuta da me a comprare una cosuccia, poi ci siamo messe a chiacchierare e infine siamo uscite insieme per una pizza.

   E' una ragazza di cui avevo brevemente parlato due volte nel blog che avevo in Mio Diario di Jumpy: più di tre anni fa ha vinto un concorso di bellezza, di quegli innumerevoli concorsi che si fanno d'estate; e, appena diciottenne, barista che lavava i bicchieri, si è trovata proiettata nel mondo della moda. L'avevo rivista solo tre o quattro mesi dopo a una prima teatrale,  ed ero rimasta allibita vedendo la trasformazione.

   Siccome è lontanamente imparentata con la mia amica, stasera verrà alla festa anche lei e le ho chiesto, tanto per fare conversazione, che cosa indosserà.

   Da questa innocente domanda, è scaturito un discorso che ci ha tenute impegnate per circa tre ore!

   Questa ragazza ha colto la palla al balzo, tre anni fa, per la fortuna che ha avuto. I primi mesi sono stati durissimi perchè si è dovuta sottoporre a una disciplina ferrea, le hanno perfino proibito di frequentare le solite amiche nei soliti posti dove andavano sempre... le hanno controllato le uscite, le hanno comandato in quali discoteche andare e quali evitare. Questo, da parte di chi l'aveva messa sotto contratto per farne una indossatrice professionista.

   Da tre anni non fa altro, ha lasciato la scuola (dove peraltro non combinava niente) e mi ha veramente levato il respiro scoprendo quanto questa ragazza di ventun anni oggi, sia furba e intelligente.

   Se tenesse un blog, nessuno le crederebbe!

   Mi ha detto mille cose sui vestiti che le è capitato di indossare, sul gusto che pian piano si è formata, sui suoi guadagni e sul suo modo di impiegarli. E soprattutto sul suo guardaroba di oggi, sulla filosofia di vita che ne è alla base e che si può riassumere nel modo seguente:

   La fighetta dopo tre anni e mezzo ha la nausea dei vestiti, e si rifiuta di sprecare il suo denaro per fare la fashion-addict!  Invece si è comprata una casa, per lei e per sua madre (non ha il papà) e pensa solo a pagare il mutuo, che peraltro ha fatto per un tempo molto breve rispetto ai mutui venticinquennali che tanta gente deve affrontare!

   Ha detto di non averci messo molto a capire che la formazione di un guardaroba all'insegna dell'ultima moda può essere una voragine senza fine, e che ci sono ragazze come lei arrivate alla fine della carriera che si ritrovano con un pugno di mosche in mano, rappresentate da una marea di vestiti troppo strettamente legati al trend del momento e che si vergognano di indossare....e  il conto corrente quasi vuoto.

   Ha individuato, quindi,  i colori che le stanno meglio e sulla base di questi ha creato un guardaroba seguendo "la regola del quattro",  che stando a quello che mi ha raccontato lei è un'idea di Inés de La Fressange, ex musa di Yves Saint Laurent: QUATTRO COLORI per QUATTRO STAGIONI per QUATTRO OCCASIONI.

   Cioè: ha proclamato che di vestiti importanti ne ha solo sedici, oltre a una mezza dozzina di jeans, altrettante camicie rigorosamente bianche, e una piccola collezione di magliette polo Lacoste e nient'altro.

   Sedici vestiti? ricordo il mio shock davanti agli armadi della mia amica di Roma, di cui ho già parlato, che aveva ventisette paia solo di pantaloni neri!!!!

   Dunque la fighetta possiede nell'ordine:

due capi eleganti da giorno - un abito da mezza sera - un capospalla pesante

nei quattro colori  che secondo lei le stanno meglio: bianco, nero, rosso vivo,  e quel marroncino  nelle tonalità ncciola, caramel, biscotto, cammello)

   declinati nelle quattro stagioni:

PRIMAVERA: un completo-gonna  rosso, uno giacca-pantaloni nero;  abito da cocktail in lana bianca, impermeabile Burberry nocciola.

ESTATE: un completo-gonna in lino nero, uno giacca-pantaloni in lino bianco, abito da sera in seta rosso corallo, un cardigan  pesante di cotone in color biscotto.

AUTUNNO: due tailleurs in lana, uno bianco e uno marrone; un tubino corto in velluto nero, un cappotto lungo cammello

INVERNO: un vestito intero in jersey rosso, uno in maglia bianca di Malo, vestito da sera in paillettes marrone bronzo,  e un piumotto lungo nero.

   Giura che con questo guardaroba, ridotto all'osso,  ci vive benissimo e riesce a giostrarsi in tutte le situazioni. Non porta maglioni, non porta felpe. Non porta altri colori.

   Oltretutto  la FORMULA del suo guardaroba è così chiara, che non ho stentato affatto a ricordare adesso, scrivendo,  la composizione di esso.

   Quattro per quattro per quattro: colori, stagioni, occasioni.  E se ci si pensa, è studiato benissimo. Lei dice che  prendere più cose,  sarebbe inutile: ABBIAMO UN SOLO CORPO!

   Con l'ausilio di pochi jeans, poche camicie candide e una bracciata di polo Lacoste,  se la cava dodici mesi su dodici. Dice che prendere più roba, per lei , sarebbe come "portarsi il lavoro a casa" !!!

   Non vuole essere schiava dei vestiti, non vuole spenderci sopra  troppo denaro, non vuole sprecare il suo tempo per fare shopping. 

   Il problema delle borse, lo risolve con una semplicità estrema:  quattro vuitton più una pochette da sera vintage.  Le vuitton che possiede sono: la classica marrone monogram,  la cuir epi  nera (in pelle a righette tipo spine), la damier a scacchi bianchi e azzurri, e quella in tela jeans  per le occasioni informali.

   Oltre a un paio di zaini e tracolla Lacoste per gite e vacanze.

Un insieme di pezzi ben definiti, nessuno legato a una moda momentanea, niente di troppo e niente che manca.

  MI SONO VERGOGNATA.   TANTO DI CAPPELLO A QUESTA RAGAZZA.

 

Ecco le borse che possiede:

 

postato da: Ombraserena alle ore 11:38 | Permalink | commenti (5)
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